massarob.info: watt
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[Video+Telemetria] Piazze sotto 15' da rif. fontana @ 378W (5.9W/Kg)

luglio 13, 2020
[Video+Telemetria] Piazze sotto 15' da rif. fontana @ 378W (5.9W/Kg)

[VIDEO+TELEMETRIA] Malegno Ossimo

marzo 12, 2017
[VIDEO+TELEMETRIA] Malegno Ossimo
non un gran tempo (vento e un po' freddo) ma buoni i primi 10-12min




[come sempre visione consigliata in risoluzione 720 x60 FPS, la qualità Youtube riduce ulteriormente il bitrate originario]

Scala di rossi e viola= vento contrario

Rullo ELITE RAMPA, il test giorno per giorno

ottobre 28, 2016
Rullo ELITE RAMPA, il test giorno per giorno
PREMESSA
E' indubbio che tutti, o quasi tutti, preferiamo un allenamento all'aperto rispetto ad uno indoor. E' però anche altrettanto vero che la resa -tempo effettivo/tempo pedalato- nel condensare una seduta indoor è estremamente efficace nel ridurre i tempi morti.
Negli ultimi anni la mia "flotta" di rulli era costituita da vari sistemi magnetici, in pratica rulli acquistati negli ultimi 10 e 15 anni, spesso usati come alternativa estrema (es maltempo mentre in montagna), da un sistema roller e da un rullo "interattivo".
Il roller è un prodotto Elite con cilindri parabolici a cui ho aggiunto un'unità resistente esterna a ventola (Kreitler) che permette un notevole innalzamento delle resistenze in gioco. 
Due sono però essenzialmente i problemi con questo "sistema": l'elevata rumorosità della ventola all'incremento delle intensità (di vantaggioso c'è che si può convogliare il flusso d'aria...direttamente in faccia) e non secondariamente il fatto che le vibrazioni del sistema, specie quando si superano determinati wattaggi, rende la situazione un po' "instabile"!

L'altro sistema in uso è un rullo Tacx Vortex che ho dal 2012. Questo prodotto può essere interfacciato, con una pennetta ANT+ e il software proprietario TACX (TTS) con decine di percorsi e video interattivi: all'incremento e variare delle pendenze cambierà la resistenza del sistema frenante.
In tal senso TACX ha anticipato (con un protocollo chiuso e proprietario) quello che è l'attuale sistema ANT+ FE-C (rimando qui per i dettagli). E' un sistema valido e solido, più a livello hardware che software dove invece TSS lascia spesso a desiderare..., ma appunto un sistema "chiuso".
Ovviamente il rullo funziona anche in modalità ergometro, come unità di gestione di potenza e/o potenza anche senza l'utilizzo del software e pc. Vi sono decine di DVD Tacx e altrettanti percorsi, più o meno "amatoriali"da poter abbinare e utilizzare e questo è stato un punto di forza per questo prodotto fino appunto all'avvento di FE-C. Quest'ultimo ha portato negli ultimi 2/3 anni ad un incremento dei software "di terze parti" che permettono un'interattività multimediale con percorsi reali (es. BKOOL, Virtual Training) o immaginari (es. su tutti ZWIFT). Proprio la "voglia" di utilizzare altri sistemi e software -prenderò in considerazione tra i molteplici proprio gli ultimi tre menzionati- è stata una spinta all'acquisto del rullo in "recensione".

Un altro aspetto è stata la necessità di "potenziare" l'unità frenante. E' spesso un aspetto sottovalutato ma la curva VELOCITA'-POTENZA sostenibile dal sistema è spesso più rilevante della pendenza massima che il sistema stesso può "simulare". Un esempio, mi capitava spesso di surriscaldare (e il sistema va in cut-off automatico) il Vortex su determinate salite e pendenze poiché le velocità scendevano, sia pur di poco, sotto quelle sostenibili dall'unità frenante. Spesso era infatti impossibile pedalare a >300W se non mantenendo ALMENO 20-22 Km/h. Questo comportava che alcuni video erano di difficile simulazione se non riducendo di un fattore di scala (es. -33%) la pendenza reale (es un 9% "reale" poteva essere ridotto di un 33% ad un effetto frenante del 6%).

Nel raffronto tra i vari prodotti attualmente in commercio e filtrando da subito i rulli "abilitati " FE-C, scartando quindi i non FE-C, poche erano rimaste le alternative nel mio "budget" (~400€): Elite Digital Qubo + (da non confondere con il quasi omonimo Qubo Power che NON e' FE-C) e appunto il Rampa in  recensione. Il Digital aveva in tutto e per tutto simili caratteristiche "meccaniche" (volano, curva velocità-potenza) all' attuale Tacx Vortex Smart (quindi FE-C) ad un prezzo sostanzialmente inferiore di un 10%. Le differenze meccaniche tra Vortex "NON Smart" e Smart sono essenzialmente nel chip ANT+ (ampliamento del numero di canali) e quindi...avrei avuto i medesimi "problemi" di non sufficiente resistenza in determinate situazioni di potenza/velocità come in passato.
L'Elite Rampa rientra nel segmento, anche per prezzo di listino (~500€), del Tacx Bushido e simili sono tra i due anche le caratteristiche delle unità frenanti. Avendo trovato questo Rampa a meno di 400€ la scelta è stata quasi immediata.



GIORNO ZERO, unboxing






Il rullo arriva corredato di un manuale di montaggio in stile "Ikea" cioè con immagini descrittive del montaggio. Sono inoltre presenti 2 chiavi "gratuite": un mese di Zwift e 12 mesi di funzionalità complete con l'app Elite my E-Training.

Nel manuale cartaceo non tutti i passaggi sono forse ben illustrati ma in una decina di minuti tutto si può facilmente montare. Vengono fornite le chiavi a brugola per le differenti viti ma non le chiavi aperte necessarie per il montaggio dell'unità frenante (dadi di fissaggio da 13mm) e dell'eventuale sostituzione dei distanziali per variare l'altezza da terra (per ruote 29''). Quest'ultimo passaggio, come evidenziato in altre recensioni su questo prodotto, non è effettivamente chiarissimo ma in sostanza...a meno di usare una MTB con ruote da 29'' non è necessario cambiare questi distanziali.
Decisamente "largo" per diametro e pesante (6Kg) il volano che rende discretamente realistica (ben più del Vortex) l'inerzia della ruota quando gira senza trazione della catena...quindi a ruota libera.

Per ora ho provato il rullo per 3 minuti (di numero) su Zwift per valutare l'effettivo funzionamento del cambio pendenza. Il pairing è stato immediato così come anche appare abbastanza semplice e intuitiva l'app (su Android) fornita da Elite. Interessante in tal senso la possibilità di calibrare il rullo, che, da solo, offre una STIMA di potenza, con un misuratore effettivamente montato sulla bici. Sono tutte prove che affronterò nei prossimi giorni. Rimando quindi il "giorno 1" di prova...alla prima giornata di maltempo (nel possibile...anche io preferisco pedalare all'aperto)!

PRIME IMPRESSIONI 
In questo inizio novembre ho avuto modo di provare il rullo in 5-6 sessioni indoor, tutte eseguite con Zwift per poter apprezzare e valutare le funzionalità FE-C. Semplificando un rullo con questa caratteristica permette di sincronizzare le variazioni di pendenza (da software) con la resistenza dell'unità frenante: un incremento di pendenza renderà più impegnativa la pedalata e viceversa una situazione a zero pendenza o addirittura negativa. Tale combinazione era permessa in passato abbinando specifico rullo con specifico software, due esempi su tutti i passati modelli "smart" Tacx ed Elite.
Il "vantaggio" di un sistema aperto a software di terze parti permettere di POTER SCEGLIERE quale piattaforma utilizzare SE si intende sfruttare questa possibilità in un ambiente "interattivo" e di "gamefication" dell'attività. Di "gamefication" si tratta in particolare quando si parla di Zwift, per esempio, perché i percorsi che scorrono non sono dei video ma una ricostruzione di tracciati reali (ultime edizioni mondiali su strada) o immaginari in cui viene dato maggior risalto alla multimedialità e "socialità" dell'allenamento (o della gara!) che ad altri aspetti tecnici.

Come si è comportato il rullo quindi in queste situazioni?
Sostanzialmente in maniera sempre adeguata se non con alcuni piccoli limiti che poi tratterò. Premetto che in tutte le sedute svolte (di seguito alcuni grafici), il setup era il seguente:
- potenza da misuratore montato su bici (BePro o Stages)
- dato cadenza trasmesso da misuratore potenza
- variazioni percorso/pendenza gestito dal rullo
Quindi le potenze registrate non sono quelle (STIMATE) dal rullo e non ho ancora svolto una prova comparativa tra questo ed uno o più sensori bici. Sinceramente non mi attendo una grande sovrapponibilità tra stima potenza rullo e valore letto da un sistema più "preciso" (nonchè più prossimo al punto di applicazione delle forze). Discorso che si può estendere a tutti questi sistemi ossia bici intera SU rullo.
Altri, in cui il rullo diventa a tutti gli effetti un sistema integrato nella bici, tanto da sostituirne la ruota posteriore e diventare una specie di "Powertap" (es Wahoo Kickr) hanno decisamente una maggior sensibilità e sono a tutti gli effetti dei misuratori. Ma questa è innanzitutto una (banale) conseguenza delle differenze tra questi due sistemi i quali, essendo diversi, hanno ovviamente di pro e dei contro.
Il rullo non si è mai dimostrato in difficoltà né su "pendenze" > 10% né nei tratti più "spinti" (che non sono mancati, rimando a grafici successivi) senza particolari incertezze se non una tendenza ad una certa latenza di qualche secondo tra cambio pendenza a video e "feedback" percepito nella variazione di resistenza. Questo aspetto può essere per altro configurato (tramite l'app Elite) ma per ora l'ho lasciato di default. 
La rumorosità del rullo è decisamente buona ma sicuramente vi sono modelli ancora più silenziosi per chi ha necessità, magari abitando in un appartamento e non in una casa isolata, di ridurre al minimo questo fattore.
Anche sulla "durata" (es un allenamento di 100+ Km e quasi 3 ore, per un evento  benefico) il rullo non ha mai avuto incertezze né sul segnale/gestione resistenze né di surriscaldamento. 
Due, per ora, le nota negative: la prima è l'evidente consumo del rullino (in materiale "Elastogel" e non metallico) dove appoggia la gomma. Dopo una sola settimana presenta già un solco visibile e ben percepibile al tatto di circa 0.5-1 mm.
L'altra, ma era nota nelle "caratteristiche tecniche", è una certa difficoltà a reggere wattaggi da intensità "neuromuscolare" ossia tutta quella gamma di accelerazioni brevi e intense inferiori a 20-25'' e superiori a 700-800W. Ma per chi ha questa necessità vi sono altre tipologie di rullo e prodotti. Sulla gestione di 300-400W (nel mio caso un range ~4,5-6,1 W/Kg) sono pienamente soddisfatto anche della sensazione di inerzia trasmessa dal volano.

 







[VIDEO+TELEMETRIA] Fletta da Malonno

settembre 16, 2016
[VIDEO+TELEMETRIA] Fletta da Malonno

Gestione salita: CP+W’, dati a display e non solo

luglio 26, 2016
Gestione salita: CP+W’, dati a display e non solo
Prendo spunto da questa mia recente prova



e relativo “post” (LINK) per elencare alcuni suggerimenti, principi o semplici indicazioni su come gestisco/gestire salite e/o tratti massimali.

Prologo
alcuni concetti da tenere sempre a mente:
1) Non esistono salite che sono perfetti piani inclinati. In 20 anni di allenamenti e relativi >300mila Km MAI ho incontrato una salita perfettamente costante e regolare se non per pochi minuti di ascesa. Ne consegue che:
2) La gestione dello sforzo non è mai una ISOpotenza, esiste un grado di variabilità “stocastica” del valore potenza correlato essenzialmente a variabilità pendenza e resistenze. Questo è ben evidente e chiaro a chiunque abbia anche una basilare esperienza con un misuratore: ANCHE ad una apparente costanza di variabili sono presenti fluttuazioni tra una pedalata e la successiva; lo stesso avviene dilatando i tempi e quindi anche con una normalizzazione su 3 o x secondi. Il reclutamento muscolare soprattutto superata la sua soglia “critica” (CP, rimando a LINK) comporta un incremento di tale variabilità e tendenzialmente un minor controllo e "gestibilità". Questo non significa che non possano o non debbano essere adottati dei riferimenti “guida”.
3) Per semplificazione spesso si adottano medie (pendenza, watt) su riferimenti puramente “fisici” ignorando quelle che sono le richieste fisiologiche (sostenibilità, livello di affaticamento, contesto) di gestione di un determinato lavoro (potenza*tempo). Cercherò di trattare questo aspetto nella sua applicazione pratica, che è ciò che interessa a tutti noi quando pedaliamo.
4) La prestazione è il frutto del miglior riscontro cronometrico, ossia una maggior velocità. Questo non significa di per sé una maggior potenza. La gestione e distribuzione dello sforzo, ANCHE in salita, non può prescindere da un principio di “micro polarizzazione” a cui ho accennato anche in questo video/commento/telemetria (LINK). Ossia, in una salita, la potenza media di riferimento deve incrementare quando la pendenza è sopra media e/o quando la velocità decrementa. Questo significa pedalare con 3 o 4 riferimenti da osservare simultaneamente? Assolutamente no significa usare il dato potenza (ed il misuratore) non come un aggeggio di ornamento alla bici ma come un ausilio alle proprie sensazioni e feedback. Per altro questo contrasta TOTALMENTE con chi, spesso parlando senza alcuna nozione ed esperienza, pensa che il misuratore o il dato potenza renda “robotizzata” l’azione del pedalare. Al contrario, PUO’ (adottando le dovute considerazioni) rendere un NOTEVOLE supporto e feedback alla propria percezione dello sforzo e della gestione al punto che incrementare o ridurre l’intensità diviene (e deve divenire) un automatismo e la visualizzazione (e/o non solo) del dato un riscontro e non una “carota” da inseguire.

Esempio pratico di differenziazione e gestione potenza (cronometro: tratti salita, pianura e discesa) [4]


Riferimenti

Con l’utilizzo del paradigma CP+W’ già trattato in passato e a cui sopra è riferito apposito link, è possibile, con opportune e dovute ricerche e ragionamenti, raggiungere un riferimento di “previsione” della propria prestazione sia sotto la durata temporale di sostenibilità di tale riferimento potenza (in letteratura 25-35’, qualche minuto in più per atleti con elevate capacità aerobiche) che sopra tale durata; ciò si applica anche nella contestualizzazione della prestazione in differenti situazioni (tipologia di gara, quota).
Nel primo caso si tratta di uno scenario del tutto nuovo per chi si affida ad un singolo riferimento (es FTP) e va “alla cieca” per tutto quello che è il dominio di prestazione "non prossimo" a 45-60’. Il problema di questo approccio (FTP) è che se voglio svolgere ORA una prestazione al massimo delle mie possibilità su 18’, 20 o x minuti ho solo 2 alternative: andare appunto alla cieca oppure fare riferimento alla curva profilo potenza (MMP): cercare il MMP18, sperare che sia un riferimento non troppo distante nel tempo e prenderlo come riferimento. Sono un numero eccessivo di “se” e lasciano ampio spazio ad un risultato aleatorio.
Con CP e W’ mi è possibile -ed è un foglio di calcolo integrato e introdotto da settembre 2016 in tutti i programmi di allenamento- personalizzare, ANCHE su differenti scenari (quota, tipologia di gara) una prestazione sostenibile a seconda del tempo di prestazione previsto o prevedibile. I valori di normalizzazione su quota si basano sugli studi di Perronet et  al.[1,2], mentre le flessioni su incremento fatica/deplezione glicogena sono frutto di anni di analisi e personale confronto statistico sui dati raccolti relativamente alle decine di atleti seguiti in questo lasso di tempo (loro gare e prestazioni).

I valori offuscati lo sono volutamente in quanto non necessari per comprendere l'articolo; ogni colonna rappresenta un differente scenario (quota, tipologia di gara); nel foglio fornito i valori vengono automaticamente calcolati in base a CP e W' e sono presenti un numero di colonne (contesti) superiori a questa cattura schermo.

Ipotesi/Obiettivo
Il grafico fa riferimento ad una prestazione personale in cui l’obiettivo era un massimale su un tratto in salita di ~18’. Ho quindi preso a riferimento la colonna relativa a tale scenario (no effetto quota, inizio salita a 200m s.l.m.). Facendo una media tra 15 e 20’ la prestazione era quindi nell’intorno dei 350W. Il valore si è rivelato vicinissimo a quanto poi realmente ottenuto tenendo sempre presente il margine di errore strumentale (+/-2%). Inoltre lo strumento sulla bicicletta utilizzata è uno Stages (misurazione mono) ma, considerando che il mio bilanciamento in prossimità e oltre CP è prossimo a 50-50% quando lo sforzo è gestito su cadenze ottimali/autoscelte non ci sono qui margini evidenti di sottostima (se il valore dx fosse predominante) o sovrastima (viceversa). Nel grafico è presente il raffronto con modello “Bikecalculator” uno dei più validi poiché prende in considerazione un numero congruo e utile/necessario di variabili.
Esecuzione
Il tratto/salita si colloca su una durata inferiore a quanto sostenibile con riferimento CP. Entra quindi in gioco l’utilizzo (oculato) della riserva anaerobica per esprimere lavoro (p*t). Ne consegue banalmente infatti che il valore MMP18 previsto è ovviamente superiore alla mia attuale CP (335W).
Come e quando utilizzare W’? Visualizzare questo valore oppure no?
Applicando il principio e concetto della cinetica del Vo2max e quanto teorizzato A.V.Hill già nel 1925 (assieme ad una primordiale ma illuminante previsione di una curva asintotica della prestazione velocità/tempo) nella sua celebre pubblicazione “The Physiological Basis of Athletic Records” (immagine) [3] 




è teoricamente SEMPRE utile e adeguato ricercare una sincronizzazione e “modulazione” su alta intensità fin dall’inizio della prestazione. Nella pratica questo è avvalorato anche dal fatto che pur gestendo un tratto leggermente sopra o sotto CP diviene poi più arduo andare in completa (o elevata) deplezione W' dopo uno sforzo prolungato. A questo si aggiunge anche il fatto che le pendenze superiori alla media di questa salita erano/sono presenti nei primi 5’ di ascesa. In questa fase mi sono concentrato quindi nel rimanere SOPRA CP (andando quindi in deplezione W’) ad un tasso di percezione e gestione dello sforzo intenso ma sostenibile per poi proseguire per altri ~13’. Non ho visualizzato W’ bal o equivalenti perché a) ho utilizzato un Garmin 510 e quindi sprovvisto di “aggiornamento” Connect IQ b) tali app anche se presenti e funzionanti sul 520 utilizzano un algoritmo differente rispetto a Goldencheetah (algoritmo/formula differenziale).
Tornando a Garmin non ho neppure utilizzato un riferimento Virtual Partner (VP) poiché dopo gli ultimi aggiornamenti FW  risulta pressoché inutilizzabile soprattutto con il 520: è stata ridotta, apparentemente, la “flessibilità” nella sovrapponibilità tra tracciato GPS di riferimento e quanto svolto. Ossia, se il GPS rileva una (apparente) “uscita” dal tracciato caricato con il 520 si viene “buttati” fuori dal riferimento, senza “riaggancio”; con il 510 questo avviene più raramente ma un "off segment" fa ripartire VP con riferimenti spesso non veritieri. In sostanza l’utilizzo di VP risulta spesso inutile.
Nelle sessioni lap, come in questo caso, mantengo la visualizzazione di pagina 2 come qui descritta: http://www.massarob.info/2013/02/impostazione-garmin.html
Ciò che guardo in una frazione di secondo sono i campi: potenza lap/giro, potenza 3’’. Utilizzo il riferimento potenza NP lap solo per tratti >20’ in quanto l’algoritmo di normalizzazione potenza ha validità/senso su lassi di tempo superiori a questo valore.
QUANDO guardo i valori e quindi mi regolo sullo sforzo con un feedback immediato?
Applico essenzialmente 2 riferimenti: un feedback/controllo interno ed uno “esterno”.
Quello interno è rappresentato dal conteggio degli atti respiratori. E’ tecnica e pratica assodata che il semplice controllo di questo parametro permette a) una maggior “percezione” e controllo della respirazione stessa b) un maggior focus e concentrazione. Come? Conto 10 atti, se i valori rientrano sui riferimenti previsti ( = quel passo e gestione in quel lasso di tempo sono corretti)….ne conto poi 20, sono ancora ok…ne conto 30 e così via.
Il feedback visivo è invece dato da riferimenti lungo la strada, spesso in maniera random (es. il passaggio di un’auto). Quando i valori non soddisfano i parametri previsti…incremento le intensità con un allungo. In genere è quindi questa una azione di feedback e contro feedback che può generare 4-2-1 o anche…zero cambi di ritmo al minuto e tendenzialmente/spesso avviene proprio questo, ossia minime variazioni, poiché riesco (N=1) a modulare -o l’atleta riesce- per esperienza, in modo pressoché inconscio e automatizzato a far coincidere richiesta e obiettivo. Se la pendenza infatti decrementa è inutile ed inefficiente dal punto di vista energetico cercare di mantenere una potenza elevata. Questo fattore è TANTO più rilevante quanto sono alte le possibilità di esprimere wattaggi. In altre parole atleti più performanti, ad incremento di variabilità pendenza/velocità, hanno maggiori variabilità E possibilità di recupero rispetto ad atleti che sono costretti a proseguire su wattaggi ridotti. E’ spesso una cosa che mi viene/veniva chiesta da chi magari, a fronte di 1 o più W/Kg in meno di me (a parità di MMP) si/mi chiedeva osservando i grafici senza particolare attenzione come mai riducessi i wattaggi nelle fasi di minor pendenza. La risposta è semplice: perché minori capacità aerobiche e minori velocità obbligano a spremersi sulle pendenze e non comportano grandi margini di recupero e in generare velocità (vd punto 4 iniziale) rispetto ad atleti con capacità aerobiche (CP) superiori. In quel caso ci si avvicina ad una “teorica” isopotenza per il semplice fatto che non si ha grande margine di esprimere più lavoro quando incrementano pendenza/si riducono le velocità…e altrettanto limitate sono le possibilità di recupero, a meno di ridurre drasticamente le velocità anche in questi tratti, quando le pendenze sono più agevoli! 
In sostanza atleti più performanti POSSONO, quando necessario e se richiesto (tattica, contesto di gara) incrementare con maggior variabilità la propria espressione di potenza nonché utilizzare E RECUPERARE/RIGENERARE con maggiori margini la capacità (lavoro) oltre CP ossia W’.

Strumenti
In precedenza ho accennato all’uso di Garmin, impostazioni suggerite e come al momento NON utilizzi app per visualizzazione dinamica dell’utilizzo W’. Non è però attualmente l’unico strumento che uso in allenamento. Trovo infatti molto utile avere anche un feedback audio dei valori espressi e 2 (in sostanza però 3) sono le possibilità sperimentate/utilizzate/scelte.
1       - Il buon vecchio e incompreso MotoActv: precursore e antesignano, con molte più funzioni (es integrazione ANT+) dei moderni smartwatch prevedeva una funzione di “coaching” vocale, di per sé anche abbastanza basica, che permette la riproduzione auto dei valori medi alla pressione (tap) del dispositivo. PRO: dispositivo leggero e tutto sommato semplice CONTRO: per attivare il tap bisogna letteralmente “picchiare” lo smartwatch il che rende la funzione coaching poco pratica. Non la si può reimpostare su lassi di tempo personalizzati, le funzioni vocali sono solo attivabili con tap.
2     
          - Usare una delle seguenti ed entrambe ottime APP (esperienza con Android). Tutti portiamo con noi il telefonino in tasca. Considerando traffico e pericolosità è consigliabile l’uso di auricolare BLE mono (es in foto). Le due app sono IpBike e Wahoo Fitness. La prima prevede una miriade di funzionalità e impostazioni e richiede un po’ più di tempo per personalizzarla; la seconda è intuitiva, funzionale e più “plug&play”. La mia esperienza positiva con Wahoo nasce dall’uso della fascia multifunzione e dual band Tickr X. Entrambe le app prevedono un feedback vocale su metric prescelti (tempo, distanza, potenza, fc, cadenza) a seconda dei sensori associati. Entrambe prevedono la possibilità di associare sensori ANT+ o BLE. E’ questo il caso per esempio nell’associare Wahoo Fitness (o Ipbike) con uno Stages. Stages infatti trasmette in doppio flusso (ANT+ e BLE) i dati del misuratore (PS curiosità Wahoo e Stages fanno capo, in sostanza,alla stessa “casa”). Se si è sprovvisti di integrazione ANT+ (come per molto dispositivi mobile) e si vogliono associare sensori ANT+ è necessario un cavo OTG+chiavetta ANT+. 

In molti casi, probabilmente quasi sempre, è più comodo un cavo OTG con uscita angolare 90° (in arrivo)


      Ovviamente il dispositivo mobile deve essere predisposto per collegamento OTG e vanno installati driver e plugin ANT+. 
A differenza di  ANT+ il segnale BLE con cellulare in tasca e misuratore ….tra i piedi…tende a perdere spesso il segnale. Cosa che accade di frequente anche sfruttando ANT+ ma con riaggancio pressoché immediato ( = consiglio quindi nel caso di Wahoo Fitness di togliere l’avviso su collegamento/scollegamento sensori altrimenti ad ogni minima perdita di segnale vi ritroverete nelle orecchie una litania di “device disconnected/device connected”).
Con IpBike le notifiche audio possono avere un intervallo di tempo personalizzato mentre con Wahoo l’intervallo vocale è impostato e non (attualmente) modificabile su 60’’ (o 5 o 10 min). Personalmente ho trovato più immediata ed efficiente in tal senso questa seconda utilizzano poi, quando non ritengo necessaria una registrazione GPS di backup via cellulare, la sola segnalazione dei valori medi cadenza e potenza appunto ogni 60’’. Questo feedback può quindi essere un di più e sostituirsi ad alcune visualizzazioni (per altro immediate se ci si abitua/allena a buttare l’occhio sui campi dati necessari) del Garmin e dare un riferimento in più su un intervallo né eccessivamente ristretto né troppo dilatato durante la prestazione.

BIBLIOGRAFIA/RIFERIMENTI
1. Bassett, D.R. Jr., C.R. Kyle, L. Passfield, J.P. Broker, and E.R. Burke. Comparing cycling world hour records, 1967-1996: modeling with empirical data. Medicine and Science in Sports and Exercise 31:1665-76, 1999.
2. Peronnet, F., G. Thibault, and D.L. Cousineau. A theoretical analysis of the effect of altitude on running performance. Journal of Applied Physiology 70(1): 399-404, 1991.
3. THE Physiological Basis OF ATHLETIC RECORDS, A.V. Hill, The Lancet Volume 206, Issue 5323, 5 September 1925, Pages 481-486
4. The Science of the Tour de France: Training secrets of the world’s best cyclists, James Witts, Bloomsbury Sport, 2016



Perché CP è/può essere un riferimento più utile nella gestione/pacing (rispetto a FTP)

marzo 10, 2016
Perché CP è/può essere un riferimento più utile nella gestione/pacing (rispetto a FTP)
Da persona pratica -ma che applica la teoria alla pratica- prendo spunto dall'allenamento odierno per creare un collegamento "sul campo" con concetti ed articoli toccati recentemente -e non solo.

Venendo direttamente alla risposta del quesito/titolo riprendo quanto descritto qui http://www.massarob.info/2015/10/paradigmi-confronto-ftp-e-cp-w.html
Critical Power (CP) rappresenta sulla curva potenza-tempo il "primo e vero" punto di flessione della curva significativo, da questo valore "a salire" (in termini di tempo, ossia andando a destra su asse x) il valori tendono a stabilizzarsi con una più graduale flessione, fino a raggiungere uno stato quasi stazionario (FTP) in prossimità di ~45-60'.
Il valore CP è quindi essenzialmente (e statisticamente) sostenibile per lassi di tempo inferiori (in genere 25-35') come già descritto nell'articolo sopra.

Primo vantaggio: pur vivendo in una zona ricca di montagne (e difficilmente vi sono aree più "densamente popolate" di salite come questa, Valle Camonica, quindi il mio ragionamento ed esperienza si estende ad altri/molti!) difficilmente può essere utile e sufficiente un riferimento temporale ~60': conto sulle dita di una mano le salite che richiedono una gestione e tempo di ascesa vicino a questo riferimento. FTP non mi fornisce indicazioni, se non appunto statistiche, su cosa "POSSO FARE" per, esempio, su una salita di 25, 30 o tempo x < 45-60 minuti. Gestendo una salita di 25' in FTP andrei sicuramente ad essere a) sotto un mio potenziale di prestazione b) essere eccessivamente conservativo c) nella somma a+b incidere poco o minimamente come input allenante e specifico > FTP.
In questi casi devo affidarmi a quanto fatto in passato (curva potenza-tempo, riferimenti MMP) presupponendo a) che i valori in grafico che mi servono per la stima (es 25') siano vicini al massimale (ma inevitabilmente non sempre lo sono!) b) applicando comunque un fattore di stima abbastanza conservativo, come descritto qui http://www.massarob.info/2014/12/gf-santini-2014-spunti-da-una.html paragrafo "distribuzione sforzo" (ovviamente allora, 2014, non usavo il modello CP che invece uso personalmente dal settembre 2014 e per gli atleti che seguo da settembre 2015).

Secondo vantaggio: CP rappresenta una vera e propria soglia molto più "tangibile" sotto sforzo rispetto ad altri riferimenti. Da 20+ anni (da quando ne ho 13) pedalo, mi alleno e corro e mai come in prossimità di CP è sensibile un feedback di "cambio" intensità, soprattutto per quanto avviene su frequenza e sforzo ventilatorio. FTP può essere percepita invece, se correttamente calcolata, come un'intensità (giustamente) sostenibile e ripetibile anche per 20+ minuti, anche su più ripetute tanto che un classico allenamento legato a questo modello è 2 (o +) x 20' a tale intensità.
Ripetere senza marcate flessioni e/o variabilità 2x20' ad una x intensità (watt) rappresenta infatti un buon riscontro, una sorta di "reverse engineering" (...training is testing and testing is training), per valutare, comparare, modificare un proprio riferimento FTP.
CP, in quanto fisiologicamente punto di passaggio da un tipo di reclutamento muscolare prevalentemente ossidativo (fibre lente) ad uno in cui diviene sempre più elevato il reclutamento muscolare glicolitico (famiglia fibre veloci) rappresenta quindi, teoricamente ma anche sul campo, un riferimento sostenibile continuativamente per 25-35'. E' quindi anche un riferimento più vicino a quelle che sono le durate tipiche di salite sia in gara che in allenamento.
Presenta inoltre un ulteriore vantaggio: da CP (+W') posso stimare FTP, che, per definizione e lasso temporale, non presenta l'utilizzo di W' ma....da FTP posso ipotizzare CP ma rimango totalmente all'oscuro sul valore W'.
Perché è rilevante W' (per semplificazione una quantità di lavoro, appunto espressa in kJ o J, riserva anaerobica/glicolitica di breve durata)? Perché questa componente può essere di riferimento per una stima di un lavoro (p*t) sostenibile per lassi di tempo inferiori a quanto "coperto" dal riferimento CP (~25-35').

Nel concreto questo l'esempio (oltre che obiettivo) svolto oggi.
La salita (che poi è questa, video) presenta 2 tratti ben distinti, un primo tratto più "pedalabile" (comunque con valore medio pendenza >9%), una fase di transizione di 200-250m in discesa (si vede anche nel grafico) e una parte finale particolarmente ripida e inizialmente anche discontinua (con 2 brevi tratti anche a pendenza ~0 %).
Quanto svolto e obiettivo odierno era mantenermi il più agile e "tranquillamente" vicino a CP (335-340W,  ~5,1W/Kg) nel primo settore, recuperare nella breve discesa e affrontare in progressione > CP il secondo tratto cercando la massima deplezione di W'(bal).

Il risultato cronometrico è stato interessante poiché di pochi secondi (19) superiore al mio miglior riscontro cronometrico su questa salita (agosto 2015, a cui fa riferimento il video sopra, periodo in cui la mia CP era 340-345W, ~5,25W/Kg). Pur arrivando ad una progressione massimale nel secondo ~50% di salita lo sforzo è stato inferiore (RPE) poiché la distribuzione è stata nettamente diversificata. Il riscontro cronometrico è poi sempre affetto dalle variabili esterne, come confermato "sul campo" e da stazioni meteo in loco era presente un leggero vento (~7Km/h) in direzione S->N , la maggior parte della salita si dirige in senso opposto (N->S).

Differenza, evidente, tra due approcci di gestione, stessa ascesa

Ribadisco che l'obiettivo di oggi non era un miglioramento del tempo totale di ascesa ma modulare la salita/allenamento specifico basandomi solo su CP applicando un differente approccio. L'approccio che ha portato al tempo "migliore" è stato più similare a quanto affrontato nelle gare ossia un ritmo elevato fin da subito ma questo ha portato ad una flessione nel tratto cruciale (l'ultimo), in termini cronometrici proprio perché a) conclusivo b) più impegnativo rispetto ai precedenti c) affrontato in uno stato di affaticamento muscolare più marcato.
Ciò che è più rilevante è che a) ovviamente CP essendo appunto intensità sostenibile per 25-35' (e per atleti più allenati anche qualche minuto in più) sarebbe risultato gestibile per tutta l'ascesa b) il non superamento (o solo parziale ed inevitabile specialmente nei tratti oltre pendenza media 1° tratto) ha portato a "preservare" W' e poter utilizzare e "spendere" questa riserva nel finale.
Un approccio questo possibile appunto con CP+W' poiché è possibile a) prevedere una prestazione dato un tempo presunto (questo è già fornito e calcolato nei programmi 2016) b) in un immediato futuro permettere una modulazione dello sforzo "fine" ossia mediata da valori di test, prestazione in tempo reale e situazione in cui ci si trova "qui e ora". Questo dei modelli "dinamici" è uno scenario (relativamente) nuovo e decisamente interessante e nell'immediato futuro non escludo che vi saranno delle altrettanto interessanti novità.

Paradigmi a confronto FTP e CP (+W')

ottobre 16, 2015
Paradigmi a confronto FTP e CP (+W')
Nei programmi di allenamento 2016 ho “abbandonato” il paradigma (e con esso alcuni metrics associati) FTP per utilizzare in toto CP+W’. Questo ha richiesto parecchio tempo nel rivedere la struttura di carico degli allenamenti ma soprattutto nel poter approfondire le possibilità aggiuntive date dal modello CP.  Queste ulteriori possibilità, che andrò ora sinteticamente ad evidenziare, sono il motivo aggiunto per cui ho deciso di “abbracciare” questo modello. Saranno presentate anche le principali affinità e differenze soprattutto nell’utilizzo pratico -che è ciò che più interessa a chi si allena- tra i due modelli.
La scelta di un paradigma rispetto ad un altro è frutto di analisi oggettive e tali devono e dovrebbero essere le considerazioni anche nel confronto tra essi, senza “tifoserie” o prese di posizione a prescindere.
Parto dal modello FTP: grande merito di questo paradigma (e di Coggan, suo ideatore) è aver dato una canonizzazione ed un riferimento (“potenza quasi stazionaria sostenibile per ~60’”) creando con esso un impianto di metrics (NP, TSS, CTL, ATL, IF, pannelli PMC, ecc ecc). Senza questo chiarimento sarebbe stato forse difficile dare una lingua comune all’uso dei misuratori di potenza (da ora in poi PM). Cosa per altro esemplificata dal classico “ho 450W alla soglia”, quando questa “soglia” (magari facendo riferimento ad un classico-e puramente italico-test Conconi) non è rappresentata da un test specifico per l’uso di un PM né tanto meno ha rilevanza nell’identificare una potenza sostenibile per un lasso di tempo vicino a FTP.
FTP è la, facile e ripetibile, prova “sul campo” più simile e sovrapponibile per concetto e risultati di test e riferimenti da laboratorio (MLSS): il vantaggio è proprio nel poter avere e ottenere questo riferimento con proprio mezzi e PM, ovunque e quando si vuole.
L’impianto e la struttura correlata a FTP ha permesso una completa RAZIONALIZZAZIONE del piano di carico, rendendo quantificabile quanto già noto -come andamenti- (es in PMC: periodizzazione, periodi di carico, scarico, transizioni, ecc.. ecc). All’estremo opposto come demerito, non nel paradigma ma nell’uso incorretto dello stesso, è sorta una certa dipendenza al “singolo numero”: es TSS, se snaturato da ogni collegamento e nesso fisiologico. Posso raggiungere benissimo due TSS uguali a differenti intensità (IF) e lo stimolo allenante/obiettivo di allenamento sarà totalmente differente!

FTP funziona BENISSIMO per tutte quelle prestazioni in cui è richiesto uno stato “quasi stazionario” (vd sua definizione, non a caso) di intensità, ossia cronometro di media-lunga durata (per definizione è la prestazione/potenza sostenuta in una prova a cronometro di ~40Km/25 miglia, classica distanza nelle gare di questa disciplina nella cultura ciclistica anglosassone). E' meno “valido” per come  è stato concepito quando si devono gestire intensità superiori a questo valore e quindi abbandonando, parzialmente o completamente, un dominio di prestazione puramente aerobica. Le zone canonizzate sono calcolate su valori percentuali e statistici dove, per esempio il 120% FTP rappresenta la soglia aerobica massimale (limite superiore Z5) ma, e questo è sempre stato ammesso anche da Coggan, questi riferimenti possono -e in alcuni casi DEVONO- essere personalizzati sul profilo potenza dell’atleta. Il problema di questa possibile (o necessaria) personalizzazione risiede nel dare dei riferimenti a questi nuovi "paletti".
Altro “limite”, non secondario, è insito nel fatto che FTP è PESANTEMENTE influenzato dallo stato di affaticamento (centrale, in prevalenza+periferico). Sia chiaro ~60’ di test -a cui preferivo un 2x20, poi ci arrivo- non sono facili ma sono UTILI proprio per evidenziare: a) le capacità di gestione dello sforzo dell’atleta b) valutare la capacità, anche psicologica, dell’atleta di modulare e gestire la fatica. Cosa può quindi accadere? Che FTP “migliori” non per un puro adattamento fisiologico ma per una maggior capacità di modulare e sostenere la fatica accumulata durante i ~60’. Questa componente è quindi un elemento che non può essere sottostimata ma che contribuisce in misura più o meno marcata al calcolo di questo riferimento. Decine di volte ho letto “60’/40Km a tutta sono faticosi, insostenibili!”, certo ma sono anche il riscontro e prova originariamente concepita, senza riduzioni, per evidenziare FTP in modo univoco. Spesso il timore del “test completo” è insito nel ottenere valori ritenuti sottostimati rispetto alle proprie capacità (ritorna quindi, sotto un'altra veste, la componente psicologica...).
Perché ritengo che un 2x20’ sia, COME RIPIEGO rispetto ai ~60’/40Km, più efficace: perché non vi sono sottrazioni “statistiche” (es test 20’ e sottrazione 5%, spesso non sufficiente), perché potenzialmente più facile anche a livello logistico e perché mette in evidenza, sia pure su una durata inferiore ai ~60’/40Km pianura, le capacità di gestione, in questo caso su due tratti distinti ma temporalmente ravvicinati. Questo è inoltre un classico carico allenante “nato” e diffuso proprio con FTP. “Training is testing and testing is training”. 
Quindi cosa offre in più il modello CP+W’, nel CONCRETO?
Vari punti a vantaggio di questo paradigma, ovviamente sono anche insiti dei limiti, soprattutto in quello che riguarda il ricavare valori attendibili con un protocollo di test ripetibile.
CP, a livello puramente matematico, rappresenta, in maniera similare rispetto a FTP ("intensità quasi stazionaria"= appiattimento curva e valori), un asintoto che intercetta la curva del profilo potenza, nella maggior parte della “popolazione” in un valore compreso tra ~20 e 30’ (de Lucas et al.).
Matematicamente un asintoto dovrebbe rappresentare una prosecuzione all’infinito ma ovviamente non è così nella (fisiologica) rappresentazione e plot potenza su tempo: non potrebbe in tal senso esistere FTP che invece non rappresenta altro che un valore più “a destra” sull’asse X (tempo) proprio perché tendenzialmente più prossimo ai ~60’. Statisticamente il divario tra FTP e CP ricade in un ~5-7%. Questo è dovuto essenzialmente al notevole appiattimento della curva proprio dopo CP per cui superati i 20-30’ la curva si presenta, tendenzialmente, piatta.
Questo è più evidente se l'asse X non è logaritmico ma lineare, esempio (scala asse X, secondi):

Non è inoltre casuale che il limite superiore di Z4, di “default” (zone Coggan) sia appunto 105% FTP.
CP è quindi essenzialmente il “primo” vero asintoto e ha una forte connotazione con un importante cambio di stato -più che nel sistema energetico- ossia rappresenta il passaggio (tempo-intensità) in cui non è più sostenibile l’apporto delle fibre muscolari "glicolitiche" (IIb-IIa) e si passa ad uno stato di reclutamento “ossidativo” (IIa-I). Importante quindi il ruolo dato dalle fibre “ibride” (veloci ma ossidative) IIa che danno un apporto e supporto al lavoro delle fibre lente e totalmente ossidative (I). Non a caso atleti con maggiori capacità aerobiche possono anche superare i 30’ di sostenibilità di CP ma rappresentano una “rarità aerobica”. All’estremo opposto atleti più dotati di fibre veloci (IIb) e con un fenotipo anche muscolare più “sviluppato” avranno una sostenibilità di CP temporalmente inferiore ma valori di W’ mediamente superiori.
Altro punto, evidente, di CP: non rappresenta un punto “ancorato” su un valore temporale (anche se questo concettualmente non è corretto neppure nella definizione di FTP) ma può muoversi in due direzioni, sia sull’asse X (tempo) e quindi con una maggior sostenibilità di un valore/intervallo potenza per un tempo superiore, che su asse Y (potenza) e quindi un incremento nel valore assoluto di CP. Ovviamente può avvenire anche una combinazione di entrambe questi adattamenti e miglioramenti.
Nello specifico, un incremento (isolato) su asse X identifica una maggior sostenibilità e ripetibilità e viceversa un miglioramento solo su asse Y identifica un incremento nelle capacità aerobiche e aerobiche miste nell’atleta. In correlazione a MMP (valori massimali) sulla curva profilo potenza sarà identificabile –e quantificabile- se l’adattamento è dato da CP, W’ o entrambe.
Nella rappresentazione grafica -e della fisiologia e fenotipo dell'atleta- avere un punto di riferimento a cui poter correlare e calcolare altre intensità sia superiori (ma anche inferiori) su asse tempo permette una maggior precisione nel calcolo e previsione di intensità intorno a questo punto e minor “margine di interpretazione” su ciò che avviene ad intensità superiori, rispetto a FTP.
CP ricade in un “dominio” di intensità inoltre NETTAMENTE più percepito e sentito come una vera “soglia”. In particolare per atleti con elevate capacità aerobiche massimali (es “facilità” nel gestire Z5 Coggan con impostazioni “di default”) FTP può sembrare fin troppo facile (anche se correttamente ottenuta e calcolata) FINTANTO che non subentrano le difficoltà e la fatica sopra descritta.
CP identifica una fatica più diretta, meno influenzata anche per suo dominio temporale da fattori e fatica centrale/interna+esterna periferica: livello di idratazione, accumulo della fatica percepita, derive FC come risultato di difficile o non ottimale dispersione termica, ecc..ecc…
W’ (o AWC: capacità di lavoro anerobico) è metaforicamente -e non solo- un “serbatoio” energetico puramente anaerobico ossia un surplus di potenza che va a sommarsi a CP. Nel grafico profilo potenza è l’area (sempre uguale per qualsiasi punto x < all’intercetto CP) sottesa tra estensione asintoto fino ad intercetto asse Y e curva profilo potenza. E’ espresso in Jolue (lavoro): quindi il valore potenza ( = lavoro/tempo) da sommare a CP è un valore tanto maggiore quanto minore è tempo e viceversa.
VERDE: asintoto CP
FUCSIA: intorno FTP
AREE BLU e AZZURRO: p*t (lavoro) sostenibile oltre CP 1 e 5' (le aree si equivalgono se asse X non è su scala logaritmica come in grafico)
Esempio concreto: atleta con 325W CP e 18000J W’
Al livello del mare e quindi senza alcuna normalizzazione necessaria sul dato pressione relativa O2 (influenza ovviamente le capacità aerobiche) potrà, teoricamente, raggiungere e sostenere 400W per 4’ e 355W per 10’.
Queste previsioni e calcoli possono poi essere normalizzati su differenti scenari. Vien da sé che il singolo valore FTP, anche associato al conoscere tutta la curva profilo potenza, non potrebbe dare una previsione così precisa e dettagliata. Inoltre questi valori possono essere calcolati semplicemente partendo da CP e W’ senza alcun database (comunque utile per evidenziare eventuali eccezioni).
Il limite principale del paradigma CP+W’ risiede nell’attendibilità e ripetibilità di un test per ottenere i riferimenti: non sempre nella curva profilo potenza TUTTI i punti sono dei valori realmente massimali; è quindi necessario individuare punti utili per il calcolo dei riferimenti e eseguire uno sforzo massimale su questi lassi di tempo di riferimento. Identificare un protocollo semplice e fattibile è stato l’ulteriore difficoltà nell’affrontare la scelta del passaggio a CP+W’ ma sono discretamente soddisfatto del risultato raggiunto. Escludendo qualche estremo/outlier (soprattutto sui valori W’) mi è ora possibile dare dei riferimenti zona più personalizzati, previsioni e obiettivi di carico massimale al singolo W, ma soprattutto poter monitorare i miglioramenti in ambito aerobico (CP) o anaerobico (W’) sia in maniera unitaria che disgiunta.
Ulteriore limite, ma questo punto sembra una possibile e futura evoluzione del paradigma, risiede nel fatto che la “ricarica” e il “volume” del serbatoio W’ tende a ridursi, per esempio durante una gara, in proporzione al loro utilizzo e apporto. Questo essenzialmente per motivi correlati alla fatica (e quindi multifattoriali), in primis legati alla disponibilità del substrato glicogeno: questa è finita e mai totalmente rimpiazzabile anche con un corretto apporto di zuccheri durante lo sforzo (per limitazioni nelle quantità/tempo assimilabili senza incorrere in problemi gastro-intestinali).
Come può cambiare quindi l’allenamento e la gestione di gara con questi riferimenti?
Essenzialmente, e reputo sia uno dei punti di forza dei nuovi programmi di allenamento 2016, è possibile avere SEMPRE a disposizione una previsione di quanto sia realmente sostenibile uno sforzo/salita. Questo dà quindi maggior peso e minor  “dipendenza” a zone e IF (metric comunque ancora pienamente utile e funzionale anche se scalato su CP).

SINOSSI
Consiglio di tenere sempre visibili e/o "a mente" i due grafici sopra esposti, in particolare quello con asse x (tempo) lineare.
- Il modello FTP è valido, rodato e utile per intensità inferiori e uguali al riferimento a cui si "àncora". Questo però, non identificando una componente > FTP (W' nel modello CP) lascia ampio spazio di interpretazione e "lassità" nel prevedere una prestazione in termini definiti per tempi < FTP. Come valore "quasi stazionario" nell'intorno di MMP60' si perde quindi molto nel dominio e riferimento potenza-tempo. Questa perdita viene coperta solo parzialmente con riferimenti "standardizzati" (es Z5) ma non realmente validi per tutti poiché notevole può essere la discrepanza nell'apporto dato dal sistema anaerobico tra soggetti (es. attualmente osservando valori che spaziano da 8 a >30kJ)
- FTP è la rappresentazione nel mondo "reale" e con propri strumenti di un valore prossimo a MLSS. Questo è un NOTEVOLE merito di FTP. Per ottenere ciò il protocollo "originario" prevedeva 40Km in pianura di test e/o è assimilabile (nella relazione distanza-velocità) a ~60' di sforzo quasi stazionario massimale.
In entrambe gli scenari si ha un discreto tasso di arbitrarietà: una correlazione spazio-prestazione non è contemplata in campo fisiologico, la relazione temporale (~60') è invece sicuramente più valida ma rimane pur sempre un (valido) compromesso per ottenere quanto osservato in ambio MLSS. Nel primo caso (cronometro, pianura), inoltre, si restringe la validità del test ad atleti con uno specifico fenotipo. Per tutti gli altri, con il solo FTP, non si identifica quanto possano incidere le capacità anaerobiche.
- capitolo Test: una approssimazione su una prestazione <~60' sarà pur sempre un'approssimazione, un valore matematicamente definito dalla relazione tra differenti curve per identificare un asintoto è dipendente ovviamente dai parametri inseriti per identificare l'asintoto ma presenta un margine di errore nel computo inferiore. prendendo a riferimento quanto studiato da de Lucas è definibile un intervallo di riferimento anche per CP. Valori FTP ottenuti su riferimenti tanto più inferiori ai "quasi stazionari quasi 60' (un po' troppi quasi...)" tenderanno inevitabilmente ad avvicinarsi parecchio a quanto matematicamente ottenuto per identificare CP.
Il test protocollo Allen 5' massimali (per ridurre poi l'apporto di W') e MMP20' * 0,95 per identificare FTP prende a riferimento un valore (MMP20) che, non casualmente, rientra nel dominio CP. Tale valore è affetto dai 5' iniziali per tendere a raggiungere un valore FTP statisticamente  ( = non lo è per tutti, necessariamente) valido. Non è inoltre un caso che la definizione del riferimento superiore di Z4 sia FTP*1,05 (entrando anche qui in un dominio CP e valore sostenibile per ~30')
- due atleti con medesimo CP possono differire per reale FTP, poiché questo secondo è maggiormente influenzato da fatica (e percezione della fatica) esterna. La gestione dello sforzo all' "appiattimento" della curva (grafico potenza-tempo lineare) è punto focale nell'identificazione di FTP. E' quindi presente anche una maggior componente motivazionale/psicologica. CP, che per definizione è rappresentazione di uno stato massimale sostenibile in relazione alla cinetica di Vo2max, non avendo un dominio tempo così elevato, risulta più intenso ma anche più breve ed incidono meno variabili esterne, percezione dello sforzo, motivazione, ecc ecc...
- Noti CP e W' posso prevedere, per differenti scenari, e, ipotizzando una gestione e intensità "ottimale" ANCHE IN STATO DI AFFATICAMENTO, una prestazione su un tratto definito per la sua lunghezza.
Es in una salita "unica" (cronoscalata) di 20' partendo s.l.m. (no fattore quota) posso prevedere una sostenibilità reale di 345-350W, la stessa prova svolta a 2000m richiederà un approccio sicuramente diverso (~320-325W); 20' di salita svolti a conclusione di una gara di durata superiore richiederà un ulteriore, differente obiettivo sostenibile. La possibilità di poter GESTIRE uno sforzo nell'arco anche di più tratti, non necessariamente quindi solo per un unico/singolo evento/sforzo, non è elemento secondario nel cosa può offrire "di più" la combinazione di CP+W'. Con il solo FTP posso ipotizzare un valore "statistico" sui 3 scenari sopra indicati ma con una (notevole) minor precisione.