massarob.info: 2015
Visualizzazione post con etichetta 2015. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2015. Mostra tutti i post

RIASSUNTO-"DIARIO"-ANALISI DI FINE ANNO, INFO(GRAFICA) E POSSIBILI SPUNTI

dicembre 31, 2015
RIASSUNTO-"DIARIO"-ANALISI DI FINE ANNO, INFO(GRAFICA) E POSSIBILI SPUNTI


Doverosa premessa, l’articolo (più grafico che scritto) qui proposto ha lo scopo “divulgativo” di evidenziare alcuni parametri e valori,  partendo dai miei dati 2015 (quindi n=1) per contestualizzare quanto svolto e poter ragionare su eventuali modifiche o aspetti che reputo possano essere utili per tutti.

Migliaia di ciclisti avranno percorso una distanza o un dislivello maggiore, non è una “gara” a chi “ne ha fatti di più” ma una, spero utile, visione del COME più che del QUANTO. Con alcuni piccoli spunti.

Metrics generali, quelli semplici, quelli “da bar” (si potrebbe dire quelli di Strava...)


2014 vs 2015 (piccole disrcepanze con Veloviewer a cui appunto mancano 3 gg)

C’è chi obietterà: chilometraggio "impossibile" quando si lavora e si ha una famiglia.
Di lavori ne ho due (2) uno con orari fissi (scuola) e uno gestibile (preparazione atletica). Per fare un esempio da gennaio a giugno 2015 (ma anche nei 2 mesi precedenti tale periodo) il mio impegno settimanale a scuola è stato di 25h/settimana, più viaggi, più eventuali riunioni e le ore "extra lezione frontale". A questo monte ore se ne aggiunge uno del tutto simile di 5h/gg per 6 gg alla settimana (il sabato me lo tengo libero, GRAZIE) per la preparazione. La differenza sostanziale sta nel poter gestire il secondo 50% del monte ore. Generalmente “spalmandolo” dalle 16 alle 22 (domeniche incluse).
359 pedalati o (pochi) corsi -a piedi- I gg di stop a gennaio sono per malattia, quasi inevitabile lavorando a contatto con decine di adolescenti e preadolescenti. Il 9/6 probabilmente è stato di "stacco" dopo settimane intere a 50-60h di "carico" (non in bici!)
Come (distanza, dislivello, tempo) macro visione

E’ cambiato qualcosa in maniera drastica da giugno a settembre avendo, in questo periodo, la possibilità di gestire al 100% le ore lavorative? Non in maniera sostanziale, in prevalenza ANCHE perché da maggio a settembre le gare sono quasi tutte le settimane (LINK). Ovvvimente le temperature più elevate favoriscono maggiori escursioni e dislivelli.
La giornata tipo è (è stata) quindi abbastanza “fissa”, al rientro alle 13.30 scattava l’allenamento per 2h30 max 3h. La gestione “alimentare" è (è stata) abbastanza semplice: colazione la mattina (base carboidrati, quando si ha qualche esperienza all'estero si comprende come da noi questo pasto sia sottovalutato!), colazione infra-mattutina (es. frutto), caffè pre allenamento (ormai SEMPRE!), spuntino post allenamento, cena. 
esempio di ottimale gestione alimentare post allenamento
 
Tale struttura rimane pressoché invariata anche ora in cui (da settembre) il monte ore scolastico si è ridotto e, di riflesso, quello preparazione più gestibile. Vi sono altresì dei gg in cui l’impegno scolastico è di 11-12h (viaggi inclusi) e spesso questo significa una sveglia alle 5.45 e una rullata…pre-colazione e viaggio.
https://www.instagram.com/p/_TNgkww0C2/
Nulla di particolarmente difficoltoso, c’è di peggio...non lavoro in miniera.

Dislivello: la logistica aiuta, il dover fuggire a zone trafficate anche

...ok il fondo valle devo comunque farlo per trasferirmi!

il 95% delle gare che affronto e ho affrontato negli ultimi anni sono esclusivamente in salita…3h di pianura sono quindi una rarità (e non rientrano nella mia forma mentis ciclistica…). Il 95-99% degli allenamenti sono “da solo” quindi questo significa... avere 2 ruote sempre su una pendenza, tranne negli importanti (più degli altri!) gg di "scarico".
Stanchezza: in media in una mattina scolastica (trasferimenti, preparazione materiale ad ogni ora, ecc…ecc) cammino dai 4000 ai 5000m, molto spesso anche di più. 
passi...c'è chi dirà che sono ininfluenti..bhe dipende sempre da quanti e come (= con quale "ripetibilità" nei gg)
 
Sommandosi su più gg non è un carico indifferente ma dopo un paio di settimane ci si abitua. Nei gg in cui però non sono a scuola…cerco di camminare il meno possibile e applico il principio del “se puoi sederti, siediti, se puoi sdraiarti...ancora meglio”.

Don't walk if you can stand. Don't stand if you can sit. Don't sit if you can lie down.
Sonno: punto debole per molti amatori. In un mese per stress e/o sveglie anticipate (vedi rullate pre 6) conto sulle dita di una mano le notti in cui dormo meno di 7h con una media di 8h. Questo aspetto è spesso il più sottovalutato. Non esiste alcun "integratore" per il recupero migliore del sonno...in più è a costo zero.
Quando vedo mail inviate a orari assurdi della notte (io le vedo la mattina…) mi rendo subito conto di quanto spesso l’amatore concepisca l’allenamento come le x ore col sedere sulla sella. La parte FONDAMENTALE dell’allenamento sono le x ore che intercorrono tra un input/stimolo allenante ed il successivo. Quando posso e se ne sento la necessità dormo (riposini) anche solo 15-20’.

SPUNTI: organizzare ed ottimizzare il proprio tempo a disposizione può portare ad un possibile incremento nel volume di carico. Questo però dev'essere realmente SOSTENIBILE e quindi non intaccare la possibilità/necessità di RECUPERO E RIPOSO. Senza questi ultimi due non c'è reale carico/allenamento sostenibile. E' molto semplice e banale, ma spesso, molto spesso, sottovalutato.

Aspetto energetico, lavoro ed intensità
Un misuratore di potenza misura il lavoro (p*t) svolto. Considerando l’efficienza meccanica della pedalata (~20-24%, la rimanente quota è dispersa in calore) ed il rapporto di conversione kJ->Kcal è possibile fare alcune considerazioni ed approssimazioni sul consumo calorico.


The efficiency of cycling humans is between 20-25% (so your body’s many systems and inefficiencies burn 4-5J of energy for every 1J you deliver to the pedals).
This means we should divide any “measured joules” figure by 0.2 to 0.25 to get it expressed as “real joules”.
By a happy coincidence, a calorie is ~4.18 joules, so to turn the “real joules” into calories we’re about to do broadly the opposite (a joule is 0.24 of a calorie).
For a human with 24% efficiency, you can cancel the last two steps exactly, so that measured joules = real calories. Since the range is 20-25% efficiency this is an underestimate (lots of people will burn more calories than the calculation suggests, but few will burn less).





Approfondendo e utilizzando un indice di intensità/distribuzione tra le zone (per semplicità definendo 2 zone una più "metabolica" e una più "intensità").



e sovrapponendo questo valore ad una GENERICA* distribuzione dell’utilizzo dei substrati energetici su intensità posso anche stimare questi “consumi”.

*solo un metabolimetro ed una misurazione sotto sforzo può dare valori personalizzati sula precisa distribuzione dell’utilizzo dei differenti substrati energetici
 


E quindi ipotizzare che circa il 40-45% dell'apporto energetico è stato a carico di substrati energetici ad elevata disponibilità, "grassi" (acidi grassi e trigliceridi), il rimanente su substrati più "deperibili" ossia glicogeno in circolo, muscolare ed epatico (in pieno stoccaggio ~400-500g). Questo perché anche a basse intensità (2 grafici sopra, linea e aree in verde) ~1/3 della richiesta energetica è a carico comunque del substrato "glicogeno" (vd grafico appena sopra).

NB rapporto An/Ae..."(Cycling) is an aerobic sport, damnit!" cit. A.Coggan

Considerando un lavoro medio di 1300KJ giornaliero, valore che è rapportato ovviamente sia a volume che in misura non secondaria ad INTENSITA', è quindi mediamente rilevante l'apporto dei substrati energetici glicogeno. Senza questo substrato è impossibile mantenere continuità e ripetibilità di carico per settimane e mesi.

SPUNTI: molto spesso gli amatori, più per moda che per reale necessità, tendono a entrare in spirali di "avversione" verso determinate categorie di cibo, ignorandone le basilari funzioni energetiche. L'attività aerobica, e quindi per definizione protratta nel tempo e con variabili più o meno ampie di intensità, non può prescindere da una corretto e non rischioso riequilibrio dei substrati energetici utili al lavoro muscolare. Spesso quelli che vengono avvertiti come DOMS (e lo sono) non sono altro che gli effetti di un processo catabolico derivante da una alimentazione povera in carboidrati e/o sbilanciata sugli altri macro nutrienti. Tutti bene o male hanno riscontrato DOMS durante allenamenti (più spesso post gare...lunghe), ma questo fenomeno è assai raro in uno sport privo di impatti (suolo, avversari) come il ciclismo: nella loro fase acuta sono il manifestarsi di uno stato quasi sicuramente catabolico (es post GF lunga ed impegnativa); se sono un evento cronico la più che probabile manifestazione di un incorretto apporto calorico ed alimentare.
Questo secondo caso può incidere sulla qualità della vita del soggetto (es. il SNC necessità di zuccheri per lavorare) e, secondariamente, sulle prestazioni sportive del soggetto (che vengono sempre dopo la salute...).

Trends e carico, metrics più "evoluti"
Sottotitolo
possono dire molto, poco...o assolutamente nulla se non contestualizzati (es lampante CTL)

Parto da questo primo grafico: andamento azzurro CTL, in giallo e rosso lo split con TISS (stress)  differenziato tra input aerobico ed anaerobico. Ovviamente utilizzano tre scale (asse Y) differenti.
Partendo dal solo CTL (carico "cronico", cumulato su 28 gg) è evidente come il valore è stato condizionato dai gg di stop per influenza/malattia e dalla GRADUALE (e sempre consigliata così) ripresa. Idealmente quello sarebbe stato quindi un periodo di maggior "freschezza" ma ovviamente, contestualizzando quanto avvenuto, è evidente che non sia stato così e siano state invece necessarie un po' di settimane di carico progressivo prima di poter affrontare un corposo blocco di carico (unimodale e polarizzato, tema di prossimo articolo) prima di un blando tapering/scarico pre gare (da maggio). Considerando tipologia, durata e frequenza (quasi settimanale) delle gare svolte è ovviamente necessario un buon bilanciamento tra richiami e tapering ((LINK GARE SVOLTE).
CTL è oscillato quindi tra poco sotto i 100 p.ti e 133.
Più interessante l'andamento separato (modello CP) tra input aerobico ed anaerobico qui si evidenzia il maggior impatto delle gare e come effettivamente il carico puramente aerobico (e di costruzione) sia arrivato all'apice prima dell'inizio delle gare per poi mantenersi stabile e incrementare invece nella componente anaerobica (su scala differente, le variazioni sembrano molto marcate ma l'andamento va letto appunto sulla corrispondente scala di valori). Il carico anaerobico è stato "ravvivato" sia da eventi gara che da opportuni richiami con intensità simili a quelle richieste in queste.

SPUNTI: il solo andamento CTL/TSS/SB (o metrics similari) può/possono essere utile/i per l'analisi del solo input di allenamento a sé stante, non prende in considerazione (e per sua natura è ovvio che sia così) tutto il processo di effettivo allenamento e variabili extra carico/sedute. Questa contestualizzazione va sempre però mantenuta per non svincolare quello che è lo stress allenante dagli stressor quotidiani. E in un soggetto amatore i secondi sono più rilevanti (e variabili, inter soggettivamente) dei primi.
La dissociazione tra carico/stress aerobico e anaerobico, al pari del modello CP+W' (LINK ARTICOLO), può evidenziare aspetti che un singolo parametro aerobico (es FTP) non può quantificare. Reputo questo aspetto utile ed interessante in quanto il principio della specificità di gara e allenamento può essere maggiormente approfondito proprio osservando questi parametri (specificità di gara-> specificità nel carico allenante-> osservazione, eventuale rimodulazione)


"Best" sul profilo potenza e altri parametri: in questo riassuntivo dati alcune cose possono essere interessanti, in maniera relativa. Perché relativa? Perché per esempio è palese come un maggior tapering/scarico (valore positivo in parentesi di fianco ai singoli riscontri watt) influisca positivamente sulla prestazione anaerobica (es MMP1') ed aerobico/anaerobico "misto" (MMP5-8', qui il sistema anaerobico può coprire anche un buon 20-25% del lavoro svolto, in maniera tanto più elevata quanto è elevato W').

Su durate aerobiche submassimali (>MMP20') molti dei valori "top 10" sono stati realizzati anche in assenza di una vera e propria fase di scarico. Questo aspetto è spesso sopravvalutato e può comportare un eccessivo decadimento del carico allenante nella/e settimane a ridosso di eventi di media-lunga durata dove sono più determinanti (specificità) le capacità aerobiche submassimali e non quelle anaerobiche.
L'analisi dei "top 10" può anche essere utile per evidenziare eventuali outlier dati da sovrastima misurazione, effetto che può influenzare maggiormente i valori su lassi di tempo ridotti (es <MMP2'). Anche in questo caso è sempre opportuna e necessaria una contestualizzazione. Esempio i due valori massimali MMP1 sono stati realizzati effettivamente su tratti massimali di 1', gli altri valori no.
Per quanto riguarda lavoro e dislivello non ci sono particolari annotazioni se non che il 24/4 è stato veramente l'unico gg volutamente "lento, lungo e con dislivello"


Confronto curva MMP 2014(fucsia) vs. 2015(azzurro)
A fronte di una minor esplosività in ambito puramente anaerobico, c'è una  stabilità e in parte miglioramento su tutto lo spettro aerobico massimale e submassimale (MMP5-30' e oltre). Specificità: le gare in salita a cui partecipo hanno una durata media di 18-20', vi sono anche gare più lunghe con salite di ~60' ma il miglioramento aerobico generale ha comportato un miglioramento nella performance (sia cronometrica che in watt) anche su queste durate.
L'inserimento di nuovi carichi allenanti orientati alla massima sostenibilità di un carico aerobico massimale (vd letteratura Billat) e di input/sostenibilità ( = lavoro, potenza *tempo) quanto più prossimi alla cinetica lenta di Vo2 ha dato un apporto positivo.



Peso/% massa grassa:
non ho valori né grafici su questo parametro ma tendenzialmente il primo valore (che è comunque sempre relativo) oscilla tra i 64.5 e 66.5Kg, la % di massa grassa, parametro più rilevante, varia tra il 6.5 e 9.5%.
Delta del 3% e di 2 Kg che confermano anche un mantenimento sostanzialmente lineare della massa muscolare.

Alcune risposte "veloci"
sfrutto quest'ultima parte per inserire e possibilmente integrare alcune risposte date sulla pagina FB (LINK):


Aggiungo solo alcuni punti: magio di tutto (tranne funghi e salame...per questo secondo perdo 1% di brescianità), non peso nulla di ciò che mangio, misuro quanto mangio in piatti...Pesassi 63Kg e col 5% di grasso cambierebbe qualcosa? Forse, ma sicuramente non il fatto che ogni domenica alle 16 devo cominciare a lavorare o che alcune mattine debba spiegare cos'è il Beep Test o un tap nel touch rugby. Anche l'aspetto "agonistico" va sempre...contestualizzato.

  
Piccolo e veloce approfondimento sulla mia risposta:
per quanto riguarda il massaggio:

Foam, automassaggio: utile perché combina i benefici del massaggio con la praticità di poterlo svolgere ogni qualvolta lo si ritenga necessario e con pochissimi e basici strumenti e tecniche (nel materiale di allenamento fornito indico alcuni esercizi).
Stretching: la sua funzione non è né sovrapponibile né sostituibile ad un (auto) massaggio, in questo secondo caso l'obiettivo è più legato a flessibilità e mobilità, andando ad agire in modo meno profondo anche sulla massa muscolare. Utile, anzi utilissimo per lavorare su errate posture e/o scarsa flessibilità, non è una pratica e "strumento" che può coprire tutte le esigenze di recupero e trattamento muscolare.

Prossimamente aggiungerò altro ma se la tua resistenza ti ha portato a leggere tutto questo "articolo/diario", complimenti!

Nistisino: Sulzano fino al bivio S.Maria

agosto 20, 2015
Nistisino: Sulzano fino al bivio S.Maria

Garmin Vector Upgrade 2

agosto 08, 2015
Garmin Vector Upgrade 2
Con molta attesa e un pre-ordine di alcuni mesi, è finalmente arrivato in stock e vendita per tutti gli utenti l'upgrade per i pedali Vector e quindi la possibilità di passare al sistema II.
Essenzialmente questo comporta una notevole facilitazione nell'installazione dei pod, elemento che ha messo in difficoltà e/o ha creato alcuni problemi nella versione precedente. Nella versione I era cruciale mantenere a) una corretta coppia di serraggio e contemporaneamente b) mantenere nella corretta posizione i pod che andavano a frapporsi tra perno pedale e pedivella (con o senza una o più rondelle addizionali a seconda della pedivella a cui il sistema andava ad accoppiarsi).
Nella nuova versione i pod si installano DOPO aver potuto chiudere i pedali e il tutto è sicuramente più semplice oltre che veloce.
Inoltre nell'aggiornamento è incluso un set di cartucce e boccole che DOVREBBE eliminare/ridurre il gioco che veniva a crearsi tra corpo pedale e perno. L'operazione di installazione/aggiornamento dei componenti interni è indicato come opzionale e la sua descrizione è presente nelle istruzioni originali, ossia non in quelle del kit di aggiornamento ma nella versione I.
Appena ho ricevuto il kit ho installato il tutto in non più di 10 minuti (foto incluse), di seguito i passaggi:

1) Primo passaggio, svitare il pedale dalla pedivella. Ricordarsi che il collegamento con il pod si disconnette automaticamente una volta che il pedale si svita, non serve forzare su questo componente (qualcuno, così facendo l'ha rotto, d'oh!)



2) Inserire il tool per smontare il perno pedale in una morsa da banco o similare. Ora questo attrezzo viene fornito con il kit (questo, nero è Exustar). Andava benissimo usare come ho fatto in passato per la manutenzione dei pedali anche la chiave sempre in materia plastica per i pedali Shimano. I due attrezzi sono praticamente identici e svolgono la medesima funzione

3) Inserire bene (e a fondo) la ghiera pedale nella chiave, svitare nel senso (differente tra sx e dx) per separare anima interna (perno+cartuccia) dal corpo pedale

4) Il copro pedale ora smontato, non ci serve

5) Cartuccia e perno non ancora smontati

6) Toglierli dalla chiave plastica e usare le due chiavi inglesi per svitare il dado 8(mm) in testa alla cartuccia. Anche in questo caso ricordarsi che il perno sx e quello dx hanno opposta direzione di apertura e chiusura


7) Voilà, boccola, parapolvere e cartuccia... e un bel perno da ~4-500€

8) Elementi nuovi da sostituire: parapolvere, boccole, rondelle da inserire prima del dado 8 mm, 2 dadi 8 mm differenti per colore (nero e argento)

9) Inserire parapolvere (è conico quindi ha un inserimento corretto e uno no) e boccola, anche in questo caso un inserimento è corretto, diversamente non arriva a fine perno

10) Ingrassare il perno, infilare la cartuccia sul perno spingendo un po' (già qui rispetto a prima c'è meno gioco), chiudere il dado 8mm precedentemente svitato 



 11) Prima di procedere ad installare il pedale inserire la rondella (nella foto l'elemento blu-violetto), che serve evidentemente da spessore e "spalla" per andare ad applicare il pod. Peccato perché in questo scenario il fattore Q diventa uguale se non leggermente superiore alla versione I 

11) Avvitare il pedale prima a mano poi usando la dinamometrica arrivare alla coppia di serraggio richiesta, questa non varia rispetto a prima ed è 34-40Nm. In assenza di questo strumento la chiusura deve essere energica e decisa pena la sottostima dei valori. Diversamente eccedere la coppia di serraggio non crea problemi nella ripetibilità e attendibilità dei valori. Per altro chiudere "di più" è ora meno meno rischioso poiché non si corre il rischio di "pinzare" il pod (e romperlo, visto anche questo) che andava a chiudersi tra perno e pedivella


12) Inserire il cavo di collegamento tra pod e perno pedale, successivamente chiudere il pod con la vite a brugola fornita, nella foto è ancora "aperto" e senza vite

13) Accertarsi che vi sia luce tra cavo (retro pedivella) e catena quando questa è sul massimo rapporto. Diversamente inserire altra/e rondella/e oltre a quella blu/viola obbligatoria

FAVERO bePRO - IL TEST giorno per giorno

luglio 10, 2015
FAVERO bePRO - IL TEST giorno per giorno
Similmente a quanto fatto in passato per i Garmin Vector (LINK) inizia da oggi la prova di questo nuovo misuratore made in Italy.

Ringrazio, come già fatto sulla mia pagina Facebook (LINK), tutti i ragazzi che mi hanno gentilmente segnalato come preparatore e "tester" e ovviamente un grosso ringraziamento anche a Favero (LINK UFFICIALE AL PRODOTTO) per la cortese e interessantissima opportunità!


DAY 0, l'arrivo e l'unboxing

L'unboxing parte ovviamente dalla scatola, "voluminosa" (40x16x10 cm) e decisamente "piena", fortunatamente di tutto l'occorrente. Nulla manca per poter montare i pedali (a differenza per esempio di Vector inizialmente sprovvisti di dinamometrica ad ago e zampa di gallo)



Al "primo piano" i pedali

Nei successivi scompartimenti i primi utensili e l'importante sticker contenente le informazioni per il pairing (fondamentale il codice da inserire a mano dovendo gestire più misuratori come farò nelle prove dei prossimi giorni)


Il corpo pedale, evidentemente prodotto da Xpedo


Reparto "elettronica" a sinistra con alimentatore a doppia uscita USB, 2 cavetti USB per il collegamento di alimentazione ai pedali, diversi plug per collegamento alla rete elettrica (utilissimi  in caso di viaggi all'estero). A destra il reparto "meccanico" con tacchette (sempre Xpedo), rondelle da dover inserire EVENTUALMENTE tra pedale e pedivella, sticker da applicare alle pedivelle per il corretto allineamento dei sensori di misurazione


Manualistica cartacea (online anche la versione scaricabile in PDF) e strumenti per l'installazione degli sticker su pedivella/e





4 sticker pedivella, 2 coperchietti USB già inclusi

Alcuni primi dettagli sulla "luce" tra tacchetta e sensore


L'inavvertito sgancio in senso inverso (es. caduta) probabilmente porta al contatto tra tacchetta e corpo sensore (?)



 Peso singolo pedale bePRO 156g
bePRO vs. Shimano DuraAce  +33g (x2 66g)

bePRO vs. Exustar attualmente in uso  +37g (x2 74g)

 Distanza centro pedale-pedivella bePRO, 53mm. Questa distanza può incrementare di qualche mm in funzione della posizione finale di avvitamento del controdato (il primo elemento visibile a sx nel pedale)


Distanza centro pedale-pedivella Shimano DuraAce, 52mm.




Concludo ora con le prime impressioni dopo aver per altro montato i pedali (in abbinamento a pedivella Stages DuraAce). Tutti i passaggi sono spiegati nei minimi dettagli, grande punto a favore l'aver fornito tutti gli strumenti "base" per poter installare i pedali. E' indubbiamente richiesta una certa dose di precisione della fase di corretto allineamento e chiusura della ghiera/controdado.
L'inserimento del codice ANT+ in modalità manuale (sempre consigliato comunque anche anche per scongiurare problemi di multipli misuratori...vedi per esempio partenze in griglie affollate nelle GF!) ha reso immediato il paring con entrambe i Garmin usati per prova e controprova. Lo stesso dicasi per la calibrazione STATICA, veloce e senza alcun intoppo. La calibrazione DINAMICA, necessaria dopo ogni installazione e consigliata anche dopo un successivo allenamento/uscita di assestamento (vale lo stesso per la regolazione degli angoli per i Garmin Vector) ha inizialmente dato alcuni grattacapi risolti però velocemente in quanto è necessario accedere alla procedura di calibrazione (identica procedura e sequenza di tasti per arrivare a quella STATICA) dovendo però pedalare alla cadenza richiesta. Problema risolto salendo su rulli "liberi"/tradizionali e arrivando a pedalare in anticipo alla cadenza richiesta prima di eseguire la calibrazione. Da una prima sommaria pedalata di 10' i valori (media 3'') sono risultati abbastanza/tendenzialmente in linea (~ -10W) con quanto misurato dallo Stages. Nessuna evidente differenza di lag o lentezza nella visualizzazione dei dati, ovviamente quelli comparabili.
Per quanto riguarda i metrics Cycling Dynamics non sono presenti Power Phase (PP) e Platform Center Offset (PCO). Sono correttamente visualizzabili e funzionanti invece i parametri di uniformità, bilanciamento ed efficienza coppia.
A domani con la prima prova "su strada".

 DAY 1, installation lap


Prendendo in prestito dal mondo motoristico questo termine, l'installation lap è un processo di verifica che serve a valutare se tutto è più o meno funzionante e regolare ossia senza avere poi sorprese inaspettate durante l'utilizzo. Inoltre questo strumento, al pari di altri non "plug&play" (Garmin Vector non è decisamente plug&play, Stages lo è) richiede, e viene consigliato anche dalle case produttrici, una o più uscita/e di assestamento proprio perché la misurazione localizzata nei pedali richiede anche una corretta procedura di allineamento e assestamento.
La prima e principale osservazione di oggi, prima di passare all'analisi e comparazione dei file è che...funzionano. Non è così scontato visto che molti produttori arrivano al 95% di un misuratore "quasi finito" ma poi "mancano" nel 5% finale ossia sulla ripetibilità e veridicità dei dati letti e registrati. Se funzioni effettivamente in modo corretto...serviranno più gg e file per valutarlo. Per ora posso dire che funziona e, solo osservando i dati sul display dei Garmin durante l'uscita, non ho notato particolari anomalie se non dei valori spesso inferiori allo Stages ma questo ovviamente può essere influenzato dal valore di bilanciamento (ci ritornerò...).
Seconda osservazione, utile per chi ha già avuto esperienza con i Garmin Vector: aspettatevi similari (5-10'), se non SUPERIORI, tempi per una corretta installazione, la procedura, ANCHE con questi pedali richiede una buona dose di precisione e pazienza. Sempre in termini di tempo la calibrazione DINAMICA richiede almeno 30'' (sempre per comparazione tra prodotti, questa dopo gli ultimi aggiornamenti FW non è più richiesta per i Garmin Vector).
Terza osservazione, non tutte le tacchette KEO sono compatibili con questo pedale ossia si rischia di toccare il corpo sensore/pod plastico. Look Keo originali, Xpedo (fornite col misuratore) sono per esempio perfettamente utilizzabili. Non vale lo stesso discorso per le (comodissime) Exustar (COMPATIBILI KEO) con tamponi anti scivolamento (es. quelle fornite con i Garmin Vector)...me ne sono accorto stamane dopo due belle strisciate sui pod (tutti di plastica).
Quarta osservazione: il perno filettato viene ridotto nella sua effettiva profondità di avvitamento poiché qualche mm viene "perso" (e aggiunto come fattore Q) nel momento in cui il controdado deve andare in serraggio contro la pedivella. Viene consigliato l'uso di una rondella tra controdado e pedivelle ma in questo scenario la parte di avvitamento al pedale viene ulteriormente ridotta!


3 scenari differenti 3 grafici (commento nelle prossime ore)

In ordine di visualizzazione, dall'alto verso il basso
3 tracciati
POTENZA
CADENZA
BILANCIAMENTO (linea continua = 50/50% come presupposto da misurazione monopodalica Stages)

Tracciati fucsia = bePRO
Tracciati azzurro= Stages

Nei prossimi gg anche nel pannello riassuntivo a fondo grafico utilizzerò due utenti differenti comunque è semplice da identificare qual'è lo Stages e qual'è il bePRO...il primo non ha valori di bilanciamento (0.0 nella corrispondente colonna).







45' pianura a basse intensità con alcune pause per calibrazione STATICA e più esecuzioni di calibrazione DINAMICA (ben distinguibili nel momento in cui la cadenza tracciato fucsia va a zero mentre lo Stages prosegue).
Osservazioni:
- i valori di bilanciamento A QUESTE INTENSITA' rispecchiano in modo coerente quanto già osservato con altri strumenti che permettono una misurazione diretta di questo parametro Wattbike e Garmin Vector (e non desunta come, es. , power2max). Era quindi prevedibile una differenza e una SOVRASTIMA da parte dello Stages, il delta però tra i due strumenti è, utilizzando il valore normalizzato (dominio > 20') ben superiore al raddoppio differenza bilanciamento (2.1% * 2) più errore strumentale. Ovviamente la LUNGA fase di calibrazione DINAMICA ha incrementato questa differenza però quasi sempre presente nei tracciati potenza. Anche togliendo questa fase dalla comparazione permane un delta del 12%. Sicuramente hanno influito in questa fase le calibrazioni.
- il tracciato potenza è quasi perfettamente parallelo, questo è sicuramente positivo in quanto indica una corrispondenza con altro misuratore "noto" (e settato, è nuovo, in casa madre solo poche settimane fa)
- il tracciato cadenza è perfettamente sovrapponibile, anche questo è rilevante ai fini di una corretta misurazione e per evitare errori che spesso mettono poi in crisi i software in sede di analisi (es. con cadenze a zero e valori fuori scala nella potenza)
- non sono presenti picchi anomali. Il picco/ripartenza a >600W è presente in entrambe i file







10' salita "flat out"
anche in questo caso il valore di bilanciamento, NECESSARIO per la comparazione di ogni grafico viste le caratteristiche differenti dei due strumenti rientra PERFETTAMENTE in linea con quanto già noto (n=1, ma vale per la maggioranza della popolazione indipendentemente da una maggiore o minore dominanza di un arto inferiore). Con l'incremento di intensità e di reclutamento muscolare, SE ciò avviene in assenza di fatica (elemento multifattoriale), in particolare fatica metabolica/per deplezione scorte glicogene, si osserva fino ad un determinato punto (~CP) un ri-allienamento nel bilanciamento, confermato anche in questo caso dal valore 50.6%. Questo parametro riporta e riavvicina anche i tracciati potenza in questo caso con una differenza/delta ancora presente (immagino lo sarà sempre) ma una sovrapponibilità dato potenza molto vicina. 
Sulla cadenza vale quanto sopra scritto.
Non si osservano particolare latenze o lag.






20' salita a ritmo regolare
L'obiettivo era mantenere ~290W e comparare la misurazione in una intensità "intermedia" rispetto ai due scenari precedenti.
Dopo la discesa (1/3 tracciati, calo potenza e incremento cadenze) si nota una evidente deriva nel valore bilanciamento difficilmente correlata ad uno stato di affaticamento (per compensazione anzi andrei in incremento spinta dx).
Effettivamente non so cosa possa essere successo se non, ipotizzo:
assestamento e piccola variazione nella chiusura pedali (o solo pedale dx?) come normale che possa avvenire appunto in una sessione post installazione e/o particolare condizione temperatura (dagli iniziali 26-27 a 34°C, pur arrivando > 800m s.l.m. su questa salita particolarmente esposta).

Le prime impressioni sul FUNZIONAMENTO sono, per ora, cautelativamente buone/discrete, è FONDAMENTALE completare la procedura di calibrazione DINAMICA finché compaiono i due numeri come da manuale di istruzione. In combinazione dei pedali bePRO uso un Garmin 510 così da avere tutti i metrics introdotti per i Vector e anche in questo caso funzionanti (tutti tranne PCO e PP), vedi commento di ieri. Confermo che sul 510 compaiono in sede di calibrazione DINAMICA i numeri come previsto, in futuro proverò la procedura anche con altri dispositivi (500, 800, IpBike) così da vedere il comportamento e cosa effettivamente compare perché, ripeto, questo passaggio è sicuramente fondamentale.
Le perplessità fondamentali riguardano a) il pod (NON SOSTITUIBILE) completamente di plastica e b) la lunghezza, che poi effettivamente va a ridursi, del perno filettato.
Nel primo caso (a petto poi di non avere problemi con la trasmissione dati?) forse era preferibile qualche grammo in più e una scocca metallica.

Nei prossimi giorni altre prove e uscite (forse non domani... in tal caso D2 slitterà). 

Day2 "assestamento" 
4 luglio, secondo giorno di utilizzo (ieri offroad con la bici da ciclocross, niente PM). Come sempre calibrazione STATICA per entrambe i sensori prima di partire, dopo 5 minuti ho effettuato una calibrazione DINAMICA per controllare che i parametri del bePRO fossero corretti: in questa fase sono necessari 30'' CONTINUATIVI nella cadenza richiesta (80 rpm +/-5 rpm). Sono comparse le 4 cifre (4045) che confermavano la corretta configurazione. Queste 4 cifre rappresentano un valore di settaggio in cui le prime 2 sono relative al pedale sinistro, la seconda coppia (terza e quarta cifra) al pedale destro. Ogni singola coppia di cifre dev'essere compresa tra 15 e 85. Quindi un valore 1250, per esempio, indica la necessità di reinstallare con maggior precisione il pedale sx.
Confermato questo passaggio ho ripetuto un'ulteriore calibrazione STATICA per entrambe gli strumenti.
Uscita tranquilla con una progressione di ~10' e 2' di allungo al termine di questa fase. L'intento era appunto quello di valutare un "discretamente ampio" spettro di intensità.
Si conferma la vicinanza/identici valori e comportamento rispetto ai Garmin Vector: un bilanciamento più spostato sull'arto NON dominante (sx) ad intensità basse e una inversione tanto più marcata quanto più aumenta reclutamento neuromuscolare e superamento di CP (critical power, LINK LINK articolo in 3 parti). Fenomeno del tutto normale già sviscerato nel test relativo ai Garmin Vector. 
Graficamente è quanto visibile qui sotto nella curva MMP. Un corretto valore di bilanciamento è una prova ulteriore della "bontà" della misurazione ed è necessario per la comparazione con lo Stages in quanto questo secondo misuratore, come ogni strumento "monopodalico" (Garmin Vector S, bePRO S) raddoppia semplicemente il valore misurato sul singolo arto andando a presupporre un bilanciamento sempre costante del 50-50%.

Primo grafico
asse x scala logaritmica TEMPO
asse y POTENZA

- ad intensità comprese tra 270-320W dove si assiste ad un GRADUALE maggior reclutamento è presente un maggior bilanciamento 50-50%. Risultato: le due curve sono sovrapponibili. Bene!
- a blande intensità <250W vi è una discrepanza poiché, fisiologicamente, siamo "programmati" a preservare l'arto dominante quando non è richiesto un grande output di potenza, in questo scenario Stages tenderà sempre a sovrastimare (in misura tanto più marcata quanto più marcato è il non bilanciamento).

Grafico scatterplot: all'aumentare di potenza tende progressivamente a ridursi lo sbilanciamento





- normale il fenomeno opposto ad intensità >CP, nel mio caso sui 340-345W....





....con una divergenza che supera la somma di differenza bilanciamento (x2) ed errore strumentale.
I valori comunque registrati dal bePRO sono coerenti e validi in quanto, a differenza della prima uscita di "installazione" non si presentano vistose anomalie o divergenze/derive. Le differenze sono PIENAMENTE GIUSTIFICATE dalla differente tipologia e caratteristiche degli strumenti e già "validate" e confermate dalle osservazioni e comparazioni con i Garmin Vector.
Nel confronto con questo prodotto infatti non vi sono differenze anche nelle misurazioni di efficienza e uniformità di pedalata.



Considerazioni dopo soli 2 gg 
Parto dalla domanda "diretta" e conseguente risposta che dovrà essere tale che alcuni mi hanno posto..."li compreresti?"
La mia risposta al momento (le prossime settimane potrebbero far risaltare problemi o aspetti che ovviamente 2 sole uscite e 3 giorni di utilizzo non hanno evidenziato) è tendenzialmente positiva ma con alcune considerazioni.

Il prodotto è, evidentemente per scelta e modalità/necessità di assemblaggio, impostato su una modularità che sacrifica la parte elettronica/pod.

Qui entra in gioco tutto il pragmatismo e praticità "bresciana" che è in me :)

A conti fatti su 749€ di misuratore abbiamo
99€ x2= 198€ corpi pedale, perno incluso
30€ controdadi M16
10€ tacchette
115€  kit installazione e ricarica
+ altre ed eventuali, tutti i prezzi sono comunque riferiti a prodotti presi separatamente (e quindi si presuppone più costosi del pacchetto "tutto incluso")

tot= ~400€ prezzo "nudo e crudo" dei due pod.
E non sono sostituibili (non ho trovato, al momento, dove questa possibilità venga indicata)

Problema 1 i "pod" non sono sostituibili
Problema 2 i "pod" sono di plastica

Al teorico (ma non solo...) problema 1, affinché non diventi un problema reale Favero dovrà sicuramente essere pronta ad attuare, se necessario, un customer service di alto livello (es. Stages Europe).

Il secondo problema è più realistico e tangibile. Sempre per confronto e comparazione con altri, molti sono stati e sono gli Stages che hanno avuto problemi con la scocca (plastica) eppure questa, per locazione, è meno esposta ad urti e impatti rispetto ai bePRO. Inoltre i materiali plastici sono più soggetti anche a deformazione e possibili infiltrazioni d'acqua (altro cruccio per i primi Stages...).
A meno di eventuali conflitti nella trasmissione radio del segnale, forse (mia personalissima opinione da utilizzatore, cumulando passato e presente,  di praticamente molti/tutti i PM attualmente in commercio...) era ottimale optare per una scocca di differente materiale. In questo scenario (pod non plastico) avrei meno dubbi su un prodotto in cui più del 50% del prezzo è dato da un componente non sostituibile.
Alla prossima.

Day3

Domenica ho gareggiato (LINK) non utilizzando i bePRO, lunedì uscita blanda di scarico sul "muletto" utilizzando altro misuratore già installato su quella bici (LINK). 
Nella giornata di lunedì ho avuto un colloquio telefonico interessante ed estremamente esauriente su più punti con il gentilissimo Marco, responsabile della progetto bePRO Favero.

Non posso "rivelare" tutto ma questi sono spunti decisamente utili e molto interessanti anche in rapporto alle mie considerazioni nei giorni precedenti:

Sul pod plastico:
la resina epossidica bicomponente riempie completamente l'interno del prodotto, scongiurando la rottura in caso di urti (cadute, colpi di catena, colpi con scarpe, urti contro altro) e la penetrazione di acqua dall'esterno. 
[...] la resina viene inserita con un macchinario in due giorni consecutivi: il primo giorno riempiamo il 95%; poi si lascia a temperatura ambiente per 12/24 ore in modo che tutti i vacuoli di aria tra i componenti interni se ne escano da soli; infine si riempie il rimanente e si lascia sempre a temperatura ambiente per altre 24 ore. 
Fatto questo, i pedali entrano in una camera climatica per 15 ore a 60° per eseguire il termoindurimento. La plastica esterna è stampata ad iniezione su stampo nostro: la sua forma garantisce il perfetto allineamento con la geometria del perno pedale; il materiale è PETG (polietilene tereftalato addivitato con gomma antiurto, materiale nuovo usato proprio perché molto resistente agli urti). 
Il connettore microUSB per la ricarica e l'aggiornamento è stagno, quindi puoi immergere il prodotto (prova fatta) e tutto funziona senza danni o malfunzionamenti, ovviamente i piedini del connettore non vanno in corto. 
Il coperchietto USB di protezione esterna serve solo per evitare che ci finiscano dentro fango e detriti ma se lo perdi non succede in realtà niente. 
Sulla/e batteria/e:
sono agli ioni di litio, interne, ricaricabili, realizzate su nostra specifica in cui è stata curata la stabilità della capacità nel tempo. L'autonomia iniziale minima garantita al cliente è di 30 ore. [...] c'è una ulteriore riserva di autonomia del 30%  che ci serve per non far scaricare mai la batteria e in questo si allunga decisamente la durata di vita della stessa: possiamo quindi garantire invece del classico 80% dopo 300 cicli di carica/scarica completa, almeno il doppio. Se poi il cliente ricarica senza arrivare sempre allo spegnimento completo del prodotto ma per esempio almeno quando vede il segnale di batteria scarica, allora i cicli aumentano esponenzialmente. 

Ho segnalato e confermato l'incompatibilità con le tacchette Exustar (COMPATIBILI KEO) anti scivolo (quelle fornite con i Garmin Vector, ossia altri pedali COMPATIBILI KEO) in quanto i tamponi laterali, sporgendo di pochi mm, possono andare in contatto con il pod nel momento in cui si utilizza la libertà laterale (6°) concessa da queste tacchette.

Ci sono poi altre novità di cui abbiamo parlato che sicuramente verranno introdotte sul sito ufficiale bePRO (LINK) nei prossimi giorni prendendo spunto anche da quanto ho scritto in precedenza.


Venendo a oggi, l'uscita non è comparativa perché la precedente uscita mi ha dato una piena confidenza sul prodotto. E' estremamente utile però puntualizzare che la calibrazione DINAMICA (magari ripetuta anche nei giorni successivi l'installazione) è importante ai fini di una corretta registrazione e soprattutto ripetibilità dei dati poiché legata all'angolo di installazione del pod rispetto all'asse passante per la pedivella.


Con la procedura attuale si DEVONO attendere i 30'' (circa, sono 40 pedalate a 80 +/-5 rpm) per VISUALIZZARE effettivamente le 4 cifre come sopra già indicato e come presente in maniera esplicita sul manuale.
Con il Garmin 510 (nei prossimi gg proverò con altri modelli) la procedura di calibrazione DINAMICA avviene
- avviando la registrazione dell'uscita, diversamente nel pannello calibrazione quando si pedala si visualizzeranno sì 4 cifre MA INTERVALLATE DA UN PUNTO, quella è la coppia istantanea e non rappresenta i 4 numeri di calibrazione dinamica richiesta dei bePRO!
- PEDALANDO andare su Calibrazione, confermare l'intenzione di svolgere la calibrazione il tutto SEMPRE pedalando (tanto che nel manuale viene consigliato, giustamente, di optare magari per l'esecuzione di questa procedura su rullo): raggiungendo 40 pedalate alla cadenza richiesta (80+/-5 rpm) compariranno 4 cifre CONTINUE SENZA PUNTO INTERPOSTO, questo è il valore da confrontare con i riferimenti corretti e indicano la compensazione/tolleranza di angolo di installazione. Se fuori dai parametri (coppie di 2 cifre <15 o >85) quel pedale o entrambe devono essere installati con un angolo più preciso rispetto al riferimento utilizzato come ausilio in fase di installazione.


Divido l'uscita odierna in 3 fasi (la prima parte, in verità simmetrica sia all'andata che al ritorno essendo praticamente tutta in pianura e svolta a medesime intensità, quindi non la riproporrò 2 volte):


prima parte 1h circa di riscaldamento (con 30°C già la mattina in realtà è stato quasi più refrigerante che riscaldante sfruttando l'aria in movimento!) a basse intensità totalmente in pianura; dopo una fase iniziale con calibrazione statica+dinamica+ancora statica questa è la parte registrata di avvicinamento alla salita che ho affrontato oggi (successive parti e grafici) con due marcatamente e volutamente differenti intensità e valori di sforzo/potenza



la variabilità nel bilanciamento, tracciato viola/vinaccio, con leggero sbilanciamento verso sx nel computo totale, motivato nelle precedenti considerazioni è un aspetto POSITIVO in quanto molto spesso (e chi ha avuto problemi con i Garmin Vector lo sa bene...o dovrebbe saperlo!) l'assenza totale di un valore variabile di bilanciamento è MOLTO spesso il segnale di una installazione incorretta. Trovare un tracciato con picchi solamente a sx (in Goldencheetah sopra la linea 50%) o all'opposto per il destro è in genere un "brutto segno"! Il bePRO al pari del prodotto appena citato è a tutti gli effetti un doppio misuratore e in quanto tale, per l'interazione corretta tra i 2 e la veridicità dei dati registrati è quanto mai necessaria una precisione di installazione che altri prodotti, per loro natura, non richiedono. Dopo diverse installazioni su differenti guarniture posso dire che ho preso una certa confidenza con l'allineamento richiesto e la procedura ora necessita anche meno di 5 minuti.


Salita a ritmi moderati (SST), cadenza obiettivo 85-90 rpm



~26' a 287W NP a 90 rpm cercando la massima fluidità e facilità di pedalata. L'avvicinarsi a valori di FTP (315-320W) comporta, come già visto, il ripetersi (BENE!) di quanto già osservato sia con altri misuratori ("bipodalici") che con il bePRO nei gg precedenti ossia un avvicinamento ad un bilanciamento 50/50. I valori potenza sono pienamente coerenti e attendibili. Ottima conferma.


Tratto finale salita con incremento intensità

~9' a 371W/383 NP a 80 rpm su un tratto che prevedeva fasi più ripide, anche >15%, alternate a brevi falsopiani: anche in questo frangente lo "shift" nel valore di bilanciamento è un'ottima conferma di quanto già descritto, al superamento di CP ossia con un reclutamento muscolare che coinvolge tutte le tipologie di fibre muscolari (parentesi, non esistono solo i sistemi energetici come determinanti della prestazione!) si ha un maggior apporto del (vero) arto dominante (51.5% dx) non così drastico ma che rientra perfettamente in quanto ho potuto osservare con altre strumentazioni nel corso degli anni. Questo avvalora la coerenza e ripetibilità dei dati con un avvicinamento (1-2%) o sovrapposizione/ritocco del profilo potenza MMP2015 in alcuni punti.  Anche questo è pienamente compatibile con uno sforzo di ~9' che ho interpretato in modo massimale.




Day4 a+...bis
4° gg di utilizzo in cui avevo in programma una lunga uscita per andare a provare una "semi" inedita salita che sarà gara nelle prossime settimane. Partenza con pioggia nella prima ora e temperature "fresche", poi nebbia in quota e finale ancora con sole e elevate temperature (>30°C). 5h meno qualche minuto di pedalata. Nonostante le mutevoli condizioni meteo i pedali non hanno avuto problemi. Quindi dove sono grafici e file? Dopo la prima ora ho notato subito dei valori anomali (sottostimati) e la non più coerenza dei metrics di uniformità ed efficienza: il pod destro si era leggermente ma visibilmente spostato dall'asse corretto, i dati quindi erano errati. 
Di positivo c'è appunto che oggi (9/7), ossia il giorno successivo questa lunga uscita con sbalzi termici e pioggia tutto ha funzionato correttamente e...questa volta ho dato una chiusura più vigorosa al pedale destro.




                                                    Day5


Sia ieri che oggi due prove massimali nell' "intorno" di Vo2max rispettivamente di 4'02'' e 4'22'' come "prova acuta" e sotto "sforzo" nella registrazione dati. Si confermano i valori di potenza e andamento bilanciamento come scritto nei giorni precedenti.

Nel confronto tra i 2 segmenti di ieri e oggi è molto valida anche la ripetibilità del dato:
la minima differenza 443W vs. 451W (siamo nell'orbita dei 6,9W/Kg per ~4' valore sovrapponibile a quanto recentemente ottenuto con altro misuratore) è data anche dalla differente conformazione del percorso con la salita odierna più ripida e regolare.




Un utile riferimento se non vi è un macroscopico e ben evidente disallineamento del pod è, durante l'uscita la visualizzazione dei valori di uniformità ed efficienza: se vanno letteralmente fuori scala l'asse/range di installazione è evidentemente perso (LINK IMPOSTAZIONI GARMIN CONSIGLIATE, usando i bePRO è ovviamente opportuno omettere i valori PPO e PP dall'ultima pagina). Questo ovviamente può essere svolto anche in analisi postuma come esemplificato dal grafico appena qui sopra.

Oggi dopo 18h di utilizzo "registrato" e almeno un paio di ore in cui i pedali sono rimasti accesi (installazioni e prove varie), è comparso il primo avviso di batteria scarica. Conteggiando quindi anche queste ore extra l'avviso è comparso dopo 22-23 ore in cui i pedali sono rimasti accessi.


Day6 (11/7/2015) e prima gara con i bePRO



In tutti questi giorni (sono passate 2 settimane dal report Day6) anche se un po' impegnato (soprattutto a fuggire dal caldo!) ho sempre utilizzato i pedali bePRO sia in allenamento che in gara (19/7, sempre in salita).

Di seguito le mie impressioni generali suddivise sinteticamente in PRO e CONTRO


PRO
- prezzo valido rispetto alla concorrenza nel medesimo settore e segmento (Garmin Vector e versione Vector S)
- Favero ha scelto un ottimo pedale per caratteristiche di peso, piattaforma e meccanica, in questo periodo e anche nonostante alcune uscite con meteo avverso i pedali non hanno subito alcun deterioramento nei cuscinetti (dopo 1600km circa)
- anche grazie ai chiarimenti che Marco mi ha fornito e che sopra ho riportato nella recensione non ho particolari dubbi sul materiale plastico del pod. Inoltre questo non ha una funzione strutturale "pura", essenzialmente i sensori potrebbero anche funzionare senza questa ulteriore protezione!
- nessun particolare problema generale nell'installazione, tutte le indicazioni fornite sono estremamente chiare ma va ovviamente mantenuta la procedura richiesta. Come già espresso nell'analisi sui Garmin Vector...il modo però più veloce per travasarli da una bici all'altra è rimuovendo completamente la guarnitura (OVVIAMENTE LASCIANDO INSTALLATI I PEDALI...), a patto di avere ovviamente medesimi o compatibili movimenti centrali. Diversamente va SEMPRE rifatta la procedura di installazione e calibrazione dinamica e statica
- nessun problema sulla batteria, nonostante ~20h (i pod ovviamente si accendono anche "muovendo" la bici e alle 16-17h di allenamento settimanale di questo periodo vanno ad aggiungersi i movimenti e spostamenti per pulire la bici, cosa che faccio quasi tutti i giorni) a settimana solo dopo la prima ho avuto l'avviso di batteria esaurita. I tempi dichiarati sono quindi perfettamente reali. Ho ricaricato i pod ESATTAMENTE a cadenza di 7 gg ossia ogni venerdì sera
- il fattore Q non cambia sostanzialmente (cambia in misura uguale ai Garmin Vector pre upgrade 2 poiché anche in questo caso va inserita una rondella tra pod e corpo pedale e lo spazio che il controdado "ruba" al filetto e comunque <1 mm, ossia paragonabile a quanto occupa il pod metallico Garmin versione 1)
- il prodotto non ha riportato alcun malfunzionamento e/o problemi di interferenze, non ho riscontrato alcun problema anche nell'uso in caso di maltempo né nei giorni successivi
- tutto il materiale fornito (sia elettronico ossia cavetteria e caricatore, che meccanico, strumenti di installazione) è utile e funzionale, oltre che indispensabile 
- prodotto Italiano ed assistenza Italiana, questo può sicuramente facilitare chi magari non ha dimestichezza con altre lingue e vuole un'assistenza/consulenza pre e post vendita nella propria lingua
- i pedali non hanno problemi di incompatibilità e/o interferenze con altri componenti bici (es Stages e freno integrato sotto mov. centrale e/o particolari telai).


CONTRO
- al pari di altri prodotti simili (PM integrato nei pedali) non è un prodotto plug&play ossia è richiesta una certa dose di tempo, pazienza e precisione in fase di installazione. Ancor più che con i Vector è richiesta una particolare attenzione sull'assestamento post installazione ed è quindi consigliato eseguire più calibrazioni dinamiche. Tale problema l'ho essenzialmente riscontrato soprattutto (e per essere sinceri SOLO) con il pedale destro in quanto la procedura di chiusura e avvitamento del controdato, a differenza del pedale sinistro, avviene con un movimento meno naturale che può comportare una minor forza di serraggio appunto nel pedale dx. Controllare bilanciamento e metrics ad esso associati (es uniformità ed efficienza di pedalata) è operazione essenziale ma anche veloce per poter "apprezzare" dei disallineamenti magari non visibili ad occhio (variazione tra riferimento presente sul pod e riferimenti da applicare alle pedivelle). E' quindi normale dover prendere un po' di dimestichezza con installazione, allineamento preciso e corrette coppie di serraggio per la chiusura
- ho notato rispetto ad altri PM in uso sia attualmente che in passato una certa tendenza a riportare valori sia picco (scatti e allunghi) che nelle fasi a maggior intensità (es >CP) superiori di un 2-4% rispetto a medesime/similari prestazioni misurate con altro strumento
- in realtà può essere anche un pro (vd problemi di interferenze Stages) dipende dallo strumento ricevente e, COME SEMPRE, dalle esigenze dell'utente finale, anche queste differenti per ognuno: visto il proliferare di console e dispositivi BTLE il solo protocollo di comunicazione ANT+ può forse essere, in ottica futura, un po' limitante.