PROGRAMMI DI ALLENAMENTO 2017

OPZIONI/PACCHETTI 2017
in vigore dal 12/12/2016

Dettagli opzioni nello schema riassuntivo (click per aprire):
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PROMOZIONE ESTATE 2017

Chiunque ha messo o metterà "mi piace" alla pagina FB (link anche in colonna di destra) può beneficiare dei seguenti prezzi ridotti validi FINO E NON OLTRE il 4 settembre 2017:


- trimestre opzione JUNIOR 105€ 

- trimestre opzione ANALISI 199€

  • La promozione è valida sia per i nuovi atleti che per i rinnovi.
  • La promozione è valida per inizio programmazione o rinnovo/i ENTRO e NON oltre il 4/9/2017.
  • E' possibile cumulare AL PREZZO IN PROMOZIONE più trimestri che andranno a comporre un pacchetto senza interruzioni; verranno comunque (e come sempre= maggiore flessibilità) programmati di trimestre in trimestre.

Per ulteriori informazioni rimando ai contatti email o Telegram sopra indicati.
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NOTE GENERALI

  • è richiesto l'utilizzo di software dei gestione fogli di calcolo (Excel di Microsoft Office o equivalente, es. alternativa gratuita LibreOffice) per poter consultare e poter utilizzare il materiale fornito. E' possibile prendere visione del materiale anche utilizzando piattaforme online (es Google Fogli/Documenti o Excel Online) anche se con alcune limitazioni grafiche e/o nella formattazione che non pregiudicano comunque l'utilizzo del programma di allenamento
  • strutturazione dei programmi e materiale fornito NON variano tra le diverse opzioni pacchetti, ciò che è differente tra le varie opzioni è descritto nel pannello riassuntivo sopra esposto
  • ogni nuova collaborazione sarà analizzata e valutata partendo da un profilo iniziale che l'atleta deve compilare
  • le modifiche all'interno dei pacchetti 3 mesi possono avvenire solo per il periodo (12 settimane) del materiale fornito senza estensioni oltre il periodo coperto dal programma inviato (appunto di 12 settimane ossia 3 mesocicli)
  • l'analisi dati avviene con la condivisione dei file registrati con strumenti Garmin o ANT+/BLE compatibili (file .fit o .tcx); per altri dispositivi e formati file prego contattarmi PREVENTIVAMENTE per valutare l'effettiva possibilità di eseguire analisi dati (con GoldenCheetah v3.4, 4 o successiva) se interessato/a a tale opzione. Nel pacchetto ANALISI, opzione Strava, è requisito MINIMO la registrazione e la possibilità di analisi dei tracciati cadenza e FC 
  • l'invio dei commenti e/o file (pacchetti ANALISI e WATT-UP) è soggetto a tempistiche specifiche che consentano l'analisi e il feedback relativamente ai file/commenti inviati in tempi "ragionevoli" (entro 48-60h dalla conclusione del periodo che dovrò analizzare)
  • SE tutti rispettano il numero di contatti previsti riesco a rispondere a TUTTI, indipendentemente dalla tipologia di pacchetto, entro 24-36 ore (da domenica sera a giovedì). Negli ultimi 12 mesi la mia percentuale di risposta entro le 24h (e spesso anche meno) è stata del 100%
  • la consulenza non è riservata solo ed esclusivamente alle discipline ciclismo (tutte) ma anche a podismo, triathlon (escluso nuoto), sci nordico e sci alpinismo
  • il materiale redatto e consegnato è STRETTAMENTE personale oltre che personalizzato: come tale la condivisione di programmi di allenamento, del materiale fornito (inclusi i protocolli di test), indicazioni, acronimi, commenti inviati e grafici con altre persone sia su spazi pubblici (forum, ecc) che privati (condivisione programma di allenamento con altri) va cortesemente evitata. Le forme di condivisione POSSONO essere concordate ma solo su richiesta e valuterò se e come procedere alla divulgazione dei dati. Il mancato rispetto di questa regola (di logica, educazione e rispetto verso il mio operato) comporta l’immediata interruzione della nostra collaborazione, ovviamente senza alcuna forma di rimborso.

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SOLO TEST (I TEST SONO SEMPRE INCLUSI NEI PROGRAMMI DI ALLENAMENTO)


Consegna protocollo di test per identificazione CP+W' (http://www.massarob.info/2015/10/paradigmi-confronto-ftp-e-cp-w.html) + analisi del file relativo al test con identificazione livelli di allenamento e proiezioni massimali prestazione in differenti contesti (profilo potenza-tempo).

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FAVERO ASSIOMA - IL TEST giorno per giorno

A distanza di poco più di due anni dal lancio, quasi a sorpresa, dei pedali bePRO, l'italiana Favero è pronta alla vendita del proprio nuovo prodotto, i pedali Assioma.
Le novità e le caratteristiche di questo nuovo misuratore di potenza sono consultabili presso il sito ufficiale: https://cycling.favero.com/it/assioma
Ringrazio quindi Favero per l'opportunità e la fiducia riposta nell'avermi concesso la possibilità di provare e testare in anteprima questo nuovo prodotto.

Sarà una EVOLUZIONE o una RIVOLUZIONE rispetto ai bePRO?

Seguite la recensione che aggiornerò di volta in volta in questo articolo per arrivare alle considerazioni e conclusioni in tal senso.
Per domande o altri quesiti questo invece il "post" di riferimento: https://www.facebook.com/massarob.info/posts/1536271276424448

Incominciamo!

UNBOXING
La prima novità, ossia l'assenza di necessità di procedure particolari di installazione dei pedali comporta una riduzione anche degli ingombri di imballaggio della confezione degli Assioma.
I pedali richiedono solamente una chiave a brugola da 8mm (anch'essa fornita) per essere installati.



All'interno della confezione troviamo quindi i pedali (nella recensione nella versione DUO), i 2 cavi di collegamento per la ricarica già collegati a "forchetta" magnetica, alimentatore a muro e prese internazionali da poter abbinare, istruzioni e manuali, la sopra citata chiave da 8mm, distanziali (rondelle) da inserire SE NECESSARIO tra pedale e pedivella in fase di installazione, una coppia di tacchette Xpedo (rosse= equivalenti delle Look Keo grigie con 4,5° di libertà angolare).
All'esterno della scatola sono presenti i codici identificativi ANT+ e BTLE dei pedali così come il codice QR per scaricare l'app dedicata per la gestione dei pedali stessi. I codici sono presenti anche nel libretto dedicato incluso nella confezione.

Già identificate due novità non visibili "esternamente": il passaggio a flusso dati dual (una delle assenze potenzialmente "critiche" nella mia recensione di due anni fa) e la possibilità ora di poter gestire i pedali in modalità wireless. Le due cose non sono a caso menzionate ora assieme poiché la comunicazione tra app cellulare e Assioma avviene grazie al protocollo BTLE comune a tutti i cellulari/smartphone di nuova generazione.
Con i bePRO, l'utile ed efficiente software gestionale, richiedeva il collegamento fisico, tramite i cavi micoUSB-USB tra pedali/e e un pc/laptop/tablet con sistema operativo Windows. Questo poteva essere un limite soprattutto in caso di necessità di modifiche "volanti" se sprovvisti dei sopra citati supporti informatici. Con uno smartphone è tutto più semplice e, volenti o no, ora ne abbiamo sempre uno in tasca.


La prima nota decisamente positiva risiede quindi nella ESTREMA facilità di montaggio: gli Assioma si montano e si smontano come qualsiasi altro pedale e non richiedono allineamenti tra pod e pedivella come accadeva per i bePRO. Una semplificazione notevole.
Rimanendo nella zona pedali/perno trovo con piacere un'ulteriore miglioria: nella recensione sui bePRO ero rimasto un po' scettico, sia pure rassicurato dai tecnici Favero, sulla poca "presa" (~3/4 filetto pedivella a seconda di come andava a posizionarsi il controdado di chiusura) tra corpo filettato pedali (filetto maschio) e pedivella (filetto femmina). Gli Assioma presentano un corpo filettato più esteso e, una volta installati, "utilizzano" per intero tutto il filetto del corpo pedivella.
Ciò che è rimasto sostanzialmente invariato rispetto ai bePRO è il corpo pedale e la meccanica/cuscinetti interni. Anche questa è una nota positiva. In due anni di utilizzo e "maltrattamenti" queste parti meccaniche non hanno subito danni né deterioramenti se non a livello estetico come è normale in un utilizzo comunque intenso.

Spostando l'attenzione oltre i pedali ed il perno ora è cambiato anche il pod, sia a livello macroscopico che a livello più "dettagliato".
E' sparita la presa microUSB, potenzialmente un punto debole per ingresso acqua o altro (in due anni con bePRO comunque mai avvenuto) per dare spazio ad una piccola piastra con due contatti.
Prima di ricevere gli Assioma presupponevo che il cavo di collegamento tra caricatore e pedali fosse "proprietario", in realtà si tratta invece di un comune cavo micoUSB-USB a cui è collegata la "forchetta" magnetica che permette quindi in maniera immediata e sicura (evitando per esempio di rovinare il collegamento microUSB nel pedale, fattore potenzialmente possibile con i bePRO) la procedura di ricarica.
In tema di ricarica: in due settimane esatte di utilizzo fino ad oggi (14 agosto) ho dovuto effettuare una sola ricarica a fronte di più di 40h di utilizzo (considerando anche le accensioni nei momenti in cui si sposta/lava la bicicletta) SENZA arrivare a ricevere alcun segnale di avviso di esaurimento batterie. E' stata esclusivamente una ricarica "di sicurezza" prima di una gara. Nei prossimi giorni potrò fornire ulteriori dettagli in tal senso ma appare notevolmente incrementata la longevità della carica mantenuta dalle batterie. Con i bePRO in genere arrivavo a 15-20h (quindi +/- una settimana) di utilizzo prima di ricevere l'avviso di ricarica.
Nei tempi di utilizzo batteria vanno SEMPRE considerati anche quelli di accensione e spegnimento che avvengono, è utile ribadirlo, anche nei momenti in cui si sposta la bicicletta (se vengono mosse le pedivelle e quindi accesi i pedali). Non sono quindi semplicemente le ore "pedalate". Il diametro del pod è stato ridotto di 3,5 mm passando dai 37 dei bePRO ai 33,5 degli Assioma. Questo accorgimento riduce al minimo le possibilità di interferenza tra suola scarpa e pod.
Rimane invece invariata la necessità di utilizzare tacchette Xpedo -come quelle fornite originariamente- o Look Keo originali. Esistono varianti (es Exustar) di tecchette PIENAMENTE compatibili Keo ma con tamponi laterali antiscivolo (in stile Shimano) che vanno in contatto con i pod. Queste ultime, è chiaramente espresso e ribadito nel manuale di istruzioni, vanno evitate.
Altro accorgimento e miglioria riguarda la scocca stessa dei pod che ora è più spessa e composta da una mescola meno "plasticosa" rispetto ai bePRO. L'accorgimento ha lo scopo di minimizzare l'insorgenza di danni estetici, questi ultimi invece abbastanza inevitabili sui pod dei bePRO.


Quindi effettivamente gli Assioma sono un prodotto "plug&play"? Ossia posso installarli e in poco tempo partire ed allenarmi?
La risposta semplice è sì.
Prima di passare a questa fase altri due dati e misure prima di passare alla "prima" installazione.


PESO
I Favero Assioma sono i pedali con misuratore potenza più leggeri sul mercato.
Il singolo pedale Assioma pesa 150g
A differenza di bePRO 156g, Vector 2 176g e Powertap P1 220g.
E' quindi un aggravio di peso minimo considerando il peso medio di un pedale (110-120g) non "ultraleggero".

Alta misurazione riguarda il fattore Q ossia, in questo caso parlando di un pedale, di quanto si discosta il centro di esso dal punto di fine corsa filettatura del perno. Visivamente l'ingombro del pod porta ad aumentare, con un effetto ottico, questa misura. In realtà è del tutto in linea (54mm) con quella di altri pedali tradizionali. Questi 1-2 mm "a disposizione" in più evidentemente sono stati anche il motivo per cui è stato scelto questo pedale poiché appunto permette l'alloggiamento di tutto il sistema di batteria e invio dati (nella foto sottostante il pedale Xpedo "originale").







ATTIVAZIONE e INSTALLAZIONE
Il primo passaggio e novità richiede l'utilizzo della app su cellulare (iOS o Android) con Bluetooth alla versione 4.0 o superiore.
E' richiesta infatti l'attivazione del prodotto che determina l'avvio del periodo di garanzia. In assenza di attivazione i pedali non funzioneranno.
La procedura è immediata e guidata e richiede pochissimo tempo. La lente in alto a destra (vedi immagini successive) avvia il pairing tra app e Assioma.
Una volta conclusa l'attivazione è possibile interagire con tutte le parti e funzionalità della app.
Sono in ogni caso presenti tutte le funzioni e opzioni del software gestionale (solo per sistema operativo Windows) dei bePRO.


Il pannello "Device" fornisce informazioni sull'identificazione degli Assioma




Il pannello "Settings" permette di modificare: lunghezza pedivella (fondamentale per il corretto calcolo del dato potenza), apportare eventuali correzioni sul dato potenza se si opta per compensare eventuali sovra/sottostime, funzionalità di conversione tra DUO a UNO e viceversa.


Il pannello "Firmware" permette l'aggiornamento degli Assioma.

Il pannello "Support" rimanda a tutti i link e collegamenti utili per l'utilizzo del prodotto.

L'app si dimostra quindi ben fatta, chiara e completamente funzionale.


L'installazione non richiede alcuna descrizione particolare. Scordatevi operazioni di coordinazione nel serraggio di leva dedicata e chiave a brugola da 8 mm con contemporaneo allineamento con pedivella come con i bePRO.
Il pedale ora si avvita e si serra con una coppia di serraggio compresa da 35 e 40 Nm, ossia quella richiesta dalla maggior parte dei pedali. Tutto qui!
Sono presenti rondelle da utilizzare nel caso di pedivelle con sede rientrante: l'utilizzo di questi spessori è necessario per evitare il contatto tra il pod e la pedivella stessa. Deve essere infatti visibile una "luce" > 1mm tra faccia interna del pod e superficie esterna della pedivella.

Il notevole vantaggio degli Assioma consiste quindi nel poterli montare in pochissimo tempo e quindi, volendo, spostare anche su più biciclette. Ciò con l'estrema facilità, alla portata di tutti, con cui si smonta e monta qualsiasi tipo di pedale. Altro vantaggio è la non dipendenza da particolari sistemi (es. movimento centrale per misuratori in guarnitura o guarnitura per misuratore su pedivella sinistra).
Il tutto è velocizzato anche dalla procedura di "autotaratura interna". Ne parlo a breve. Prima vanno fatti pairing e zeroing (o zero offset).

Il pairing è la semplice associazione tra Assioma e dispositivo ricevente (es. Garmin o similare con protocollo ANT+ oppure dispositivo BTLE). Il pairing è stato sempre immediato anche provando diversi dispositivi.
Dopo il pairing si passa allo zeroing o zero offset (impropriamente e comunemente definito Calibrazione). Questo va effettuato SEMPRE dopo ogni nuova installazione (es. se si smontano e rimontano su altra bicicletta o se si smontano e rimontano, per esempio dopo un viaggio o per altro motivo) e, in generale, è consigliata prima di ogni uscita/registrazione.
Come nel caso dei bePRO, anche gli Assioma, sono provvisti di un'automatica compensazione al variare delle temperature (tra -10°C e +60°C).
Per evitare problemi nello zeroing è sempre consigliato disattivare tutti i dispositivi non in uso (rimando ad articolo specifico).

L'autotaratura interna: questa fase, a differenza della "calibrazione dinamica" necessaria con i bePRO (rimando a recensione), non richiede alcuna procedura particolare. Niente x pedalate all'indietro per entrare in questa modalità, niente xy pedalate comprese in un determinato intervallo di riferimento cadenza per poterla chiudere (e non sempre si concludeva correttamente!).
E' però consigliabile svolgere questa parte pedalando da seduti su terreno pianeggiante e regolare.
Effettuate una decina di pedalate si visualizzeranno i dati cadenza e potenza. Tutto qua.
L'autotaratura interna si avvia in automatico (e quindi senza controllo da parte dell'utente) dopo ogni smontaggio e re-installazione. E' evidentemente una semplificazione notevole...bastano infatti le poche pedalate sopra descritte per completarla.















[VIDEO+TELEMETRIA] Breno-Bienno < 5min30sec

Peak Power 05min24sec (417watts)
Distance 2.431 km
Work 135 kJ
Average Power 417 watts
Average aPower 425 watts
NP 414 watts
Relative Intensity 1.187
Average Speed 27.1 kph
Watts Per Kilogram 6.60 w/kg
Gradient 5.0 %
Left/Right Balance 50.6-49.4 %
Average Cadence 88 rpm
W' Power 88 watts
Average Temp 19.6 C
5 min Peak Power 418 watts
Est. Power 411 watts

 Visualizzazione consigliata in risoluzione nativa di registrazione (720x 60 fps)



PM Favero Assioma (in video split spinta sx-dx)
Bici Planet-x RT-58 Carbon (lo 066 per chi mastica di telai orientali)
Peso 6.85Kg come in foto (con videocamera, Garmin 520 e gonfiatore emergenza). No sensori addizionali (quello velocità sarebbe stato utile per un dato più preciso nelle "pieghe").
Ruote carbon tubolare 38 mm+mozzi Novatec assemblate dal sottoscritto, pesantissimi -ma resistenti!- tubolari Tufo
"Kit aero" body, Giro Attack e Velotoze
Rapporti usati 50 x 25-23-21 



Misuratori di potenza, alcuni spunti e considerazioni aggiuntive



Una delle domande che ricevo con più frequenza è “Quale è IL migliore misuratore di potenza?”
Non esiste ovviamente una risposta univoca poiché troppe sono le variabili da considerare: rapporto prezzo/caratteristiche, locazione di installazione sulla bicicletta (guarnitura, pedali, mozzo, pedivella), trasportabilità su più biciclette, prezzo, peso, assistenza post vendita, facilità di installazione…solo per citarne alcune. 

Ogni casa dichiara margini di errore strumentale compresi in genere tra +/-1% e +/-2%. Questo presuppone che possa esserci una componente sommatoria in tale errore. 250W “misurati” sono un valore che può effettivamente oscillare tra 255 e 245W. Altri errori verosimili possono essere legati ad una inaccurata lettura del dato cadenza necessario per il calcolo da coppia torcente a potenza (in condizioni di forti vibrazioni, es pavé, strade sconnesse), interferenze e nativa gestione del flusso dato ANT+ (il dato viene registrato con campionamento 1’’ nella maggior parte dei dispositivi, i PM hanno una frequenza di campionamento superiore). In caso di misurazione monopodalica un valore che si discosti da 50%-50% di bilanciamento inserirà SEMPRE un errore aggiuntivo, in senso positivo o negativo, a quello POTENZIALE strumentale (poiché viene raddoppiato il valore misurato solo su un lato). In una situazione in cui l’arto sinistro spinge 120W (misurato e raddoppiato da misuratore mono, quasi tutti per semplicità e comodità “logistica” su pedale o pedivella sinistra) ma l’arto destro sta spingendo effettivamente ED IN QUEL MOMENTO (= il bilanciamento è un valore DINAMICO) 150W (bilanciamento ~45:55), il risultato del misuratore mono darà 240W quando in realtà ED IN QUEL SINGOLO MOMENTO il valore “reale” era 270W.
Uno dei problemi principali con l’utilizzo dei misuratori di potenza è avere a disposizione dati il più possibile attendibili e soprattutto la ripetibilità del dato registrato. Cruciale è in questo senso la capacità di compensazione delle temperature. Negli anni tutti i misuratori hanno cercato di migliorare questo aspetto.
Questo fattore è noto e già identificato in uno studio del 2004, comparando a quel tempo i principali e praticamente unici prodotti sul mercato (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15235334power output readings were noticeably influenced by temperature).

Una premessa importante quando si parla di temperatura e compensazione temperatura nei misuratori di potenza riguarda il dato registrato dai device (es Garmin):
1) la temperatura interna del PM e del Garmin sono valori differenti, potenzialmente similari ma ovviamente non uguali. Un misuratore con auto-compensazione temperatura lavora indipendentemente dal device collegato ad esso
2) le temperature registrate dai dispositivi di registrazione hanno in genere una NOTEVOLE latenza: provate a portare un Garmin da temperatura ambiente all’interno di un frigorifero. Attendete 5 minuti e riportatelo a temperatura ambiente. Il valore su display sarà ovviamente sceso ma con molta lentezza (e altrettanto lentamente risalirà).

Un’ulteriore premessa riguardo misuratori dello stesso modello: ogni misuratore fa “storia a sé”, ogni pedivella, pedale e mozzo ha caratteristiche strutturali (marginalmente) differenti che, in sede di taratura di fabbrica, possono dare differenti andamenti nella curva di registrazione (“slope”) associata a quel singolo prodotto. Quindi non solo misuratori differenti in base a propria locazione possono dare piccole variazioni nel medesimo dato registrato (es. comparando medesima uscita tra mozzo PowerTap  e Garmin Vector) ma anche tra medesimi modelli della stessa casa. A maggior ragione e in questo contesto di “differenze” ciò che risulta critico è la ripetibilità e accuratezza del dato.
 
da Tour International, giugno 2017, edizione online
   
In base a quanto osservato in questi anni con l’analisi settimanale di centinaia di file registrati da differenti misuratori di seguito elencherò alcuni pro e contro su questo aspetto, un giudizio “aggiuntivo” che può essere utile oltre alle considerazioni, personali, che ognuno può fare nel valutare quale sia IL miglior misuratore PER le PROPRIE esigenze. Per un minimo di criterio nella comparazione non andrò a dare un parere su prodotti per cui non ho/ho avuto un numero sufficiente di atleti differenti con quel prodotto/marca per avere un campo minimo di “popolazione”.
L’analisi prende spunto anche dalla possibilità con GoldenCheetah di inserire formule aggiuntive a quelle presenti di default e, in questo specifico caso, poter computare una stima potenza multi parametro utilizzando numerose variabili. Questa funzione è molto utile poiché immediatamente è possibile comparare il dato registrato con una stima dinamica (calcolata secondo per secondo).
In esempio grafico (tracciato giallo valore misurato, rosso stimato) la latenza di stima (10-12'') è data dalla latenza nel calcolo puntuale della pendenza (valore barometrico). Ciò che è più rilevante è la concordanza nei picchi, il parallelismo del valore stimato vs. misurato e il valore medio finale (metric aggiuntivo Est. Power). Nel caso specifico anche la velocità è da GPS, un sensore velocità darebbe potenzialmente un valore ancora più preciso nella stima.


Quale è innanzitutto il comportamento tipico di una deriva per mancata o incompleta gestione e/o compensazione temperatura?
In generale, se vi è una riduzione delle temperature si può assistere ad un POSSIBILE incremento e deriva dei valori registrati. Un tipico esempio è lo zeroing/procedura di “zero” svolto in un ambiente più caldo (es. rimessa biciclette in inverno) e poi uscita senza ulteriori zeroing (manuali o automatici) a temperature inferiori. In realtà ci sono situazioni e contesti con determinati PM in cui si assiste all’esatto opposto, resta come denominatore comune che spesso una variazione di temperatura non propriamente compensata comporta una deriva del dato registrato in un senso o nell’altro. Lo zeroing -su molti dispositivi indicata, un po’ impropriamente, come “Calibrazione”- è a tutti gli effetti una procedura essenziale per cercare di avere dati attendibili ed è del tutto paragonabile a quanto si fa comunemente con una bilancia: per avere un dato preciso va fissato un riferimento a “zero”, quindi senza carico, correlato ad una temperatura. E’ quindi compito, correttezza e coerenza nell’utilizzo dello strumento da parte dell’atleta farsi carico di questa procedura. Senza di questa è infatti possibile assistere a possibili derive e/o non accuratezza dati SE e FINCHE’ non interviene una procedura di compensazione interna al misuratore stesso (SE presente).
Oltre quindi a eseguire uno zeroing in partenza sarebbe spesso utile, e lo è in particolare con alcuni misuratori, eseguirne un secondo dopo 10-15 minuti di utilizzo quando le temperature “di esercizio” (anche l’esposizione ai raggi del sole, n.b. indipendenza temperatura registrata da device e temperatura PM esposto precedentemente) si sono stabilizzate. Oppure, e anche questo è sempre consigliabile, prima di determinati tratti ritenuti importanti (es. test o salita su cui cercare la massima precisione del dato).

POWERTAP (mozzi)
Forse uno dei prodotti che nella sua lunga evoluzione ha avuto buoni miglioramenti sulla riduzione di problemi di deriva. E’ anche un prodotto solido e “rodato”, inoltre per locazione e posizione relativamente “protetta” uno di più validi prodotti nell’uso fuoristrada.

POWERTAP (pedali)
Numero insufficiente di dati per una comparazione sul suo comportamento in caso di deriva; nella fase iniziale di gestazione ho visto parecchi problemi di funzionamento ma non so come sia evoluta la situazione al momento. Hanno il vantaggio, al pari dell’evoluzione dei Garmin Vector e degli imminenti Favero Assioma di poter essere installati senza alcuna procedura particolare.

POWER2MAX
Il prodotto dalla sua primissima introduzione ha avuto un notevole miglioramento tanto che la prima versione (ne avevo 2) permetteva un’opzionale (ma consigliato!) richiamo in casa madre e aggiornamento firmware per poter inserire un adeguato miglioramento nelle compensazioni temperature. Nei primi utilizzi ho notato anche sui miei dati notevoli derive soprattutto su salite particolarmente lunghe (no compensazione dinamica sommata a decremento temperature esterne). I più recenti prodotti di questa casa non sembrano avere problemi su questo fronte vista l’introduzione di una compensazione automatica, limiti forse solo sull’aspetto “peso” e facilità di accesso alla sostituzione batteria (le prime versioni invece avevano una certa fragilità nel vano batteria).

GARMIN VECTOR
Notevole la differenza nel comportamento tra prima e post upgrade che oltre a facilitarne notevolmente l’installazione (tenere fermo il pod cercando la corretta coppia di serraggio ha creato qualche disagio) ha ridotto, non sempre annullato, la tendenza a sovra o sotto stime prive il più delle volte di derive ma sempre costanti. Critico in tal senso è lo zeroing che richiede un po’ di attenzione così come le giuste coppie di serraggio. Le coppie di serraggio sono sempre critiche sia per i PM "a pedali" che nella viti guarnitura per i PM "a guarnitura". A voler essere critici l’introduzione di metrics aggiuntivi…crea spesso solo più confusione che reale beneficio considerando che per la maggior parte di questi non c’è un database o comunque una casistica solida in grado di generare riferimenti realmente utili al loro utilizzo. E’ un po’ il caso del “more is less”. In questi giorni Garmin ha annunciato un nuovo e ridisegnato Vector 3 con un sistema apparentemente privo di pod (quindi similare a Powertap e Favero Assioma).

FAVERO BEPRO
Non ho mai osservato particolari problemi di deriva del dato registrato a patto che l’installazione sia secondo i precisi e dettagliati canoni richiesti da questo prodotto. Il che ha messo in crisi alcuni utilizzatori. Come osservato nella recensione di 2 anni fa, al lancio di questo prodotto, era presente una certa tendenza costante a sovrastima (nell’ordine del 3-5%). Ho osservato questo andamento anche nella maggior parte di altri BePro in sede di analisi file allenamento/gare.

POLAR/ROTOR/LOOK, 4iiii/POWERTAP (guarnitura)
Non ho una mole di dati attendibile per un commento specifico.

QUARQ (in generale)
Tendenzialmente con un buon comportamento su tutti i fronti e cambi temperatura/quota, iniziali problemi di affidabilità nelle versioni più “anziane”.

STAGES V2 (V1 con difetto strutturale vano batteria, provvedono a necessaria sostituzione)
Con tutti i limiti di una misurazione mono è potenzialmente uno dei misuratori più efficaci in caso di compensazione temperature poiché dotato di compensazione automatica. Questo implica che non debbano avvenire particolari situazioni in modalità manuale (per altri misuratori: x secondi a 0 rpm, x numero di pedalate all’indietro) per avere un calibrazione “in movimento”. Il rovescio della medaglia di una modalità simile è il non controllo da parte dell’atleta/utente su questa procedura e quindi accettarne implicitamente il suo funzionamento; applicare zeroing “di sicurezza” sia ad inizio allenamento che in fasi particolari/considerate importanti in cui la priorità è ovviamente sulla precisione del dato rimane consigliato.

PIONEER
In realtà pochi “casi” ma in generale appare un buon prodotto, rimane l’anomalia, con pro e contro, di una misurazione cadenza “analogica” ossia con la necessità di installare magneti e sensori esterni. Da un lato è un piccolo inconveniente pratico (e se si perde l’allineamento sensori magneti il dato non può ovviamente essere calcolato), dall’altro evita i problemi in caso di vibrazioni (buche, asfalto sconnesso, pavé) che si possono verificare con gli accelerometri. In genere abbastanza preciso ed accurato, se vi sono errori di registrazione spesso appaiono molto evidenti.

SRM
Per anni considerato il “golden standard” del settore non è privo di criticità anche e soprattutto nella (necessaria) evoluzione a prodotto wireless. E’ abbastanza noto come questo misuratore abbia per esempio problemi di interferenza con particolari segnali di trasmissione RAI durante il Giro. Questo ovviamente non è un problema per un utilizzo “amatoriale”. In genere rispetto ad altri misuratori il dato risulta spesso più “normalizzato” e privo di picchi, ciò ovviamente può dipendere anche dall’associazione con specifico device oppure no. Non è esente da possibili derive in positivo o negativo con variazione temperatura.

GF Gimondi 2016 vs 2017. Quando i watt medi non dicono tutto.

Alcune premesse prima di cominciare: la prima riguarda la tipologia di gare ossia il fatto che gare outdoor, per definizione, si svolgono sempre in condizioni e variabili differenti. Ne consegue che un vero raffronto per essere tale deve tenere in considerazione, per quanto possibile, queste variabili ossia definire un contesto.

La seconda premessa riguarda in maniera differente ancora il concetto di contesto: quello che spesso osservo in chi si approccia all'utilizzo di un misuratore di potenza e/o pensa di avere buone competenze nell'utilizzo di questo strumento è la tendenza a ricercare un singolo numero, un metric, un singolo parametro come sintesi del tutto, un omogeneizzato contenente spesso più del reale significato di questo singolo numero.

In questo articolo raffronterò due prestazioni sul medesimo percorso (GF Gimondi, percorso corto, ~90 Km). Separate da un anno e in condizioni meteo (variabili= contesto) differenti e volendo più ostiche (temperature inferiori, discese umide nel 2017 rispetto al 2016): a parità di watt medi vi sono stati differenti riscontri cronometrici. La prima domanda logica dovrebbe essere, come e perché questo può avvenire?

Analizzerò e descriverò sinteticamente quali sono state le reali differenze, ossia come il solo valore watt medi, NP o W/Kg, sia insufficiente e non esaustivo, se preso/i singolarmente nel qualificare una prestazione.

Infatti per creare un adeguato contesto è necessario un parametro descrittivo ALMENO di due variabili da tenere in considerazione cioè la… variabilità e la distribuzione dello spettro di intensità. Questa contestualizzazione è rilevante nell’identificare particolari distribuzioni e/o la presenza (o non presenza) di polarizzazione/i di intensità.

Partendo dal generale per poi osservare nel dettaglio alcune sezioni di percorso quello di seguito è il grafico riassuntivo relativo alla gara del 2017: in giallo è definito il tracciato potenza, in marrone il profilo altimetrico, in celeste il tracciato cadenza mentre in rosso l'andamento della capacità W’ ossia del lavoro (in kJ, p*t) sostenibile oltre l'intensità CP (la “soglia” Critical Power, qui altri link -1- -2- relativi a questo concetto).



Di seguito la comparazione di alcuni tratti principali del percorso raffrontando la prova del 2016 con quella del 2017.

Tratto
2016
2017
NOTE
“salita” Colle Paste
6’30’’ @ 374W medi, 85 rpm, picco 785W
6’13’’ @350W medi, 87 rpm, picco 667W
2017 più coperto pur rimanendo sempre tra la 10^ e la 20^ posizione, minor dispendio nella prima parte e nei rilanci rispetto al 2016
Colle Gallo (effettivo da bar/incrocio vecchia strada da municipio Casazza)
16’52’’ @ 343W medi, 82 rpm, picco 707W
16’32’’ @ 351W (5,4 W/Kg) medi, 84 rpm, picco 623W
Gradualmente recuperando posizioni dalla 10^ circa fino a scollinare in 4^. Ritmi molto più regolari ma veloci, incremento solo nell’ultimo Km. Nel 2016 sfilato dai primi 20-25 all’ultimo Km
Selvino (da rotonda a rotonda)
28’10’’ @ 317W medi, 82 rpm, picco 744W
26’33’’ @ 332W* (5,1 W/Kg) medi, 86 rpm, picco 725W *in un contesto/tratto continuativo >20’ diventa logico e possibile utilizzare anche il riferimento NP in questo specifico caso 334W 
2016 con abbandono primo gruppo in località/chiesetta S.Vito, il primo tratto cruciale (esattamente 1/3 del tempo di ascesa, quindi anche un buon riferimento proiezione). Delta ampio tra watt prima metà e seconda metà ascesa (326 vs 307W). Nel 2017 sempre nelle prime 5-6 posizioni con allungo nel finale (curva stazione ecologica) seguendo i primissimi; pagato un po’ poi nell’attraversamento paese sfilandomi di 5-6 posizioni. 3° miglior tempo scalata nel percorso corto Quasi perfetta simmetria tra prima e seconda metà salita (334 vs 332 W)
Ultimi 18 Km
282W medi, 90 rpm, 44,3 Kmh
284W medi, 93 rpm, 44,7 Kmh
Contesti diversi, secondo gruppo ristretto nel 2016, primo gruppo di 7 ad inseguire il fuggitivo nel 2017. Tra i 7 2 compagni di squadra del vincitore che da 20-25’’ di vantaggio iniziale (dopo bivio separazione percorsi) ha più che raddoppiato il vantaggio. Velocità 2016 vs 2017 (e anche in questo caso watt medi) del tutto similari.
TOTALE
2h25’44’’ @276 W medi
2h22’12’’ (-3’32’’= delta 2,4%) @ 273 W medi, 305 W NP, 4,21 W/Kg
né la differenza in NP
né in W/Kg "copre"
la differenza/delta del 2,4%
nella prestazione velocità




A livello tecnico non vi sono state particolari differenze: i mezzi utilizzati pur essendo diversi avevano infatti medesimo peso mentre identico è stato il misuratore di potenza adottato (Stages DuraAce). Anche il peso delle ruote, pur essendo differenti risulta sostanzialmente del tutto similare. Nel 2016 ho utilizzato ruote con cerchi in alluminio con profilo di 35 mm mentre nel 2017 utilizzato ruote con cerchi in carbonio ma dal profilo di 50 mm. In entrambi i casi i cerchi erano per copertoncino. Anche questa variabile, ossia la copertura utilizzata era la medesima (Vittoria Diamante Pro da 220 TPI).
A livello di vestiario: medesimi sono stati i copri scarpe che possono avere un'influenza sull'aspetto aerodinamico considerando le medio elevate velocità su un percorso dove le salite vengono affrontate a velocità tali (~20+ Kmh) per cui anche l'aspetto aerodinamico risulta ancora rilevante. Ho adottato un casco non aero, a differenza del 2016. Migliore invece è stato l'abbigliamento molto più aderente e calzante quasi come un body (ottima nuova maglia skinny fit e pantalone abbinato di Flandres Love).


La prima osservazione è che la differenza cronometrica è nata sicuramente sulla 3^ salita (Selvino) ma non solo ossia anche nei tratti di trasferimento che però sono stati gestiti in maniera ancora meno dispendiosa rispetto al 2016 (medesimi watt espressi, maggiore velocità).


Qui la previsione, sfruttando il modello CP+W’ delle proiezioni sostenibili per le durate delle (2) salite principali. NB non è necessaria la normalizzazione su quota (ho lasciato una colonna esemplificativa…ve ne sono numerose altre) poiché la salita principale ha sfiorato ma non raggiunto questo riferimento altimetrico.



Per ultimo ma non meno importante il raffronto della distribuzione dell'intensità.
Nel primo grafico sono indicati gli istogrammi escludendo i valori a zero watt (2016 in celeste, 2017 in giallo).


Nel secondo grafico ho incluso anche questi valori. E’ rilevante il delta a 0 rpm/ 0 watt incrementato del 3% rispetto all’anno precedente (2016 in celeste, 2017 in giallo).


Ogni singola colonna è rappresentativa di un intervallo di 5W.
E' particolarmente evidente come a) quando è stato necessario "spingere meno" l'ho fatto in maniera ancora più marcata rispetto al 2016....e viceversa con wattaggi medi compresi e superiori a CP (330-335W) sostenuti per tempi superiori b) si siano ridotte drasticamente le permanenze nello spettro compreso tra 275 e 335W. Ossia, quando possibile sono rimasto più a lungo sotto il primo riferimento per poi avere la possibilità di rimanere per più tempo (e con maggiori velocità in salita) nella seconda quota di intensità.

Quali sono quindi le osservazioni e gli spunti?

1) Innanzitutto il fatto che due prestazioni con uguali o molto similari valori di potenza media possono differire anche in maniera abbastanza concreta nel riscontro cronometrico. Questo è tanto più evidente quanto maggiore sarà la durata dell'evento (a parità di delta differenza).

2) L' importanza spesso trascurata della variabilità e distribuzione dell'intensità espresse. Come ben evidente dai grafici sopra riportati una maggior polarizzazione nel carico, a parità di valore medio finale, ha comportato un minor dispendio energetico (semplicemente perché minore è risultato il tempo totale!) e una maggior facilità nel gestire senza flessioni le due principali asperità del percorso corto.

3) Come ben noto e più volte riportato in altri articoli e autori (esempio) una miglior prestazione è molto spesso il frutto di una maggior economia nello sforzo, spesso questo aspetto è particolarmente evidente nell’osservare il tempo a zero watt/rpm. Questo parametro è anche l’indice diretto di una gestione più coperta e conservativa (quando e dove possibile...vale a dire NON in salita!) nelle fasi in cui è meno rilevante e importante appunto incrementare il proprio dispendio energetico ossia andare ad adottare intensità/watt superiori. Non si migliora solamente incrementando i propri watt….ma gestendo questo incremento “sfruttandoli” e “usandoli” dove necessario.


4) Dal punto precedente ne consegue anche una maggior brillantezza e possibilità (potendo sfruttare maggiori recuperi, anche brevi e brevissimi) per essere maggiormente pronti nel cambio di intensità a differenza di una prestazione più "appiattita" su valori medi (e più vicini, per lassi di tempo superiori, al valore medio finale) e più costanti.
In parole povere va sfruttata a proprio favore la “stocasticità” che è tipica di tutti gli eventi/gare ciclismo escluse le prestazioni in cui è invece più economico mantenere un valore stazionario/isopotenza (particolari prove contro il tempo, cronoscalate lunghe e/o con pendenze particolarmente costanti).


5) Un approccio più attento al tasso di utilizzo W’ ossia mantenendo una pendenza costante nell’utilizzo (quando necessario e possibile*) di questa capacità “extra”.
Sono necessari accorgimenti particolari (es widgets/campi dati sul proprio Garmin) o altro? Assolutamente no, ho guardato FORSE 4 o 5 volte il valore medio potenza lap (riferimento NP dopo 20' Selvino, vedi nota sopra) su entrambe le salite solo per accertarmi di rimanere sui valori di proiezione. Non è servito altro né tanto meno francobollare il mio naso sul Garmin. Il dato potenza va SEMPRE rapportato a proprie sensazioni/RPE in corsa. Il dato oggettivo (watt) serve da feedback e contro feedback alle proprie sensazioni...non l’opposto.

* CP+W’ offre la possibilità di una stima precisa sul carico sostenibile per lassi di tempo inferiori a quanto tipicamente sostenibile CP (25-35'), ciò non esclude la possibilità sfruttando ancora Cp e W’ di prevedere anche la sostenibilità per lassi di tempo in cui non si superano le intensità CP e/o non è questo possibile per minori possibilità di assorbimento O2 (altitudine/quota= minor pressione O2= minor saturazione negli scambi gassosi).


6) Come nasce la possibilità di una gestione più polarizzata in gara? Da allenamenti decisamente più ...polarizzati (vedi precedenti link). Nelle mie personali sessioni di allenamento non c’è traccia PERSISTENTE ormai da un paio d’anni, anche in considerazione delle tipologie di gara affrontate, del “falsamente mitizzato” medio. Questo non significa che le intensità medie vanno abolite (rimando a link) ma che non è pensabile ottenere miglioramenti sullo spettro di intensità...limitando l’approccio a valori di “comfort” e/o focalizzandosi quasi esclusivamente su un ristretto spettro di intensità. La differenza tre performance e durata è solo nell’adattamento metabolico alla seconda: un soggetto con maggiori capacità aerobiche potrà sempre rimodulare l’intensità su durate superiori adottando semplicemente strategie di distribuzione e apporto energetico funzionali ad una maggiore durata. Viceversa un soggetto con un “tetto” più basso nelle proprie prestazioni...partirà sempre con un gap/handicap. Ma l’unica via reale per cercare di migliorare questo gap è appunto l’incremento delle proprie capacità di “tetto”, non quelle comode/di comfort sotto di esso.

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