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Misuratori di potenza, alcuni spunti e considerazioni aggiuntive

agosto 07, 2017
Misuratori di potenza, alcuni spunti e considerazioni aggiuntive


Una delle domande che ricevo con più frequenza è “Quale è IL migliore misuratore di potenza?”
Non esiste ovviamente una risposta univoca poiché troppe sono le variabili da considerare: rapporto prezzo/caratteristiche, locazione di installazione sulla bicicletta (guarnitura, pedali, mozzo, pedivella), trasportabilità su più biciclette, prezzo, peso, assistenza post vendita, facilità di installazione…solo per citarne alcune. 

Ogni casa dichiara margini di errore strumentale compresi in genere tra +/-1% e +/-2%. Questo presuppone che possa esserci una componente sommatoria in tale errore. 250W “misurati” sono un valore che può effettivamente oscillare tra 255 e 245W. Altri errori verosimili possono essere legati ad una inaccurata lettura del dato cadenza necessario per il calcolo da coppia torcente a potenza (in condizioni di forti vibrazioni, es pavé, strade sconnesse), interferenze e nativa gestione del flusso dato ANT+ (il dato viene registrato con campionamento 1’’ nella maggior parte dei dispositivi, i PM hanno una frequenza di campionamento superiore). In caso di misurazione monopodalica un valore che si discosti da 50%-50% di bilanciamento inserirà SEMPRE un errore aggiuntivo, in senso positivo o negativo, a quello POTENZIALE strumentale (poiché viene raddoppiato il valore misurato solo su un lato). In una situazione in cui l’arto sinistro spinge 120W (misurato e raddoppiato da misuratore mono, quasi tutti per semplicità e comodità “logistica” su pedale o pedivella sinistra) ma l’arto destro sta spingendo effettivamente ED IN QUEL MOMENTO (= il bilanciamento è un valore DINAMICO) 150W (bilanciamento ~45:55), il risultato del misuratore mono darà 240W quando in realtà ED IN QUEL SINGOLO MOMENTO il valore “reale” era 270W.
Uno dei problemi principali con l’utilizzo dei misuratori di potenza è avere a disposizione dati il più possibile attendibili e soprattutto la ripetibilità del dato registrato. Cruciale è in questo senso la capacità di compensazione delle temperature. Negli anni tutti i misuratori hanno cercato di migliorare questo aspetto.
Questo fattore è noto e già identificato in uno studio del 2004, comparando a quel tempo i principali e praticamente unici prodotti sul mercato (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15235334power output readings were noticeably influenced by temperature).

Una premessa importante quando si parla di temperatura e compensazione temperatura nei misuratori di potenza riguarda il dato registrato dai device (es Garmin):
1) la temperatura interna del PM e del Garmin sono valori differenti, potenzialmente similari ma ovviamente non uguali. Un misuratore con auto-compensazione temperatura lavora indipendentemente dal device collegato ad esso
2) le temperature registrate dai dispositivi di registrazione hanno in genere una NOTEVOLE latenza: provate a portare un Garmin da temperatura ambiente all’interno di un frigorifero. Attendete 5 minuti e riportatelo a temperatura ambiente. Il valore su display sarà ovviamente sceso ma con molta lentezza (e altrettanto lentamente risalirà).

Un’ulteriore premessa riguardo misuratori dello stesso modello: ogni misuratore fa “storia a sé”, ogni pedivella, pedale e mozzo ha caratteristiche strutturali (marginalmente) differenti che, in sede di taratura di fabbrica, possono dare differenti andamenti nella curva di registrazione (“slope”) associata a quel singolo prodotto. Quindi non solo misuratori differenti in base a propria locazione possono dare piccole variazioni nel medesimo dato registrato (es. comparando medesima uscita tra mozzo PowerTap  e Garmin Vector) ma anche tra medesimi modelli della stessa casa. A maggior ragione e in questo contesto di “differenze” ciò che risulta critico è la ripetibilità e accuratezza del dato.
 
da Tour International, giugno 2017, edizione online
   
In base a quanto osservato in questi anni con l’analisi settimanale di centinaia di file registrati da differenti misuratori di seguito elencherò alcuni pro e contro su questo aspetto, un giudizio “aggiuntivo” che può essere utile oltre alle considerazioni, personali, che ognuno può fare nel valutare quale sia IL miglior misuratore PER le PROPRIE esigenze. Per un minimo di criterio nella comparazione non andrò a dare un parere su prodotti per cui non ho/ho avuto un numero sufficiente di atleti differenti con quel prodotto/marca per avere un campo minimo di “popolazione”.
L’analisi prende spunto anche dalla possibilità con GoldenCheetah di inserire formule aggiuntive a quelle presenti di default e, in questo specifico caso, poter computare una stima potenza multi parametro utilizzando numerose variabili. Questa funzione è molto utile poiché immediatamente è possibile comparare il dato registrato con una stima dinamica (calcolata secondo per secondo).
In esempio grafico (tracciato giallo valore misurato, rosso stimato) la latenza di stima (10-12'') è data dalla latenza nel calcolo puntuale della pendenza (valore barometrico). Ciò che è più rilevante è la concordanza nei picchi, il parallelismo del valore stimato vs. misurato e il valore medio finale (metric aggiuntivo Est. Power). Nel caso specifico anche la velocità è da GPS, un sensore velocità darebbe potenzialmente un valore ancora più preciso nella stima.


Quale è innanzitutto il comportamento tipico di una deriva per mancata o incompleta gestione e/o compensazione temperatura?
In generale, se vi è una riduzione delle temperature si può assistere ad un POSSIBILE incremento e deriva dei valori registrati. Un tipico esempio è lo zeroing/procedura di “zero” svolto in un ambiente più caldo (es. rimessa biciclette in inverno) e poi uscita senza ulteriori zeroing (manuali o automatici) a temperature inferiori. In realtà ci sono situazioni e contesti con determinati PM in cui si assiste all’esatto opposto, resta come denominatore comune che spesso una variazione di temperatura non propriamente compensata comporta una deriva del dato registrato in un senso o nell’altro. Lo zeroing -su molti dispositivi indicata, un po’ impropriamente, come “Calibrazione”- è a tutti gli effetti una procedura essenziale per cercare di avere dati attendibili ed è del tutto paragonabile a quanto si fa comunemente con una bilancia: per avere un dato preciso va fissato un riferimento a “zero”, quindi senza carico, correlato ad una temperatura. E’ quindi compito, correttezza e coerenza nell’utilizzo dello strumento da parte dell’atleta farsi carico di questa procedura. Senza di questa è infatti possibile assistere a possibili derive e/o non accuratezza dati SE e FINCHE’ non interviene una procedura di compensazione interna al misuratore stesso (SE presente).
Oltre quindi a eseguire uno zeroing in partenza sarebbe spesso utile, e lo è in particolare con alcuni misuratori, eseguirne un secondo dopo 10-15 minuti di utilizzo quando le temperature “di esercizio” (anche l’esposizione ai raggi del sole, n.b. indipendenza temperatura registrata da device e temperatura PM esposto precedentemente) si sono stabilizzate. Oppure, e anche questo è sempre consigliabile, prima di determinati tratti ritenuti importanti (es. test o salita su cui cercare la massima precisione del dato).

POWERTAP (mozzi)
Forse uno dei prodotti che nella sua lunga evoluzione ha avuto buoni miglioramenti sulla riduzione di problemi di deriva. E’ anche un prodotto solido e “rodato”, inoltre per locazione e posizione relativamente “protetta” uno di più validi prodotti nell’uso fuoristrada.

POWERTAP (pedali)
Numero insufficiente di dati per una comparazione sul suo comportamento in caso di deriva; nella fase iniziale di gestazione ho visto parecchi problemi di funzionamento ma non so come sia evoluta la situazione al momento. Hanno il vantaggio, al pari dell’evoluzione dei Garmin Vector e degli imminenti Favero Assioma di poter essere installati senza alcuna procedura particolare.

POWER2MAX
Il prodotto dalla sua primissima introduzione ha avuto un notevole miglioramento tanto che la prima versione (ne avevo 2) permetteva un’opzionale (ma consigliato!) richiamo in casa madre e aggiornamento firmware per poter inserire un adeguato miglioramento nelle compensazioni temperature. Nei primi utilizzi ho notato anche sui miei dati notevoli derive soprattutto su salite particolarmente lunghe (no compensazione dinamica sommata a decremento temperature esterne). I più recenti prodotti di questa casa non sembrano avere problemi su questo fronte vista l’introduzione di una compensazione automatica, limiti forse solo sull’aspetto “peso” e facilità di accesso alla sostituzione batteria (le prime versioni invece avevano una certa fragilità nel vano batteria).

GARMIN VECTOR
Notevole la differenza nel comportamento tra prima e post upgrade che oltre a facilitarne notevolmente l’installazione (tenere fermo il pod cercando la corretta coppia di serraggio ha creato qualche disagio) ha ridotto, non sempre annullato, la tendenza a sovra o sotto stime prive il più delle volte di derive ma sempre costanti. Critico in tal senso è lo zeroing che richiede un po’ di attenzione così come le giuste coppie di serraggio. Le coppie di serraggio sono sempre critiche sia per i PM "a pedali" che nella viti guarnitura per i PM "a guarnitura". A voler essere critici l’introduzione di metrics aggiuntivi…crea spesso solo più confusione che reale beneficio considerando che per la maggior parte di questi non c’è un database o comunque una casistica solida in grado di generare riferimenti realmente utili al loro utilizzo. E’ un po’ il caso del “more is less”. In questi giorni Garmin ha annunciato un nuovo e ridisegnato Vector 3 con un sistema apparentemente privo di pod (quindi similare a Powertap e Favero Assioma).

FAVERO BEPRO
Non ho mai osservato particolari problemi di deriva del dato registrato a patto che l’installazione sia secondo i precisi e dettagliati canoni richiesti da questo prodotto. Il che ha messo in crisi alcuni utilizzatori. Come osservato nella recensione di 2 anni fa, al lancio di questo prodotto, era presente una certa tendenza costante a sovrastima (nell’ordine del 3-5%). Ho osservato questo andamento anche nella maggior parte di altri BePro in sede di analisi file allenamento/gare.

POLAR/ROTOR/LOOK, 4iiii/POWERTAP (guarnitura)
Non ho una mole di dati attendibile per un commento specifico.

QUARQ (in generale)
Tendenzialmente con un buon comportamento su tutti i fronti e cambi temperatura/quota, iniziali problemi di affidabilità nelle versioni più “anziane”.

STAGES V2 (V1 con difetto strutturale vano batteria, provvedono a necessaria sostituzione)
Con tutti i limiti di una misurazione mono è potenzialmente uno dei misuratori più efficaci in caso di compensazione temperature poiché dotato di compensazione automatica. Questo implica che non debbano avvenire particolari situazioni in modalità manuale (per altri misuratori: x secondi a 0 rpm, x numero di pedalate all’indietro) per avere un calibrazione “in movimento”. Il rovescio della medaglia di una modalità simile è il non controllo da parte dell’atleta/utente su questa procedura e quindi accettarne implicitamente il suo funzionamento; applicare zeroing “di sicurezza” sia ad inizio allenamento che in fasi particolari/considerate importanti in cui la priorità è ovviamente sulla precisione del dato rimane consigliato.

PIONEER
In realtà pochi “casi” ma in generale appare un buon prodotto, rimane l’anomalia, con pro e contro, di una misurazione cadenza “analogica” ossia con la necessità di installare magneti e sensori esterni. Da un lato è un piccolo inconveniente pratico (e se si perde l’allineamento sensori magneti il dato non può ovviamente essere calcolato), dall’altro evita i problemi in caso di vibrazioni (buche, asfalto sconnesso, pavé) che si possono verificare con gli accelerometri. In genere abbastanza preciso ed accurato, se vi sono errori di registrazione spesso appaiono molto evidenti.

SRM
Per anni considerato il “golden standard” del settore non è privo di criticità anche e soprattutto nella (necessaria) evoluzione a prodotto wireless. E’ abbastanza noto come questo misuratore abbia per esempio problemi di interferenza con particolari segnali di trasmissione RAI durante il Giro. Questo ovviamente non è un problema per un utilizzo “amatoriale”. In genere rispetto ad altri misuratori il dato risulta spesso più “normalizzato” e privo di picchi, ciò ovviamente può dipendere anche dall’associazione con specifico device oppure no. Non è esente da possibili derive in positivo o negativo con variazione temperatura.

Garmin Vector Upgrade 2

agosto 08, 2015
Garmin Vector Upgrade 2
Con molta attesa e un pre-ordine di alcuni mesi, è finalmente arrivato in stock e vendita per tutti gli utenti l'upgrade per i pedali Vector e quindi la possibilità di passare al sistema II.
Essenzialmente questo comporta una notevole facilitazione nell'installazione dei pod, elemento che ha messo in difficoltà e/o ha creato alcuni problemi nella versione precedente. Nella versione I era cruciale mantenere a) una corretta coppia di serraggio e contemporaneamente b) mantenere nella corretta posizione i pod che andavano a frapporsi tra perno pedale e pedivella (con o senza una o più rondelle addizionali a seconda della pedivella a cui il sistema andava ad accoppiarsi).
Nella nuova versione i pod si installano DOPO aver potuto chiudere i pedali e il tutto è sicuramente più semplice oltre che veloce.
Inoltre nell'aggiornamento è incluso un set di cartucce e boccole che DOVREBBE eliminare/ridurre il gioco che veniva a crearsi tra corpo pedale e perno. L'operazione di installazione/aggiornamento dei componenti interni è indicato come opzionale e la sua descrizione è presente nelle istruzioni originali, ossia non in quelle del kit di aggiornamento ma nella versione I.
Appena ho ricevuto il kit ho installato il tutto in non più di 10 minuti (foto incluse), di seguito i passaggi:

1) Primo passaggio, svitare il pedale dalla pedivella. Ricordarsi che il collegamento con il pod si disconnette automaticamente una volta che il pedale si svita, non serve forzare su questo componente (qualcuno, così facendo l'ha rotto, d'oh!)



2) Inserire il tool per smontare il perno pedale in una morsa da banco o similare. Ora questo attrezzo viene fornito con il kit (questo, nero è Exustar). Andava benissimo usare come ho fatto in passato per la manutenzione dei pedali anche la chiave sempre in materia plastica per i pedali Shimano. I due attrezzi sono praticamente identici e svolgono la medesima funzione

3) Inserire bene (e a fondo) la ghiera pedale nella chiave, svitare nel senso (differente tra sx e dx) per separare anima interna (perno+cartuccia) dal corpo pedale

4) Il copro pedale ora smontato, non ci serve

5) Cartuccia e perno non ancora smontati

6) Toglierli dalla chiave plastica e usare le due chiavi inglesi per svitare il dado 8(mm) in testa alla cartuccia. Anche in questo caso ricordarsi che il perno sx e quello dx hanno opposta direzione di apertura e chiusura


7) Voilà, boccola, parapolvere e cartuccia... e un bel perno da ~4-500€

8) Elementi nuovi da sostituire: parapolvere, boccole, rondelle da inserire prima del dado 8 mm, 2 dadi 8 mm differenti per colore (nero e argento)

9) Inserire parapolvere (è conico quindi ha un inserimento corretto e uno no) e boccola, anche in questo caso un inserimento è corretto, diversamente non arriva a fine perno

10) Ingrassare il perno, infilare la cartuccia sul perno spingendo un po' (già qui rispetto a prima c'è meno gioco), chiudere il dado 8mm precedentemente svitato 



 11) Prima di procedere ad installare il pedale inserire la rondella (nella foto l'elemento blu-violetto), che serve evidentemente da spessore e "spalla" per andare ad applicare il pod. Peccato perché in questo scenario il fattore Q diventa uguale se non leggermente superiore alla versione I 

11) Avvitare il pedale prima a mano poi usando la dinamometrica arrivare alla coppia di serraggio richiesta, questa non varia rispetto a prima ed è 34-40Nm. In assenza di questo strumento la chiusura deve essere energica e decisa pena la sottostima dei valori. Diversamente eccedere la coppia di serraggio non crea problemi nella ripetibilità e attendibilità dei valori. Per altro chiudere "di più" è ora meno meno rischioso poiché non si corre il rischio di "pinzare" il pod (e romperlo, visto anche questo) che andava a chiudersi tra perno e pedivella


12) Inserire il cavo di collegamento tra pod e perno pedale, successivamente chiudere il pod con la vite a brugola fornita, nella foto è ancora "aperto" e senza vite

13) Accertarsi che vi sia luce tra cavo (retro pedivella) e catena quando questa è sul massimo rapporto. Diversamente inserire altra/e rondella/e oltre a quella blu/viola obbligatoria

Garmin 500, nuovo firmware e come agire in caso di esito negativo di upgrade

maggio 30, 2012
Garmin 500, nuovo firmware e come agire in caso di esito negativo di upgrade
Da qualche giorno è disponibile l'atteso aggiornamento che oltre a incrementare il numero di pagine visibili introduce funzioni specifiche per chi usa misuratori di potenza introdotte inizialmente per il Garmin 800 (prodotto in arrivo sulla mia bici, grazie Polly).
Qui il changelog: http://www8.garmin.com/support/download_details.jsp?id=4715

Quando il processo di upgrade non ha intoppi ci si trova quindi con interessanti nuove possibilità, tra tutte la visualizzazione dei metrics TSS, NP e IF.



A volte mi viene chiesto quali sono i campi che visualizzo o che è "meglio" utilizzare con misuratore di potenza, di seguito ecco le impostazioni che uso pagina per pagina (al momento utilizzo 4 pagine con 8 visualizzazioni esclusa l'ultima con 7).
Ovviamente il significato di "migliore" è soggettivo ma di seguito ecco le impostazioni che uso al momento:

Pagina 1, quella che uso in modo generico
La potenza 10'' ha rimpiazzato l'uso precedentemente diversificato di potenza 3'' e 30''

zona potenza|ora
zona FC|tempo
potenza 10''|distanza
potenza media (escluso zero= mi è utile sapere la potenza realmente "pedalata")|velocità media

Pagina 2, usata nelle ripetizioni o lap
potenza giro|tempo giro corrente
W/Kg|potenza ultimo lap (= utile per valutare flessione e se necessario interrompere ripetizioni)
potenza 10''|cadenza
TSS|NP

Pagina 3, valori altimetrici/salita
velocità verticale|pendenza
W/Kg|% potenza
VAM 30''|quota
cadenza|temperatura o ascesa

Pagina 4, utilizzata spesso in gara, 7 campi
POTENZA 10''
% FC o W/Kg| % potenza
FC|ascesa totale
KJ|Calorie

Veniamo ora alle note dolenti
A me come ad altri è capitato di avere dei problemi con questo upgrade firmware con la console che inevitabilmente non dava segnali di "vita".
Il processo di upgrade è tanto più lungo quanti più file sono presenti nella cartella Activities, quindi come ad ogni aggiornamento è consigliabile fare backup di questa cartella e cancellare i file presenti nella stessa.
Quindi massima pazienza in fase di aggiornamento anche se la console non dà segnali né audio né su schermo.
Se non si riesce ad avviarla correttamente (anche dopo averla collegata a presa corrente a muro, NO USB pc) la prima soluzione è un hard reset, cioè premere contemporaneamente tutti i tasti e la console si riavvierà.

Nel mio caso invece il Firmware non si era sovrascritto e la console era rimasta inevitabilmente senza alcun software, tanto che dopo hard reset veniva visualizzato il messaggio, alquanto poco simpatico indicante "System software missing".
In questo caso è necessario far rilevare l'Edge al pc come memoria di massa, ciò non avviene in maniera scontata (come quando la console funziona correttamente) ed è possibile tenendo premuto il tasto ENTER prima di collegare la console e durante la fase di riconoscimento.

Da qui in avanti è possibile "flashare" la console mediante 2 programmi trovati in rete (il primo, cioè UPDATER.EXE viene fornito ANCHE dall'assistenza Garmin nel caso sopravvenga questo problema).
Link al programma UPDATER= https://www.box.com/s/omvrfxfji24b3xhoz2rn
Link al programma  RGN TOOL= http://turboccc.wikispaces.com/RGN_Tool

PASSAGGI
1) scaricare il firmware che si vuole "flashare" nella console
generalmente si trova semplicemente copiando nella barra indirizzi web: http://www.garmin.com/software/Edge500_XX0.gcd
sostituendo XX con la versione che si desidera usare (es la 3.0 => 30)

2) importare il file .GCD in RGN TOOL e generare file .RGN come da istruzioni presenti sul sito del software

3) trascinare il file .RGN appena creato sul programma UPDATER, ciò lo farà partire; a questo punto è necessario far riconoscere al pc la console come memoria di massa

4) procedere con scrittura flash sulla memoria

Questa è una procedura rischiosa ma in ogni caso la stessa indicata dall'assistenza Garmin in caso di problemi, con la differenza che dall'assistenza forniscono direttamente il file .RGN ...
ma avevo fretta e urgenza di trovare una soluzione :)


PS la stessa procedura si applica per qualsiasi console Garmin