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Misuratori di potenza, alcuni spunti e considerazioni aggiuntive

agosto 07, 2017
Misuratori di potenza, alcuni spunti e considerazioni aggiuntive


Una delle domande che ricevo con più frequenza è “Quale è IL migliore misuratore di potenza?”
Non esiste ovviamente una risposta univoca poiché troppe sono le variabili da considerare: rapporto prezzo/caratteristiche, locazione di installazione sulla bicicletta (guarnitura, pedali, mozzo, pedivella), trasportabilità su più biciclette, prezzo, peso, assistenza post vendita, facilità di installazione…solo per citarne alcune. 

Ogni casa dichiara margini di errore strumentale compresi in genere tra +/-1% e +/-2%. Questo presuppone che possa esserci una componente sommatoria in tale errore. 250W “misurati” sono un valore che può effettivamente oscillare tra 255 e 245W. Altri errori verosimili possono essere legati ad una inaccurata lettura del dato cadenza necessario per il calcolo da coppia torcente a potenza (in condizioni di forti vibrazioni, es pavé, strade sconnesse), interferenze e nativa gestione del flusso dato ANT+ (il dato viene registrato con campionamento 1’’ nella maggior parte dei dispositivi, i PM hanno una frequenza di campionamento superiore). In caso di misurazione monopodalica un valore che si discosti da 50%-50% di bilanciamento inserirà SEMPRE un errore aggiuntivo, in senso positivo o negativo, a quello POTENZIALE strumentale (poiché viene raddoppiato il valore misurato solo su un lato). In una situazione in cui l’arto sinistro spinge 120W (misurato e raddoppiato da misuratore mono, quasi tutti per semplicità e comodità “logistica” su pedale o pedivella sinistra) ma l’arto destro sta spingendo effettivamente ED IN QUEL MOMENTO (= il bilanciamento è un valore DINAMICO) 150W (bilanciamento ~45:55), il risultato del misuratore mono darà 240W quando in realtà ED IN QUEL SINGOLO MOMENTO il valore “reale” era 270W.
Uno dei problemi principali con l’utilizzo dei misuratori di potenza è avere a disposizione dati il più possibile attendibili e soprattutto la ripetibilità del dato registrato. Cruciale è in questo senso la capacità di compensazione delle temperature. Negli anni tutti i misuratori hanno cercato di migliorare questo aspetto.
Questo fattore è noto e già identificato in uno studio del 2004, comparando a quel tempo i principali e praticamente unici prodotti sul mercato (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15235334power output readings were noticeably influenced by temperature).

Una premessa importante quando si parla di temperatura e compensazione temperatura nei misuratori di potenza riguarda il dato registrato dai device (es Garmin):
1) la temperatura interna del PM e del Garmin sono valori differenti, potenzialmente similari ma ovviamente non uguali. Un misuratore con auto-compensazione temperatura lavora indipendentemente dal device collegato ad esso
2) le temperature registrate dai dispositivi di registrazione hanno in genere una NOTEVOLE latenza: provate a portare un Garmin da temperatura ambiente all’interno di un frigorifero. Attendete 5 minuti e riportatelo a temperatura ambiente. Il valore su display sarà ovviamente sceso ma con molta lentezza (e altrettanto lentamente risalirà).

Un’ulteriore premessa riguardo misuratori dello stesso modello: ogni misuratore fa “storia a sé”, ogni pedivella, pedale e mozzo ha caratteristiche strutturali (marginalmente) differenti che, in sede di taratura di fabbrica, possono dare differenti andamenti nella curva di registrazione (“slope”) associata a quel singolo prodotto. Quindi non solo misuratori differenti in base a propria locazione possono dare piccole variazioni nel medesimo dato registrato (es. comparando medesima uscita tra mozzo PowerTap  e Garmin Vector) ma anche tra medesimi modelli della stessa casa. A maggior ragione e in questo contesto di “differenze” ciò che risulta critico è la ripetibilità e accuratezza del dato.
 
da Tour International, giugno 2017, edizione online
   
In base a quanto osservato in questi anni con l’analisi settimanale di centinaia di file registrati da differenti misuratori di seguito elencherò alcuni pro e contro su questo aspetto, un giudizio “aggiuntivo” che può essere utile oltre alle considerazioni, personali, che ognuno può fare nel valutare quale sia IL miglior misuratore PER le PROPRIE esigenze. Per un minimo di criterio nella comparazione non andrò a dare un parere su prodotti per cui non ho/ho avuto un numero sufficiente di atleti differenti con quel prodotto/marca per avere un campo minimo di “popolazione”.
L’analisi prende spunto anche dalla possibilità con GoldenCheetah di inserire formule aggiuntive a quelle presenti di default e, in questo specifico caso, poter computare una stima potenza multi parametro utilizzando numerose variabili. Questa funzione è molto utile poiché immediatamente è possibile comparare il dato registrato con una stima dinamica (calcolata secondo per secondo).
In esempio grafico (tracciato giallo valore misurato, rosso stimato) la latenza di stima (10-12'') è data dalla latenza nel calcolo puntuale della pendenza (valore barometrico). Ciò che è più rilevante è la concordanza nei picchi, il parallelismo del valore stimato vs. misurato e il valore medio finale (metric aggiuntivo Est. Power). Nel caso specifico anche la velocità è da GPS, un sensore velocità darebbe potenzialmente un valore ancora più preciso nella stima.


Quale è innanzitutto il comportamento tipico di una deriva per mancata o incompleta gestione e/o compensazione temperatura?
In generale, se vi è una riduzione delle temperature si può assistere ad un POSSIBILE incremento e deriva dei valori registrati. Un tipico esempio è lo zeroing/procedura di “zero” svolto in un ambiente più caldo (es. rimessa biciclette in inverno) e poi uscita senza ulteriori zeroing (manuali o automatici) a temperature inferiori. In realtà ci sono situazioni e contesti con determinati PM in cui si assiste all’esatto opposto, resta come denominatore comune che spesso una variazione di temperatura non propriamente compensata comporta una deriva del dato registrato in un senso o nell’altro. Lo zeroing -su molti dispositivi indicata, un po’ impropriamente, come “Calibrazione”- è a tutti gli effetti una procedura essenziale per cercare di avere dati attendibili ed è del tutto paragonabile a quanto si fa comunemente con una bilancia: per avere un dato preciso va fissato un riferimento a “zero”, quindi senza carico, correlato ad una temperatura. E’ quindi compito, correttezza e coerenza nell’utilizzo dello strumento da parte dell’atleta farsi carico di questa procedura. Senza di questa è infatti possibile assistere a possibili derive e/o non accuratezza dati SE e FINCHE’ non interviene una procedura di compensazione interna al misuratore stesso (SE presente).
Oltre quindi a eseguire uno zeroing in partenza sarebbe spesso utile, e lo è in particolare con alcuni misuratori, eseguirne un secondo dopo 10-15 minuti di utilizzo quando le temperature “di esercizio” (anche l’esposizione ai raggi del sole, n.b. indipendenza temperatura registrata da device e temperatura PM esposto precedentemente) si sono stabilizzate. Oppure, e anche questo è sempre consigliabile, prima di determinati tratti ritenuti importanti (es. test o salita su cui cercare la massima precisione del dato).

POWERTAP (mozzi)
Forse uno dei prodotti che nella sua lunga evoluzione ha avuto buoni miglioramenti sulla riduzione di problemi di deriva. E’ anche un prodotto solido e “rodato”, inoltre per locazione e posizione relativamente “protetta” uno di più validi prodotti nell’uso fuoristrada.

POWERTAP (pedali)
Numero insufficiente di dati per una comparazione sul suo comportamento in caso di deriva; nella fase iniziale di gestazione ho visto parecchi problemi di funzionamento ma non so come sia evoluta la situazione al momento. Hanno il vantaggio, al pari dell’evoluzione dei Garmin Vector e degli imminenti Favero Assioma di poter essere installati senza alcuna procedura particolare.

POWER2MAX
Il prodotto dalla sua primissima introduzione ha avuto un notevole miglioramento tanto che la prima versione (ne avevo 2) permetteva un’opzionale (ma consigliato!) richiamo in casa madre e aggiornamento firmware per poter inserire un adeguato miglioramento nelle compensazioni temperature. Nei primi utilizzi ho notato anche sui miei dati notevoli derive soprattutto su salite particolarmente lunghe (no compensazione dinamica sommata a decremento temperature esterne). I più recenti prodotti di questa casa non sembrano avere problemi su questo fronte vista l’introduzione di una compensazione automatica, limiti forse solo sull’aspetto “peso” e facilità di accesso alla sostituzione batteria (le prime versioni invece avevano una certa fragilità nel vano batteria).

GARMIN VECTOR
Notevole la differenza nel comportamento tra prima e post upgrade che oltre a facilitarne notevolmente l’installazione (tenere fermo il pod cercando la corretta coppia di serraggio ha creato qualche disagio) ha ridotto, non sempre annullato, la tendenza a sovra o sotto stime prive il più delle volte di derive ma sempre costanti. Critico in tal senso è lo zeroing che richiede un po’ di attenzione così come le giuste coppie di serraggio. Le coppie di serraggio sono sempre critiche sia per i PM "a pedali" che nella viti guarnitura per i PM "a guarnitura". A voler essere critici l’introduzione di metrics aggiuntivi…crea spesso solo più confusione che reale beneficio considerando che per la maggior parte di questi non c’è un database o comunque una casistica solida in grado di generare riferimenti realmente utili al loro utilizzo. E’ un po’ il caso del “more is less”. In questi giorni Garmin ha annunciato un nuovo e ridisegnato Vector 3 con un sistema apparentemente privo di pod (quindi similare a Powertap e Favero Assioma).

FAVERO BEPRO
Non ho mai osservato particolari problemi di deriva del dato registrato a patto che l’installazione sia secondo i precisi e dettagliati canoni richiesti da questo prodotto. Il che ha messo in crisi alcuni utilizzatori. Come osservato nella recensione di 2 anni fa, al lancio di questo prodotto, era presente una certa tendenza costante a sovrastima (nell’ordine del 3-5%). Ho osservato questo andamento anche nella maggior parte di altri BePro in sede di analisi file allenamento/gare.

POLAR/ROTOR/LOOK, 4iiii/POWERTAP (guarnitura)
Non ho una mole di dati attendibile per un commento specifico.

QUARQ (in generale)
Tendenzialmente con un buon comportamento su tutti i fronti e cambi temperatura/quota, iniziali problemi di affidabilità nelle versioni più “anziane”.

STAGES V2 (V1 con difetto strutturale vano batteria, provvedono a necessaria sostituzione)
Con tutti i limiti di una misurazione mono è potenzialmente uno dei misuratori più efficaci in caso di compensazione temperature poiché dotato di compensazione automatica. Questo implica che non debbano avvenire particolari situazioni in modalità manuale (per altri misuratori: x secondi a 0 rpm, x numero di pedalate all’indietro) per avere un calibrazione “in movimento”. Il rovescio della medaglia di una modalità simile è il non controllo da parte dell’atleta/utente su questa procedura e quindi accettarne implicitamente il suo funzionamento; applicare zeroing “di sicurezza” sia ad inizio allenamento che in fasi particolari/considerate importanti in cui la priorità è ovviamente sulla precisione del dato rimane consigliato.

PIONEER
In realtà pochi “casi” ma in generale appare un buon prodotto, rimane l’anomalia, con pro e contro, di una misurazione cadenza “analogica” ossia con la necessità di installare magneti e sensori esterni. Da un lato è un piccolo inconveniente pratico (e se si perde l’allineamento sensori magneti il dato non può ovviamente essere calcolato), dall’altro evita i problemi in caso di vibrazioni (buche, asfalto sconnesso, pavé) che si possono verificare con gli accelerometri. In genere abbastanza preciso ed accurato, se vi sono errori di registrazione spesso appaiono molto evidenti.

SRM
Per anni considerato il “golden standard” del settore non è privo di criticità anche e soprattutto nella (necessaria) evoluzione a prodotto wireless. E’ abbastanza noto come questo misuratore abbia per esempio problemi di interferenza con particolari segnali di trasmissione RAI durante il Giro. Questo ovviamente non è un problema per un utilizzo “amatoriale”. In genere rispetto ad altri misuratori il dato risulta spesso più “normalizzato” e privo di picchi, ciò ovviamente può dipendere anche dall’associazione con specifico device oppure no. Non è esente da possibili derive in positivo o negativo con variazione temperatura.

MF SPORTFUL, 21giu2015, SIMONE ORSUCCI

giugno 23, 2015
MF SPORTFUL, 21giu2015, SIMONE ORSUCCI





Dom - GF Sortful, percorso medio.

​ partenza "soft" il che non è mai un male né da sottovalutare nel computo di spesa energetica totale: 27' @ 217W NP con pochi e temporalmente limitati ingressi in Z6/7. Per altro queste fasi sono state progressivamente più intense con l'avvicinarsi della prima ascesa, quindi un ottimo avvicinamento per subire meno il primo, in genere sempre repentino, cambio di ritmo​

Prima salita fatta ad andatura non altissima ma comunque di buon passo, anche se il gruppo è rimasto numeroso, sono rimasto sempre a ruota nelle prime posizioni, con sensazioni discrete.

​57' a 286W NP​

​ quindi in gestione a parte i primi 10' costantemente sopra i 300W. Ottima anche la gestione cadenza con valori pressoché sempre superiori alle 75 rpm anche nei tratti più ripidi​. Si conferma quindi il pieno controllo della situazione e la lucidità nella gestione dello sforzo anche nel tratto conclusivo più vario per pendenze

Dopo il bivio medio-lungo, nella seconda salita, ho provato diversi allunghi e progressioni, più per cercare di fare un po' di selezione e favorire un mio compagno di squadra che non per provare l'azione solitaria, negli ultimi km poi ho rifiatato un po'.

​ 38' a 297W NP (valore utile per dare un significato anche "metabolico" allo sforzo >20'): gestione molto più alternata, sono stati anche parecchio prolungati questi allunghi e costantemente sopra i 300W. Questa variabilità ti ha fatto sicuramente spendere di più anche se su un tempo inferiore rispetto alla precedente salita.​

Terza salita, breve e facile, dove stavo sempre piuttosto bene, nella quale ho provato di nuovo un'azione breve per cercare di mettere un po' di fatica in più nel resto del gruppetto.

​ molto breve e in linea con la gestione della salita precedente (12' @ 271 W medi). E' evidente come la situazione è stata per tutti di attesa, la selezione iniziale aveva già scremato il nocciolo dei pretendenti e l'ascesa finale del percorso medio sarebbe quindi stata risolutiva. Fin qui la gestione è stata buona anche se un po' troppo dispendiosa (variabilità) sulla seconda ascesa considerando la sua durata.​

Nel tratto pianeggiante prima dell'ultima salita ho provato prima a incitare gli altri del gruppetto (composto da almeno 15 unità) a fare un'andatura regolare, per poi "rassegnarmi" e mettermi davanti per 7/8km senza chiedere cambi, senza fare molta fatica ma senza nemmeno recuperare molto, a differenza di chi mi stava a ruota.

​ infatti inizialmente ritmi molto incostanti, paradossalmente più della partenza o delle "solite" partenze (infatti oggi è stata molto tranquilla e regolare)​, poi un passo parzialmente più costante ma sicuramente dispendioso da una parte potenzialmente utile per non subire l'ultimo cambio di ritmo ai piedi dell'ascesa finale ma questo tuo input è stato inverso, evidentemente per mancanza di supporto da parte degli altri componenti il gruppo: spinta e fase iniziale in testa più incisiva e poi man mano meno convinta

L'ultima salita, il croce d'aune, è stata presa subito forte,

​ qui infatti hai subito sia il dispendio nel tratto "inverso" precedente che appunto​ la riduzione (e non la progressione) in avvicinamento a questa fase

e mi sono staccato da 7/8 persone salendo del mio passo e riuscendo a rientrare dopo qualche km quando la strada spiana.

​ in sofferenza nel primo tratto ma reputo più per il secco e repentino cambio di ritmo che per altri motivi o mancanze (es calo energetico): 9' >310W dopo 3h20 di gara con 1h49 di salita cumulativa sono stati uno sforzo notevole ma poi prendendo il tuo passo più regolare e recuperando velocemente, nella fase in pianura un po' di margine anaerobico (andamento W')​

​sei riuscito poi a impostare un passo più regolare e non di rimessa​

Negli ultimi 4km, quando la strada torna molto impegnativa, mi sono staccato cercando di non andare alla deriva (non riuscendoci però molto). Alla fine ho scollinato con altri 4 ed ho colto un 12° posto, penso che fossi stato meno generoso sarei potuto entrare nei primi 5, ma sono comunque contento di aver corso così.

​ pur attestandoti sui 290-300W non sei più riuscito a fare la differenza e ad attingere alle ormai esaurite (col precedente rientro) riserve anaerobiche. I punti salienti e di maggior dispendio sono già stati evidenziati, sicuramente una condotta generosa che ti ha privato di un piazzamento assoluto nei primi 5-7 ma sei stato generoso sia nei confronti del tuo compagno che nella volontà di rendere la gara meno ​
​ di attesa cercando di imporre una selezione ulteriore prima dell'ultima ascesa. CI hai provato e hai dato tutto te stesso, è stata una gara comunque molto buona per i valori espressi e la ripetibilità dimostrata.​

​​


Sul Croce d'Aune quando non sono riuscito a tenere almeno il gruppetto che si è giocato il 4° posto mi sono un po' scoraggiato, ma a mente fredda penso di dire che domenica ho pedalato bene, e le sensazioni sono comunque state buone per gran parte della corsa. Sono abbastanza fiducioso che domenica sull'Aprica, dove correrò in maniera differente ed il livello sarà sicuramente un po' più basso, potrò giocarmi il risultato pieno, cercando di stare il più possibile tranquillo (ma attento) fino all'inizio del Mortirolo.

​sì il medio comincia ("effettivamente") da Mazzo, cerca di spendere il meno possibile sul Gavia...per lo meno fino alla galleria!​
PS ai fini della comparazione e analisi con le precedenti gare devo far notare che c'è stato un cambio di strumento/powermeter che inizialmente (e soprattutto alla GF SANTINI) ha dato alcuni problemi. A parità di prestazioni e tempi (limitando tutte le variabili esterne che influiscono su queste) il nuovo misuratore registra 10-15W in meno del precedente, questo va sicuramente preso in considerazione. L'aspetto più importante, inizialmente mancante, è ora la ripetibilità del dato a lungo termine più che la sovrapponibilità con lo strumento precedente.

Impostazione/i Garmin

marzo 15, 2014
Impostazione/i Garmin
per un corretto utilizzo dello strumento in abbinamento ad un misuratore di potenza
- disabilitare auto pausa
- selezionare registrazione dati ogni 1''
- disabilitare dal dispositivo il riconoscimento di OGNI sensore non in uso (es vel/cad se non utilizzato)
- zeri INCLUSI per i valori potenza, opzionale in o escluso per cadenza
- zeroing (impropriamente chiamato "calibrazione", statica se il PM ne prevede anche una dinamica) SEMPRE PRIMA DI OGNI USCITA. Ancora meglio se svolta anche prima di particolari tratti/salite (es. prima di un test).

Ecco le pagine e i campi dati che attualmente utilizzo/consiglio (in genere cambio alcuni di essi e l'impostazione generale rimane sempre la medesima)=

Pagina 1, quella che uso in modo generico
zona potenza (impostando come valore 100% CP, i valori zone inserendoli manualmente in base a quanto calcolato nel programma fornito)
zona FC (inserendo i valori forniti, vedi sopra)
ora del gg+tempo
potenza 3''+ NP (ricordandosi che NP assume significato solo per tratti > 20')
IF+lavoro kJ (questa linea identificherà consumo energetico e strategia di reintegro= utile per tutti gli eventi > 1h30)

Pagina 2, usata nelle ripetute o lap
potenza giro/lap
tempo lap corrente
NP lap+potenza ultimo lap (= utile per valutare flessione e se necessario interrompere ripetizioni)
potenza 3'' (in alcuni casi ci si può trovare più in controllo con 10'')+cadenza
distanza lap+velocità lap (meno rilevanti, sostituibili con altro o se tolte permettono caratteri più ampi sul display)

Pagina 3, valori altimetrici/salita/variabili meteo
velocità verticale
pendenza
W/Kg+% potenza
VAM 30''+quota
cadenza+temperatura

Pagina 4, usato come riassuntivo pur mantenendo campi dati in "tempo reale"
potenza 10'' + bilanciamento 3'' sx-dx
FC media +% FC attuale
ascesa totale + lavoro kJ
distanza +NP

Pagina 5 con metrics Cycling Dynamics per Garmin Vector
PCO
Left PP+Right PP
bilanciamento 3''+unif. pedalata
efficienza coppia+cadenza
potenza 3''+tempo fuorisella

1^ prova sensore power2max post aggiornamento HW+SW

novembre 04, 2012
1^ prova sensore power2max post aggiornamento HW+SW
Condizioni
16°C ambientali divenuti 17° dopo il 30'

Strumenti
Garmin 800 con registrazione dati 1'', no autopausa
Sony Xperia Active con IpBike per veloce visualizzazione e ricalcolo valori ppm (calibrazione power2max)
nessun altro sensore cadenza e/o velocità che può creare problema di conflittualità nella gestione sw dato (cadenza)

Risultato
a differenza di precedenti prove con valori ppm in notevole variazione nei primi 15-20' (e a volte anche oltre!) di allenamento indoor la variazione del dato di calibrazione è stata minima

PPM / minuto ricalcolo
-745 / 0' dopo 15' di adattamento alla temperatura ambiente
-747 / 8'
-747 / 20'
-749 / 30' (con avvenuto incremento 1°C ambientale)
-749 / 40'
-748 / 50'
-749 / 60'
-748 /70'

-750 dopo 5' fine sessione

La registrazione del dato e grafico sottostante è avvenuta sui tratti effettivamente pedalati tranne minime pause se superiori ai 30'', ho lasciato brevi tratti registrati per evidenziare, anche come promemoria, tutti i momenti di stop.
La procedura di calcolo/raffronto ppm avveniva smontando di sella, calcolando ppm con ipBike e rimontando in sella, il tutto in meno di 30''; solo in un caso la pausa si è protratta per valutare eventuale cambiamento e/o variazione del dato potenza.
Anche se a ritmi blandi ho cercato una progressione di intensità prima a 100 rpm, poi a 95 rpm e per finire a 90 rpm visto il poco effetto frenante del sistema utilizzato che però ha il vantaggio di non creare vincoli o vibrazioni.




PS vista la (superflua) introduzione del valore bilanciamento, riporto che non ci sono stati picchi anomali né altre misurazioni non giustificabili rispetto a quanto svolto (valore medio sx/dx 49.3%, picco max sx 90% -fase di ripartenza agganciato con solo piede sx, picco dx 79% sempre per aggancio e prime pedalate in monopodalico).

Necessario ulteriore raffronto su salita superiore a 20-30' e/o con cambio temperatura senza introdurre volontariamente tratti di autozero o provvedere ad autozero manuale


Gare Luglio 2012

luglio 30, 2012
Gare Luglio 2012
escludo grafico gara di Altino del 23/06 (poi con arrivo anticipato al Colle Gallo) causa rottura ruota posteriore

Bienno-Crocedomini del 30/06  (drift valore potenza da metà salita, sovrastimato di un buon 5%)


 Crono Gazzaniga-Orezzo del 14/07

Grone (partenza statale)-Colli S.Fermo del 29/07









Cronoscalata Colle Gallo 9giu12

giugno 10, 2012
Cronoscalata Colle Gallo 9giu12

Cronoscalata Passo Zambla, 3giu12

giugno 03, 2012
Cronoscalata Passo Zambla, 3giu12
dato più importante i 5,3W/Kg

no cardio in gara, a volte in allenamento ma ormai solo per valutare efficiency factor;
oggi la potenza media è stata utile (così come in tutte le gare dove prevale Z4&5 su 6&7) al minuto 80 del grafico mi sono staccato dai primi, poi ho gestito i successivi 5' cercando di non far scendere la potenza media registrata fino a quell'istante di 3/4W e ciò mi ha permesso poi di aumentare il passo nel finale (il traguardo è in cima  ) e di recuperare su altri che nel frattempo si sono a loro volta fatti sfilare però evidentemente senza una simile gestione.
Se avessi testardamente cercato/tentato di rimanere coi primissimi avrei forse avuto un beneficio nel "pacing" imposto ma nell'ottica globale della prestazione probabilmente mi sarei staccato aggravando il tutto con la perdita di capacità di avere ancora spinta nel finale, con conseguente riscontro cronometrico peggiore.

analisi con incrocio dati, 9 Colli 2012, percorso lungo

maggio 24, 2012
analisi con incrocio dati, 9 Colli 2012, percorso lungo
Dati potenza raccolti da 10 atleti, livello eterogeneo (da atleti al top fino ad atleti che hanno chiuso la prova in +60-80' rispetto al primo atleta del gruppo di "analisi").

- gli atleti che hanno riscontrato un miglior incremento nella performance a livello cronometrico (anche se difficilmente comparabile agli altri anni viste le condizioni meteo differenti) sono stati coloro che hanno attuato una strategia di gestione e controllo dell'intensità con il minor sforamento oltre 105% FTP (=potenza sostenibile per 45-60' continuativi) anche nelle prime fasi di partenza, come solito concitate anche su un percorso di >200Km
- gli atleti che hanno raccolto i risultati migliori.....sono quelli che paradossalmente (ma è ampiamente noto) hanno pedalato per minor tempo. Nella distribuzione ad istogrammi c'è un divario tra atleti al top che NON hanno pedalato (zero prm=zero watt) per una percentuale di tempo vicina e in alcuni casi >15%.
Al contrario atleti con tempi finali superiori hanno pedalato per PIU' tempo con percentuali a 0 rpm vicine e spesso solo marginalmente superiori  al 10%.
Una differenza del 5-6% oltre ad un lavoro superiore (> tempo) ha portato anche in una prova di tale distanza ad una tipicità: gli atleti più "performanti" pedalano MENO, più efficacemente ed in maniera più ECONOMICA o POLARIZZATA, cioè con una permanenza superiore in intensità comprese, in questa specifica gara tra il 90 e il 105% di FTP (più è breve la durata della corsa più questo "intorno" aumenta)
- a livello di IF e TSS non ci sono particolari variazioni (sono riferimenti relativi al proprio valore di FTP) ma la vera differenza consiste nel COME la distribuzione di potenza è applicata, vedi punto sopra.
In particolare IF si è attestata su valori di 0.8 +/-0.05 mentre TSS è sempre stato superiore a 400 punti con ovviamente un incremento se il riscontro cronometrico è stato superiore.
- il lavoro espresso e quantificato dal misuratore di potenza è stato mediamente di ~4600Kj il che comporta all'incirca un dispendio calorico  superiore alle 5000Kcal (questo ovviamente anche in funzione del proprio peso). Solo gli atleti che sono riusciti ad adottare una corretta strategia di integrazione in gara non hanno subito un'altrimenti inevitabile flessione che in alcuni casi (2) è sopravvenuta a 3/4 percorso ma tamponata più o meno efficacemente con assunzione immediata di zuccheri semplici
Facendo una semplice media sono state quindi necessarie 750-770Kcal/h; considerando che l'assimilazione sostenibile a livello intestinale della corretta combinazione di fruttosio+glucosio è di 120g/h (~2 g/min) si è quindi creato un ampio delta* tra ciò che poteva essere assimilato e ciò che era necessario per esprimere lavoro muscolare.
* a queste intensità (IF 0.8) circa il 20-25% del lavoro è realizzabile con la scissione ed utilizzo dei susbstrati lipidici
Il divario orario ottenibile con un'ottimale integrazione in gara richiedeva quindi, come ovvio, un'ampia e totale disponibilità di glicogeno immagazzinato a livello muscolare ed epatico prima dell'evento.
Anche in questo caso atleti di più alto livello hanno la possibilità di partire "avvantaggiati" (se si sono alimentati in maniera corretta) perchè tendenzialmente dimostrano maggiori capacità nell'immagazzinare substrati energetici provenienti dalla scissione di carboidrati.
- Efficiency Factor, rapporto tra potenza normalizzata e FC media = all'aumentare della prestazione si ha un valore superiore (anche all' 1.6), tendenza acuita spesso dal fatto che FC, negli atleti di vertice, nel finale di gara non ha subito una diminuzione spesso legata ad un'alimentazione ed integrazione non sufficiente a compensare la deplezione delle scorte epatiche e muscolari.
- Analisi quadranti: atleti di più alto livello hanno "stazionato" per poco tempo nel III quadrante (<forza, bassa cadenza) e PREVALENTEMENTE con valori a 0 watt/0 rpm; diversamente e a conferma della distribuzione precedentemente descritta, più ci si discosta da prestazioni ai vertici più aumenta la permanenza nel III quadrante in molti casi con polarizzazione opposta nel I quadrante (alta forza, alta cadenza). Questa tendenza nel permanere nel primo quadrante è quasi sempre ottenuta nei primi 60-90' di percorso, sinonimo questo di una condotta e gestione sicuramente più "nervosa" con maggiori rilanci e soprattutto meno economica.
Tendenzialmente in una gara di questa durata la maggior permanenza nel I quadrante ha portato ad una mancanza di continuità nel finale.

IN SINTESI:
- gli atleti "migliori" pedalano meno e meglio, cioè hanno la possibilità di esprimere valori di potenza superiore quando necessario e nelle fasi più importanti di gara (matches)
- anche in situazioni di ritmo ed intensità stazionario gli atleti "migliori" mantengono un valore relativo a FTP superiore, spesso per il semplice fatto che non hanno abusato dei propri matches quando non necessario ed in combinazione perchè hanno avuto più possibilità di sfruttare/trarre beneficio da fasi di recupero (> tempo a 0 watt).
Questo andamento NON è legato a fattori fisiologici ma essenzialmente a tattica e soprattutto tecnica (= saper stare in gruppo).
- è da calcolare PRECEDENTEMENTE e in maniera corretta l'assimilazione di carboidrati in corsa, senza però eccedere le quantità assimilabili per evitare effetti collaterali (disturbi intestinali). Anche in questo caso vale sempre il principio dell'alimentarsi in modo "denso"(= piccole dosi e spesso) per scongiurare cali glicemici MA soprattutto per non azzerare la disponibilità dei suddetti substrati energetici!

12+13 maggio 2012 Cronoscalata Rogno-S.Viglilio + GF Gimondi

maggio 13, 2012
12+13 maggio 2012 Cronoscalata Rogno-S.Viglilio + GF Gimondi
A seguire commenti
Ho tolto la traccia altimetrica perché in entrambe ci sono stati degli errori GPS

12 maggio Cronoscalata 7° assoluto, 5° cat


13 maggio GF Gimondi Corto 20° assoluto, 8° cat
Da metà Selvino fino all'arrivo.....tutto solo soletto...


BIENNO ASTRIO 17'35'' [07 maggio 2012]

maggio 07, 2012
BIENNO ASTRIO 17'35'' [07 maggio 2012]