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Perché CP è/può essere un riferimento più utile nella gestione/pacing (rispetto a FTP)

marzo 10, 2016
Perché CP è/può essere un riferimento più utile nella gestione/pacing (rispetto a FTP)
Da persona pratica -ma che applica la teoria alla pratica- prendo spunto dall'allenamento odierno per creare un collegamento "sul campo" con concetti ed articoli toccati recentemente -e non solo.

Venendo direttamente alla risposta del quesito/titolo riprendo quanto descritto qui http://www.massarob.info/2015/10/paradigmi-confronto-ftp-e-cp-w.html
Critical Power (CP) rappresenta sulla curva potenza-tempo il "primo e vero" punto di flessione della curva significativo, da questo valore "a salire" (in termini di tempo, ossia andando a destra su asse x) il valori tendono a stabilizzarsi con una più graduale flessione, fino a raggiungere uno stato quasi stazionario (FTP) in prossimità di ~45-60'.
Il valore CP è quindi essenzialmente (e statisticamente) sostenibile per lassi di tempo inferiori (in genere 25-35') come già descritto nell'articolo sopra.

Primo vantaggio: pur vivendo in una zona ricca di montagne (e difficilmente vi sono aree più "densamente popolate" di salite come questa, Valle Camonica, quindi il mio ragionamento ed esperienza si estende ad altri/molti!) difficilmente può essere utile e sufficiente un riferimento temporale ~60': conto sulle dita di una mano le salite che richiedono una gestione e tempo di ascesa vicino a questo riferimento. FTP non mi fornisce indicazioni, se non appunto statistiche, su cosa "POSSO FARE" per, esempio, su una salita di 25, 30 o tempo x < 45-60 minuti. Gestendo una salita di 25' in FTP andrei sicuramente ad essere a) sotto un mio potenziale di prestazione b) essere eccessivamente conservativo c) nella somma a+b incidere poco o minimamente come input allenante e specifico > FTP.
In questi casi devo affidarmi a quanto fatto in passato (curva potenza-tempo, riferimenti MMP) presupponendo a) che i valori in grafico che mi servono per la stima (es 25') siano vicini al massimale (ma inevitabilmente non sempre lo sono!) b) applicando comunque un fattore di stima abbastanza conservativo, come descritto qui http://www.massarob.info/2014/12/gf-santini-2014-spunti-da-una.html paragrafo "distribuzione sforzo" (ovviamente allora, 2014, non usavo il modello CP che invece uso personalmente dal settembre 2014 e per gli atleti che seguo da settembre 2015).

Secondo vantaggio: CP rappresenta una vera e propria soglia molto più "tangibile" sotto sforzo rispetto ad altri riferimenti. Da 20+ anni (da quando ne ho 13) pedalo, mi alleno e corro e mai come in prossimità di CP è sensibile un feedback di "cambio" intensità, soprattutto per quanto avviene su frequenza e sforzo ventilatorio. FTP può essere percepita invece, se correttamente calcolata, come un'intensità (giustamente) sostenibile e ripetibile anche per 20+ minuti, anche su più ripetute tanto che un classico allenamento legato a questo modello è 2 (o +) x 20' a tale intensità.
Ripetere senza marcate flessioni e/o variabilità 2x20' ad una x intensità (watt) rappresenta infatti un buon riscontro, una sorta di "reverse engineering" (...training is testing and testing is training), per valutare, comparare, modificare un proprio riferimento FTP.
CP, in quanto fisiologicamente punto di passaggio da un tipo di reclutamento muscolare prevalentemente ossidativo (fibre lente) ad uno in cui diviene sempre più elevato il reclutamento muscolare glicolitico (famiglia fibre veloci) rappresenta quindi, teoricamente ma anche sul campo, un riferimento sostenibile continuativamente per 25-35'. E' quindi anche un riferimento più vicino a quelle che sono le durate tipiche di salite sia in gara che in allenamento.
Presenta inoltre un ulteriore vantaggio: da CP (+W') posso stimare FTP, che, per definizione e lasso temporale, non presenta l'utilizzo di W' ma....da FTP posso ipotizzare CP ma rimango totalmente all'oscuro sul valore W'.
Perché è rilevante W' (per semplificazione una quantità di lavoro, appunto espressa in kJ o J, riserva anaerobica/glicolitica di breve durata)? Perché questa componente può essere di riferimento per una stima di un lavoro (p*t) sostenibile per lassi di tempo inferiori a quanto "coperto" dal riferimento CP (~25-35').

Nel concreto questo l'esempio (oltre che obiettivo) svolto oggi.
La salita (che poi è questa, video) presenta 2 tratti ben distinti, un primo tratto più "pedalabile" (comunque con valore medio pendenza >9%), una fase di transizione di 200-250m in discesa (si vede anche nel grafico) e una parte finale particolarmente ripida e inizialmente anche discontinua (con 2 brevi tratti anche a pendenza ~0 %).
Quanto svolto e obiettivo odierno era mantenermi il più agile e "tranquillamente" vicino a CP (335-340W,  ~5,1W/Kg) nel primo settore, recuperare nella breve discesa e affrontare in progressione > CP il secondo tratto cercando la massima deplezione di W'(bal).

Il risultato cronometrico è stato interessante poiché di pochi secondi (19) superiore al mio miglior riscontro cronometrico su questa salita (agosto 2015, a cui fa riferimento il video sopra, periodo in cui la mia CP era 340-345W, ~5,25W/Kg). Pur arrivando ad una progressione massimale nel secondo ~50% di salita lo sforzo è stato inferiore (RPE) poiché la distribuzione è stata nettamente diversificata. Il riscontro cronometrico è poi sempre affetto dalle variabili esterne, come confermato "sul campo" e da stazioni meteo in loco era presente un leggero vento (~7Km/h) in direzione S->N , la maggior parte della salita si dirige in senso opposto (N->S).

Differenza, evidente, tra due approcci di gestione, stessa ascesa

Ribadisco che l'obiettivo di oggi non era un miglioramento del tempo totale di ascesa ma modulare la salita/allenamento specifico basandomi solo su CP applicando un differente approccio. L'approccio che ha portato al tempo "migliore" è stato più similare a quanto affrontato nelle gare ossia un ritmo elevato fin da subito ma questo ha portato ad una flessione nel tratto cruciale (l'ultimo), in termini cronometrici proprio perché a) conclusivo b) più impegnativo rispetto ai precedenti c) affrontato in uno stato di affaticamento muscolare più marcato.
Ciò che è più rilevante è che a) ovviamente CP essendo appunto intensità sostenibile per 25-35' (e per atleti più allenati anche qualche minuto in più) sarebbe risultato gestibile per tutta l'ascesa b) il non superamento (o solo parziale ed inevitabile specialmente nei tratti oltre pendenza media 1° tratto) ha portato a "preservare" W' e poter utilizzare e "spendere" questa riserva nel finale.
Un approccio questo possibile appunto con CP+W' poiché è possibile a) prevedere una prestazione dato un tempo presunto (questo è già fornito e calcolato nei programmi 2016) b) in un immediato futuro permettere una modulazione dello sforzo "fine" ossia mediata da valori di test, prestazione in tempo reale e situazione in cui ci si trova "qui e ora". Questo dei modelli "dinamici" è uno scenario (relativamente) nuovo e decisamente interessante e nell'immediato futuro non escludo che vi saranno delle altrettanto interessanti novità.

"Training is testing..."

febbraio 23, 2016
"Training is testing..."
"...and testing is training". A.Coggan.

Può sembrare una frase banale ma uno dei punti fondamentali nell'utilizzo e possibilità offerte da un misuratore di potenza risiede nel poter accumulare ed elaborare/analizzare un'ingente mole di dati, - paradossalmente spesso da filtrare proprio per quantità di metrics- e poter sempre avere un controllo sulla situazione senza dover affrontare test che spesso incutono "timore" più per l'esito dei risultati che per la difficoltà/fatica insita nel test in sé.
Applico questo principio anche agli atleti che seguo, ovviamente in assenza di una costante analisi dati applico una maggior priorità ai "puri" test -da quest'anno per identificare CP e W'- rendendoli però sempre parte integrante e mai isolata del programma di carico, la priorità nell'allenamento.

Oggi (23/2) è stato uno di quei giorni che mi ero "appuntato" per mettere un po' di carico massimale nell'uscita ed avere un riscontro diretto con quanto fatto 2 giorni prima in un'uscita di gruppo (qui i valori nei tratti "nocciolo" dell'uscita, lo schema su sfondo azzurro è un modello teorico applicato per "convalida"). I tratti in salita, entrambe, sono stati svolti in solitaria e quindi non affetti da riferimenti e/o scie (con un possibile vantaggio soprattutto nella seconda, alquanto "pedalabile", salita):

grafico 1, 21/2/2016 con "muletto" CAAD10 e bePRO


Oggi non è (stata) una giornata ideale ma se dovessi aspettare le giornate ideali non mi allenerei mai a fondo! Anzi, sono esattamente 108 i gg CONTINUATIVI di allenamento (dal 9/6/2015) pedalando/gareggiando, correndo/podismo (in realtà poche volte, non più di 10 gg in totale) o rullano (anche ad orari "mattutini" per esigenze "scolastiche": http://www.massarob.info/2015/12/riassunto-diario-analisi-di-fine-anno.html)

grafico 2, attività svolte, casella colorata= giorno con allenamento

Mi addentro ora in alcuni dettagli che a volte qualcuno mi ha chiesto, per pura curiosità, di approfondire, magari con la parallela richiesta di "vorrei seguirti su Strava". Strava non contestualizza il prima, dopo o particolari motivazioni/obiettivi, è quindi un semplice accumulo di dati e spesso (inutili) "pseudosocial galatei" di kudos e commenti. Non sono particolarmente attratto da queste dinamiche.
Partendo dalle ultime ore della sera precedente: solita cena con prevalenza di carboidrati, non ricordo neppure se spaghetti o tagliatelle (per rendere conto di quanto dia particolare peso a questo aspetto...). Sicuramente due piatti, questo è una costante! Poi un frugale secondo, come sempre un bicchiere di vino rosso a pasto, come sempre almeno 3-4 noci a completare il "comparto" frutta. Una sera su due (spesso 2 su 3...ORRORE! diranno i grammomaniaci :D) un gelato...questo è un vizio ma non me lo tolgo!
Sveglia ore 6.30, colazione ore 7 oatmeal+uvetta+caffè, spuntino ore 10 banana+caffè, in mezzo 5 ore di lezione (4 in piedi) tra getto del peso e touch rugby, giusto per non farmi mancare un po' di "carico" anche a me e dare il buon esempio. 35' viaggio di ritorno (in auto, idem all'andata), 13.35 oatmeal+caffè. In genere bevo solo 1 caffè pre uscita (ed è l'unico nell'arco della giornata) ma ci sono mattine, come oggi, in cui buttarmi già dal letto -dopo 7-8 ore di pieno e profondo sonno- e anche in mattinata è dura farne a meno.
Partenza allenamento ore 14, primi 40' di riscaldamento ad andature blande per cercare una buona polarizzazione e non intaccare le "ricaricate" ma sicuramente non al completo scorte glicogene. Per 20-25' massimali non è un problema. L'uscita mi serviva anche per testare nuovo assetto, bici e ruote 2016. In realtà ho montato solo la ruota anteriore "nuova" non fidandomi ancora di testare sotto carico la ruota posteriore (entrambe assemblate da me, peso totale tutto incluso -mozzi, raggi, cerchi, tubolari, sganci- 1520g). 6350g bici+bomboletta lattice riparatore+Garmin. Inizialmente avrei voluto montare una GoPro e fare un video-telemetria (ultimo qui:  https://www.youtube.com/watch?v=i_tZHg5AYA0) ma 180-200g in più avrebbero falsato i valori. Scherzo, non avevo voglia di montare la staffa GoPro e volevo partire il prima possibile viste le buone temperature. Mio peso 65.5Kg, vestiario con pantaloni 3/4 sottomaglia manica lunga+ maglia (non Gabba) Windstopper. Le temperature erano in ascesa...purtroppo anche il vento (normale circostanza in una valle in prossimità di un lago).

La prova ha tendenzialmente confermato i valori di due gg fa, ma con condizioni (bici e misuratore) differenti. "Training is testing...and testing is training"
grafico 3, salita del 3/2/2016

Infatti il mio "muletto" da allenamento è un Caad10 con ruote in alluminio+carbonio (Shimano RS80) e copertoncini, misuratore bePRO (intero, 2 pedali). Il peso di questa bici con annessa borsetta (sempre 2 camere+attrezzi+pompa), Garmin è sugli 8.7Kg. Una bella differenza che sinceramente non si fa sentire nei tratti "da seduto" ma è discretamente apprezzabile nei brevi rilanci avendo qui, con una "sistema ruote" più leggero, la possibilità di raggiungere un incremento di velocità con minori picchi potenza. La posizione in sella è identica tra le due bici infatti hanno geometrie molto simili, poi si può "gestire" il tutto posizionando adeguatamente i 3 punti di contatto e utilizzando riferimenti stabili nel raffronto tra i due mezzi.
Una differenza in termini di dati raccolti è da rimarcare sui differenti modelli e sistemi di misuratore.
Per ridurre al minimo il peso, la bici "gara" è infatti dotata di uno Stages (DA 9000) che (attualmente) misura solo la spinta dell'arto sinistro e la "duplica" ipotizzano un (pressoché mai presente + costante) bilanciamento 50:50. Come per la maggior parte dei ciclisti, indipendentemente dal livello di "prestazione", la tendenza è quella di raggiungere una manifesta dominanza di un arto (in genere il destro ma questo non è affatto associato all'essere destrimani quanto ad altri fattori neuromuscolari: es incidenti arti inferiori e/o lassità legamentose, differente bilanciamento e fattore di co-contrazione muscolare, ecc ecc) al superamento di valori potenza identificati da CP (Critical Power). Questo proprio perché CP rappresenta (anche) una soglia teorica di shift nel reclutamento muscolare che passa da prevalentemente ossidativo (fibre I, "lente") ad anche glicolitico (fibre famiglia II, "veloci"). E' quindi alquanto possibile che, come anche calcolato usando un modello teorico, il valore sia leggermente sottostimato poiché la spinta sx misurata e "raddoppiata" A QUELLE INTENSITA', in molte fasi, sottostima il reale apporto dato dall'arto dx (in genere, e nel mio caso con un delta del 2-3%).
Come gestirò questo dato leggermente sottostimato in GoldenCheetah? Per entità di sottostima (teorica) di questa portata non reputo siano necessari particolari accorgimenti, noti infatti i valori di differenza di spinta sx-dx a differenti intensità.

Potevo fare di più/meglio? Sicuramente sì con condizioni meteo migliori (minor tempo a parità di output potenza) e ri-gestendo con maggior oculatezza la prima fase di salita (rimando al grafico 3, cadenza è tracciato azzurro), evitando di scendere sotto la mia attuale cadenza "ottimale" ~85 rpm in quella fase. Lì però sono anche presenti i tratti più discontinui e più frequenti sopra media (pendenza). Non è casuale che un incremento di cadenza sostenibile sia in parallelo con un incremento di CP/valori aerobici submassimali sostenibili in quanto questo "comportamento" è il sintomo di una maggior efficienza (= maggior utilizzo fibre ossidative, minor reclutamento fibre glicolitiche per esprimere un medesimo output potenza con inferiori coppie torcenti). Ad un certo punto è (stato) evidente (e percepito come positivo/benefico, RPE) il cambio e maggior stabilità di cadenza che ha portato ad una più omogenea e continuativa gestione potenza fino alle fasi finali dove...ovviamente, anche la fatica si è fatta sentire!


Ultimo grafico, stesso tratto= marzo 2015 (tracciati azzurro) vs. febbraio 2016, delta tempo 25'' (2%), differenti andamenti/gestione potenza, W' e cadenza.
 

RIASSUNTO-"DIARIO"-ANALISI DI FINE ANNO, INFO(GRAFICA) E POSSIBILI SPUNTI

dicembre 31, 2015
RIASSUNTO-"DIARIO"-ANALISI DI FINE ANNO, INFO(GRAFICA) E POSSIBILI SPUNTI


Doverosa premessa, l’articolo (più grafico che scritto) qui proposto ha lo scopo “divulgativo” di evidenziare alcuni parametri e valori,  partendo dai miei dati 2015 (quindi n=1) per contestualizzare quanto svolto e poter ragionare su eventuali modifiche o aspetti che reputo possano essere utili per tutti.

Migliaia di ciclisti avranno percorso una distanza o un dislivello maggiore, non è una “gara” a chi “ne ha fatti di più” ma una, spero utile, visione del COME più che del QUANTO. Con alcuni piccoli spunti.

Metrics generali, quelli semplici, quelli “da bar” (si potrebbe dire quelli di Strava...)


2014 vs 2015 (piccole disrcepanze con Veloviewer a cui appunto mancano 3 gg)

C’è chi obietterà: chilometraggio "impossibile" quando si lavora e si ha una famiglia.
Di lavori ne ho due (2) uno con orari fissi (scuola) e uno gestibile (preparazione atletica). Per fare un esempio da gennaio a giugno 2015 (ma anche nei 2 mesi precedenti tale periodo) il mio impegno settimanale a scuola è stato di 25h/settimana, più viaggi, più eventuali riunioni e le ore "extra lezione frontale". A questo monte ore se ne aggiunge uno del tutto simile di 5h/gg per 6 gg alla settimana (il sabato me lo tengo libero, GRAZIE) per la preparazione. La differenza sostanziale sta nel poter gestire il secondo 50% del monte ore. Generalmente “spalmandolo” dalle 16 alle 22 (domeniche incluse).
359 pedalati o (pochi) corsi -a piedi- I gg di stop a gennaio sono per malattia, quasi inevitabile lavorando a contatto con decine di adolescenti e preadolescenti. Il 9/6 probabilmente è stato di "stacco" dopo settimane intere a 50-60h di "carico" (non in bici!)
Come (distanza, dislivello, tempo) macro visione

E’ cambiato qualcosa in maniera drastica da giugno a settembre avendo, in questo periodo, la possibilità di gestire al 100% le ore lavorative? Non in maniera sostanziale, in prevalenza ANCHE perché da maggio a settembre le gare sono quasi tutte le settimane (LINK). Ovvvimente le temperature più elevate favoriscono maggiori escursioni e dislivelli.
La giornata tipo è (è stata) quindi abbastanza “fissa”, al rientro alle 13.30 scattava l’allenamento per 2h30 max 3h. La gestione “alimentare" è (è stata) abbastanza semplice: colazione la mattina (base carboidrati, quando si ha qualche esperienza all'estero si comprende come da noi questo pasto sia sottovalutato!), colazione infra-mattutina (es. frutto), caffè pre allenamento (ormai SEMPRE!), spuntino post allenamento, cena. 
esempio di ottimale gestione alimentare post allenamento
 
Tale struttura rimane pressoché invariata anche ora in cui (da settembre) il monte ore scolastico si è ridotto e, di riflesso, quello preparazione più gestibile. Vi sono altresì dei gg in cui l’impegno scolastico è di 11-12h (viaggi inclusi) e spesso questo significa una sveglia alle 5.45 e una rullata…pre-colazione e viaggio.
https://www.instagram.com/p/_TNgkww0C2/
Nulla di particolarmente difficoltoso, c’è di peggio...non lavoro in miniera.

Dislivello: la logistica aiuta, il dover fuggire a zone trafficate anche

...ok il fondo valle devo comunque farlo per trasferirmi!

il 95% delle gare che affronto e ho affrontato negli ultimi anni sono esclusivamente in salita…3h di pianura sono quindi una rarità (e non rientrano nella mia forma mentis ciclistica…). Il 95-99% degli allenamenti sono “da solo” quindi questo significa... avere 2 ruote sempre su una pendenza, tranne negli importanti (più degli altri!) gg di "scarico".
Stanchezza: in media in una mattina scolastica (trasferimenti, preparazione materiale ad ogni ora, ecc…ecc) cammino dai 4000 ai 5000m, molto spesso anche di più. 
passi...c'è chi dirà che sono ininfluenti..bhe dipende sempre da quanti e come (= con quale "ripetibilità" nei gg)
 
Sommandosi su più gg non è un carico indifferente ma dopo un paio di settimane ci si abitua. Nei gg in cui però non sono a scuola…cerco di camminare il meno possibile e applico il principio del “se puoi sederti, siediti, se puoi sdraiarti...ancora meglio”.

Don't walk if you can stand. Don't stand if you can sit. Don't sit if you can lie down.
Sonno: punto debole per molti amatori. In un mese per stress e/o sveglie anticipate (vedi rullate pre 6) conto sulle dita di una mano le notti in cui dormo meno di 7h con una media di 8h. Questo aspetto è spesso il più sottovalutato. Non esiste alcun "integratore" per il recupero migliore del sonno...in più è a costo zero.
Quando vedo mail inviate a orari assurdi della notte (io le vedo la mattina…) mi rendo subito conto di quanto spesso l’amatore concepisca l’allenamento come le x ore col sedere sulla sella. La parte FONDAMENTALE dell’allenamento sono le x ore che intercorrono tra un input/stimolo allenante ed il successivo. Quando posso e se ne sento la necessità dormo (riposini) anche solo 15-20’.

SPUNTI: organizzare ed ottimizzare il proprio tempo a disposizione può portare ad un possibile incremento nel volume di carico. Questo però dev'essere realmente SOSTENIBILE e quindi non intaccare la possibilità/necessità di RECUPERO E RIPOSO. Senza questi ultimi due non c'è reale carico/allenamento sostenibile. E' molto semplice e banale, ma spesso, molto spesso, sottovalutato.

Aspetto energetico, lavoro ed intensità
Un misuratore di potenza misura il lavoro (p*t) svolto. Considerando l’efficienza meccanica della pedalata (~20-24%, la rimanente quota è dispersa in calore) ed il rapporto di conversione kJ->Kcal è possibile fare alcune considerazioni ed approssimazioni sul consumo calorico.


The efficiency of cycling humans is between 20-25% (so your body’s many systems and inefficiencies burn 4-5J of energy for every 1J you deliver to the pedals).
This means we should divide any “measured joules” figure by 0.2 to 0.25 to get it expressed as “real joules”.
By a happy coincidence, a calorie is ~4.18 joules, so to turn the “real joules” into calories we’re about to do broadly the opposite (a joule is 0.24 of a calorie).
For a human with 24% efficiency, you can cancel the last two steps exactly, so that measured joules = real calories. Since the range is 20-25% efficiency this is an underestimate (lots of people will burn more calories than the calculation suggests, but few will burn less).





Approfondendo e utilizzando un indice di intensità/distribuzione tra le zone (per semplicità definendo 2 zone una più "metabolica" e una più "intensità").



e sovrapponendo questo valore ad una GENERICA* distribuzione dell’utilizzo dei substrati energetici su intensità posso anche stimare questi “consumi”.

*solo un metabolimetro ed una misurazione sotto sforzo può dare valori personalizzati sula precisa distribuzione dell’utilizzo dei differenti substrati energetici
 


E quindi ipotizzare che circa il 40-45% dell'apporto energetico è stato a carico di substrati energetici ad elevata disponibilità, "grassi" (acidi grassi e trigliceridi), il rimanente su substrati più "deperibili" ossia glicogeno in circolo, muscolare ed epatico (in pieno stoccaggio ~400-500g). Questo perché anche a basse intensità (2 grafici sopra, linea e aree in verde) ~1/3 della richiesta energetica è a carico comunque del substrato "glicogeno" (vd grafico appena sopra).

NB rapporto An/Ae..."(Cycling) is an aerobic sport, damnit!" cit. A.Coggan

Considerando un lavoro medio di 1300KJ giornaliero, valore che è rapportato ovviamente sia a volume che in misura non secondaria ad INTENSITA', è quindi mediamente rilevante l'apporto dei substrati energetici glicogeno. Senza questo substrato è impossibile mantenere continuità e ripetibilità di carico per settimane e mesi.

SPUNTI: molto spesso gli amatori, più per moda che per reale necessità, tendono a entrare in spirali di "avversione" verso determinate categorie di cibo, ignorandone le basilari funzioni energetiche. L'attività aerobica, e quindi per definizione protratta nel tempo e con variabili più o meno ampie di intensità, non può prescindere da una corretto e non rischioso riequilibrio dei substrati energetici utili al lavoro muscolare. Spesso quelli che vengono avvertiti come DOMS (e lo sono) non sono altro che gli effetti di un processo catabolico derivante da una alimentazione povera in carboidrati e/o sbilanciata sugli altri macro nutrienti. Tutti bene o male hanno riscontrato DOMS durante allenamenti (più spesso post gare...lunghe), ma questo fenomeno è assai raro in uno sport privo di impatti (suolo, avversari) come il ciclismo: nella loro fase acuta sono il manifestarsi di uno stato quasi sicuramente catabolico (es post GF lunga ed impegnativa); se sono un evento cronico la più che probabile manifestazione di un incorretto apporto calorico ed alimentare.
Questo secondo caso può incidere sulla qualità della vita del soggetto (es. il SNC necessità di zuccheri per lavorare) e, secondariamente, sulle prestazioni sportive del soggetto (che vengono sempre dopo la salute...).

Trends e carico, metrics più "evoluti"
Sottotitolo
possono dire molto, poco...o assolutamente nulla se non contestualizzati (es lampante CTL)

Parto da questo primo grafico: andamento azzurro CTL, in giallo e rosso lo split con TISS (stress)  differenziato tra input aerobico ed anaerobico. Ovviamente utilizzano tre scale (asse Y) differenti.
Partendo dal solo CTL (carico "cronico", cumulato su 28 gg) è evidente come il valore è stato condizionato dai gg di stop per influenza/malattia e dalla GRADUALE (e sempre consigliata così) ripresa. Idealmente quello sarebbe stato quindi un periodo di maggior "freschezza" ma ovviamente, contestualizzando quanto avvenuto, è evidente che non sia stato così e siano state invece necessarie un po' di settimane di carico progressivo prima di poter affrontare un corposo blocco di carico (unimodale e polarizzato, tema di prossimo articolo) prima di un blando tapering/scarico pre gare (da maggio). Considerando tipologia, durata e frequenza (quasi settimanale) delle gare svolte è ovviamente necessario un buon bilanciamento tra richiami e tapering ((LINK GARE SVOLTE).
CTL è oscillato quindi tra poco sotto i 100 p.ti e 133.
Più interessante l'andamento separato (modello CP) tra input aerobico ed anaerobico qui si evidenzia il maggior impatto delle gare e come effettivamente il carico puramente aerobico (e di costruzione) sia arrivato all'apice prima dell'inizio delle gare per poi mantenersi stabile e incrementare invece nella componente anaerobica (su scala differente, le variazioni sembrano molto marcate ma l'andamento va letto appunto sulla corrispondente scala di valori). Il carico anaerobico è stato "ravvivato" sia da eventi gara che da opportuni richiami con intensità simili a quelle richieste in queste.

SPUNTI: il solo andamento CTL/TSS/SB (o metrics similari) può/possono essere utile/i per l'analisi del solo input di allenamento a sé stante, non prende in considerazione (e per sua natura è ovvio che sia così) tutto il processo di effettivo allenamento e variabili extra carico/sedute. Questa contestualizzazione va sempre però mantenuta per non svincolare quello che è lo stress allenante dagli stressor quotidiani. E in un soggetto amatore i secondi sono più rilevanti (e variabili, inter soggettivamente) dei primi.
La dissociazione tra carico/stress aerobico e anaerobico, al pari del modello CP+W' (LINK ARTICOLO), può evidenziare aspetti che un singolo parametro aerobico (es FTP) non può quantificare. Reputo questo aspetto utile ed interessante in quanto il principio della specificità di gara e allenamento può essere maggiormente approfondito proprio osservando questi parametri (specificità di gara-> specificità nel carico allenante-> osservazione, eventuale rimodulazione)


"Best" sul profilo potenza e altri parametri: in questo riassuntivo dati alcune cose possono essere interessanti, in maniera relativa. Perché relativa? Perché per esempio è palese come un maggior tapering/scarico (valore positivo in parentesi di fianco ai singoli riscontri watt) influisca positivamente sulla prestazione anaerobica (es MMP1') ed aerobico/anaerobico "misto" (MMP5-8', qui il sistema anaerobico può coprire anche un buon 20-25% del lavoro svolto, in maniera tanto più elevata quanto è elevato W').

Su durate aerobiche submassimali (>MMP20') molti dei valori "top 10" sono stati realizzati anche in assenza di una vera e propria fase di scarico. Questo aspetto è spesso sopravvalutato e può comportare un eccessivo decadimento del carico allenante nella/e settimane a ridosso di eventi di media-lunga durata dove sono più determinanti (specificità) le capacità aerobiche submassimali e non quelle anaerobiche.
L'analisi dei "top 10" può anche essere utile per evidenziare eventuali outlier dati da sovrastima misurazione, effetto che può influenzare maggiormente i valori su lassi di tempo ridotti (es <MMP2'). Anche in questo caso è sempre opportuna e necessaria una contestualizzazione. Esempio i due valori massimali MMP1 sono stati realizzati effettivamente su tratti massimali di 1', gli altri valori no.
Per quanto riguarda lavoro e dislivello non ci sono particolari annotazioni se non che il 24/4 è stato veramente l'unico gg volutamente "lento, lungo e con dislivello"


Confronto curva MMP 2014(fucsia) vs. 2015(azzurro)
A fronte di una minor esplosività in ambito puramente anaerobico, c'è una  stabilità e in parte miglioramento su tutto lo spettro aerobico massimale e submassimale (MMP5-30' e oltre). Specificità: le gare in salita a cui partecipo hanno una durata media di 18-20', vi sono anche gare più lunghe con salite di ~60' ma il miglioramento aerobico generale ha comportato un miglioramento nella performance (sia cronometrica che in watt) anche su queste durate.
L'inserimento di nuovi carichi allenanti orientati alla massima sostenibilità di un carico aerobico massimale (vd letteratura Billat) e di input/sostenibilità ( = lavoro, potenza *tempo) quanto più prossimi alla cinetica lenta di Vo2 ha dato un apporto positivo.



Peso/% massa grassa:
non ho valori né grafici su questo parametro ma tendenzialmente il primo valore (che è comunque sempre relativo) oscilla tra i 64.5 e 66.5Kg, la % di massa grassa, parametro più rilevante, varia tra il 6.5 e 9.5%.
Delta del 3% e di 2 Kg che confermano anche un mantenimento sostanzialmente lineare della massa muscolare.

Alcune risposte "veloci"
sfrutto quest'ultima parte per inserire e possibilmente integrare alcune risposte date sulla pagina FB (LINK):


Aggiungo solo alcuni punti: magio di tutto (tranne funghi e salame...per questo secondo perdo 1% di brescianità), non peso nulla di ciò che mangio, misuro quanto mangio in piatti...Pesassi 63Kg e col 5% di grasso cambierebbe qualcosa? Forse, ma sicuramente non il fatto che ogni domenica alle 16 devo cominciare a lavorare o che alcune mattine debba spiegare cos'è il Beep Test o un tap nel touch rugby. Anche l'aspetto "agonistico" va sempre...contestualizzato.

  
Piccolo e veloce approfondimento sulla mia risposta:
per quanto riguarda il massaggio:

Foam, automassaggio: utile perché combina i benefici del massaggio con la praticità di poterlo svolgere ogni qualvolta lo si ritenga necessario e con pochissimi e basici strumenti e tecniche (nel materiale di allenamento fornito indico alcuni esercizi).
Stretching: la sua funzione non è né sovrapponibile né sostituibile ad un (auto) massaggio, in questo secondo caso l'obiettivo è più legato a flessibilità e mobilità, andando ad agire in modo meno profondo anche sulla massa muscolare. Utile, anzi utilissimo per lavorare su errate posture e/o scarsa flessibilità, non è una pratica e "strumento" che può coprire tutte le esigenze di recupero e trattamento muscolare.

Prossimamente aggiungerò altro ma se la tua resistenza ti ha portato a leggere tutto questo "articolo/diario", complimenti!

Impostazione/i Garmin

marzo 15, 2014
Impostazione/i Garmin
per un corretto utilizzo dello strumento in abbinamento ad un misuratore di potenza
- disabilitare auto pausa
- selezionare registrazione dati ogni 1''
- disabilitare dal dispositivo il riconoscimento di OGNI sensore non in uso (es vel/cad se non utilizzato)
- zeri INCLUSI per i valori potenza, opzionale in o escluso per cadenza
- zeroing (impropriamente chiamato "calibrazione", statica se il PM ne prevede anche una dinamica) SEMPRE PRIMA DI OGNI USCITA. Ancora meglio se svolta anche prima di particolari tratti/salite (es. prima di un test).

Ecco le pagine e i campi dati che attualmente utilizzo/consiglio (in genere cambio alcuni di essi e l'impostazione generale rimane sempre la medesima)=

Pagina 1, quella che uso in modo generico
zona potenza (impostando come valore 100% CP, i valori zone inserendoli manualmente in base a quanto calcolato nel programma fornito)
zona FC (inserendo i valori forniti, vedi sopra)
ora del gg+tempo
potenza 3''+ NP (ricordandosi che NP assume significato solo per tratti > 20')
IF+lavoro kJ (questa linea identificherà consumo energetico e strategia di reintegro= utile per tutti gli eventi > 1h30)

Pagina 2, usata nelle ripetute o lap
potenza giro/lap
tempo lap corrente
NP lap+potenza ultimo lap (= utile per valutare flessione e se necessario interrompere ripetizioni)
potenza 3'' (in alcuni casi ci si può trovare più in controllo con 10'')+cadenza
distanza lap+velocità lap (meno rilevanti, sostituibili con altro o se tolte permettono caratteri più ampi sul display)

Pagina 3, valori altimetrici/salita/variabili meteo
velocità verticale
pendenza
W/Kg+% potenza
VAM 30''+quota
cadenza+temperatura

Pagina 4, usato come riassuntivo pur mantenendo campi dati in "tempo reale"
potenza 10'' + bilanciamento 3'' sx-dx
FC media +% FC attuale
ascesa totale + lavoro kJ
distanza +NP

Pagina 5 con metrics Cycling Dynamics per Garmin Vector
PCO
Left PP+Right PP
bilanciamento 3''+unif. pedalata
efficienza coppia+cadenza
potenza 3''+tempo fuorisella