video "vintage" Giro d'Italia 1995

Oggi un articolo un po' "diverso". Negli anni mi sono divertito ed appassionato nel raccogliere filmati di ciclismo di moltissime tappe e gare, specie degli ultimi 30 anni archiviando letteralmente migliaia di ore.
Tra queste una delle tappe a me più "care" è quella che condivido oggi: Giro d'Italia 1995 cronometro con due scalate: Colle Gallo e Selvino, salite famosissime perché inserite nella granfondo Gimondi.
Questa tappa mi è particolarmente cara, dicevo, perché è stata la prima gara che ho visto dal vivo, partendo da casa in bici, 70 km allora sembravano un'impresa! E' quindi una giornata che ancora è impressa nella mia personale memoria ed ha un fascino personale oltre che tecnico.

L'aspetto tecnico è duplice:
1) i tempi di scalata, erano tempi di "altro" ciclismo, i cosiddetti "ragazzi del '68", dove l'allusione era duplice, sia all'età che ai parametri di un valore ematico...ma questo è un'altro argomento.
Per riferimento Rominger scalò il Selvino in 22'45 fino al municipio alla media di 29 km/h (!!)

2) la posizione in sella: ultimamente rispetto a qualche anno fa si sta notando, specie in ambiente professionistico un ritorno a posizioni più basse in sella, proprio come nelle immagini del video, osservate in particolare la posizione di Berzin e Rominger.
Queste differenze di impostazione sono spesso cicliche:
da posizioni molto basse con poco svettamento sella degli anni '60 e '70 si è passati ad altezze spesso esagerate con l'avvento dei pedali a sgancio rapido (metà e fine anni 80). Successivamente c'è stato un ri-abbassamento delle posizioni anche per l'introduzione graduale di modifiche tecniche, basti pensare al passaggio da suole sottili per pedali a cinghietto poi a suole in fibra di vetro per pedali a sgancio rapido spesso "corpose" e poi un ulteriore abbassamento delle stesse con l'avvento delle suole in carbonio.
Nel video notate la tipica altezza a "zattera" della combinazione pedali Look Delta assai spessi nella loro altezza effettiva e le suole/scarpe che in quegli anni prevedevano un notevole dislivello tra tallone e pianta del piede e quindi anche un certo spessore della suola superiore a quanto siamo abituati ora.
Altro elemento tecnico nelle posizioni in sella con un minor dislivello tra sella e manubrio, impostazione che sta ritornando in considerazione nelle posizioni a cronometro.
Osservazioni e analisi di questo tipo le svolgo quotidianamente ed è un'aspetto che reputo molto interessante.

A livello generale l'altezza sella è un aspetto spesso sottostimato poiché uno degli errori statisticamente più rilevanti (anche nella causa di infortuni) è l'eccessiva altezza sella, con ripercussioni sulla catena posteriore e/o spesso anche a livello lombare. Mi è capitato di vedere, con ORRORE, alcune messe in sella con atleti impostati "col goniometro" fisso ad angoli >150° di estensione= non esistono misure fisse né tanto meno magiche, ognuno di noi ha una struttura muscolo tendinea (flessibilità) e ossea che lo rende unico nella posizione in sella.
E' un argomento che magari potrà interessare in futuro, se così fosse potete segnalarmelo nei commenti o via mail.
Mi sono anche dilungato troppo....buona visione:



PS la qualità del video in sé non era altissima e l'ulteriore ridimensionamento di YouTube ha fatto il resto, comunque è visibile...

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