Le determinanti delle prestazioni di resistenza


Fisiologi e ricercatori dello sport sono costantemente alla ricerca di individuare come le variabili fisiologiche misurate in laboratorio possano aiutare a spiegare le prestazioni di resistenza "sul campo". E' utile e importante non solo per contribuire a individuare il potenziale di performance, ma anche per la prescrizione di carichi di allenamento e monitoraggio agli adattamenti dell'allenamento. In generale, i 3 fattori principali sono stati identificati con:

1) Il massimo consumo di ossigeno (VO2max)
2) La possibilità di utilizzare una percentuale elevata di VO2max per un tempo prolungato: resistenza aerobica
3) L'economia ed efficienza durante l'esercizio (E)

Ulteriori due parametri possono aiutare a comprendere le prestazioni di atleti con VO2max, resistenza aerobica, e livelli di economia similari: 4) la velocità con cui l'assorbimento di ossigeno risponde all'onset dell' esercizio, e  5) la capacità anaerobica e/o la capacità di produrre energia attraverso percorsi non ossidativi.

Il massimo consumo di ossigeno
Il VO2max riflette la capacità massima di un individuo di produrre energia mediante processi aerobici [1] ed è tradizionalmente determinata da risultati di un test incrementale ad esaurimento, anche se altri test sono stati proposti per valutare questa variabile "sul campo" e si possono applicare anche algoritmi di calcolo in base a dati ricavati da allenamenti.

L'utilizzo "frazionato" e la soglia del lattato
La capacità di mantenere un'elevata frazione di VO2max per un lungo periodo di tempo, cioè una resistenza  aerobica elevata, è necessaria per eccellere ed eseguire al meglio un esercizio di durata [2].
Più specificamente, può essere determinata dall'intensità dell'esercizio corrispondente ad un aumento di lattato nel sangue sopra livelli di riposo, appunto, la 'soglia del lattato' (LT). Questa intensità è importante perché indica e identifica l'importanza assoluta delle capacità ossidative del corpo (utilizzo di ossigeno) e rappresenta il confine tra i domini di intensità moderati e pesanti (soglia aerobica e anaerobica, rispettivamente 2 e 4 mmol/l).
Un po' più in alto sulla scala di intensità di esercizio si incontra il limite superiore nel dominio di intensità di esercizio: il lattato massimo a stato costante [3] detto MLSS. Il MLSS è un altro riferimento di 'soglia', ma si differenzia da LT: LT rappresenta la massima intensità di esercizio alla quale il livello di lattato nel sangue (anche se elevato) non si accumula nel tempo. Il MLSS invece è particolarmente legato (e non molto lontano) da una performance massimale della durata di 1 ora [4].

Non è la "dimensione del motore" della macchina (sistema aerobico) a fare la differenza ma la sua economia di consumo!

L'economia di esercizio è stata definita come il livello di VO2 richiesto durante una specifica e costante intensità [5]. E' rappresentato come un angolo in relazione tra VO2 e intensità: più basso è il VO2 ad una determinata intensità, più economico è l'atleta.

Vi è una notevole variabilità inter-individuale nell'utilizzo di ossigeno in esercizi ad intensità sub-massimale anche in soggetti di analoga capacità aerobica o capacità prestazionali simili, in parte a causa di differenze inter-individuali di distribuzione delle fibre muscolari.

Qual è il più importante aspetto da sviluppare?
Alla ripresa di una fase di allenamento (di resistenza), tutti e tre i parametri principali sopra elencati miglioreranno, ma le più grandi variazioni avranno luogo nella soglia del lattato (LT) e VO2max. Tuttavia, diventa sempre più difficile costruire e incrementare questi miglioramenti anno per anno, il miglioramento è spesso inversamente proporzionale agli anni di attivià (= "più ci si migliora più è difficile migliorarsi"). Sono quindi l'economia di esercizio, la velocità della risposta al consumo di ossigeno e le capacità anaerobiche le componenti necessarie e utili affinché si possano raggiungere miglioramenti nelle prestazioni. Potreste aver ancora sentito l'adagio che ci vogliono "anni per costruire un campione". E' probabilmente vero! Economia ed efficienza sembrano essere fortemente legate agli anni di attività in uno sport e quindi correlabili al volume totale di allenamento completato da un atleta [6].

Conclusioni:
In generale, con l'allenamento in sport di resistenza aumenterà LT e VO2max inizialmente (rispetto ad un novizio e/o a condizioni di notevole deallenamento) qanche in maniera considerevole ma questi benefici divengono meno raggiungibili con il passare del tempo (volume di allenamento). L' "economia aerobica" sembra essere un 'effetto collaterale' dell'accumulo di anni in uno sport. È quindi possibile affermare che poiché atleti di prim'ordine hanno relativamente simili capacità aerobiche (LT e VO2max), solo una migliore economia può permettere ulteriormente di differenziare, in positivo, le prestazioni.



RIFERIMENTI

1. Bassett, DR Jr & Howley, ET Med Sci Sports Exerc 2000

2. Coyle, E. F. et al. J Appl Physiol 1988

3. Beneke, R. Med Sci Sports Exerc 1995

4. Coyle, E. F. et al. Med Sci Sports Exerc 1991

5. Coyle, E. F. et al. Med Sci Sports Exerc 1992

6. Lucia, A. et al. Med Sci Sports Exerc 2002

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