analisi con incrocio dati, 9 Colli 2012, percorso lungo

Dati potenza raccolti da 10 atleti, livello eterogeneo (da atleti al top fino ad atleti che hanno chiuso la prova in +60-80' rispetto al primo atleta del gruppo di "analisi").

- gli atleti che hanno riscontrato un miglior incremento nella performance a livello cronometrico (anche se difficilmente comparabile agli altri anni viste le condizioni meteo differenti) sono stati coloro che hanno attuato una strategia di gestione e controllo dell'intensità con il minor sforamento oltre 105% FTP (=potenza sostenibile per 45-60' continuativi) anche nelle prime fasi di partenza, come solito concitate anche su un percorso di >200Km
- gli atleti che hanno raccolto i risultati migliori.....sono quelli che paradossalmente (ma è ampiamente noto) hanno pedalato per minor tempo. Nella distribuzione ad istogrammi c'è un divario tra atleti al top che NON hanno pedalato (zero prm=zero watt) per una percentuale di tempo vicina e in alcuni casi >15%.
Al contrario atleti con tempi finali superiori hanno pedalato per PIU' tempo con percentuali a 0 rpm vicine e spesso solo marginalmente superiori  al 10%.
Una differenza del 5-6% oltre ad un lavoro superiore (> tempo) ha portato anche in una prova di tale distanza ad una tipicità: gli atleti più "performanti" pedalano MENO, più efficacemente ed in maniera più ECONOMICA o POLARIZZATA, cioè con una permanenza superiore in intensità comprese, in questa specifica gara tra il 90 e il 105% di FTP (più è breve la durata della corsa più questo "intorno" aumenta)
- a livello di IF e TSS non ci sono particolari variazioni (sono riferimenti relativi al proprio valore di FTP) ma la vera differenza consiste nel COME la distribuzione di potenza è applicata, vedi punto sopra.
In particolare IF si è attestata su valori di 0.8 +/-0.05 mentre TSS è sempre stato superiore a 400 punti con ovviamente un incremento se il riscontro cronometrico è stato superiore.
- il lavoro espresso e quantificato dal misuratore di potenza è stato mediamente di ~4600Kj il che comporta all'incirca un dispendio calorico  superiore alle 5000Kcal (questo ovviamente anche in funzione del proprio peso). Solo gli atleti che sono riusciti ad adottare una corretta strategia di integrazione in gara non hanno subito un'altrimenti inevitabile flessione che in alcuni casi (2) è sopravvenuta a 3/4 percorso ma tamponata più o meno efficacemente con assunzione immediata di zuccheri semplici
Facendo una semplice media sono state quindi necessarie 750-770Kcal/h; considerando che l'assimilazione sostenibile a livello intestinale della corretta combinazione di fruttosio+glucosio è di 120g/h (~2 g/min) si è quindi creato un ampio delta* tra ciò che poteva essere assimilato e ciò che era necessario per esprimere lavoro muscolare.
* a queste intensità (IF 0.8) circa il 20-25% del lavoro è realizzabile con la scissione ed utilizzo dei susbstrati lipidici
Il divario orario ottenibile con un'ottimale integrazione in gara richiedeva quindi, come ovvio, un'ampia e totale disponibilità di glicogeno immagazzinato a livello muscolare ed epatico prima dell'evento.
Anche in questo caso atleti di più alto livello hanno la possibilità di partire "avvantaggiati" (se si sono alimentati in maniera corretta) perchè tendenzialmente dimostrano maggiori capacità nell'immagazzinare substrati energetici provenienti dalla scissione di carboidrati.
- Efficiency Factor, rapporto tra potenza normalizzata e FC media = all'aumentare della prestazione si ha un valore superiore (anche all' 1.6), tendenza acuita spesso dal fatto che FC, negli atleti di vertice, nel finale di gara non ha subito una diminuzione spesso legata ad un'alimentazione ed integrazione non sufficiente a compensare la deplezione delle scorte epatiche e muscolari.
- Analisi quadranti: atleti di più alto livello hanno "stazionato" per poco tempo nel III quadrante (<forza, bassa cadenza) e PREVALENTEMENTE con valori a 0 watt/0 rpm; diversamente e a conferma della distribuzione precedentemente descritta, più ci si discosta da prestazioni ai vertici più aumenta la permanenza nel III quadrante in molti casi con polarizzazione opposta nel I quadrante (alta forza, alta cadenza). Questa tendenza nel permanere nel primo quadrante è quasi sempre ottenuta nei primi 60-90' di percorso, sinonimo questo di una condotta e gestione sicuramente più "nervosa" con maggiori rilanci e soprattutto meno economica.
Tendenzialmente in una gara di questa durata la maggior permanenza nel I quadrante ha portato ad una mancanza di continuità nel finale.

IN SINTESI:
- gli atleti "migliori" pedalano meno e meglio, cioè hanno la possibilità di esprimere valori di potenza superiore quando necessario e nelle fasi più importanti di gara (matches)
- anche in situazioni di ritmo ed intensità stazionario gli atleti "migliori" mantengono un valore relativo a FTP superiore, spesso per il semplice fatto che non hanno abusato dei propri matches quando non necessario ed in combinazione perchè hanno avuto più possibilità di sfruttare/trarre beneficio da fasi di recupero (> tempo a 0 watt).
Questo andamento NON è legato a fattori fisiologici ma essenzialmente a tattica e soprattutto tecnica (= saper stare in gruppo).
- è da calcolare PRECEDENTEMENTE e in maniera corretta l'assimilazione di carboidrati in corsa, senza però eccedere le quantità assimilabili per evitare effetti collaterali (disturbi intestinali). Anche in questo caso vale sempre il principio dell'alimentarsi in modo "denso"(= piccole dosi e spesso) per scongiurare cali glicemici MA soprattutto per non azzerare la disponibilità dei suddetti substrati energetici!

1 commenti:

Stefano Nicoletti on domenica, maggio 27, 2012 ha detto...

Ottima analisi!
Concordo pienamente con quanto descritto da Roberto!
Stefano

ARTICOLI POPOLARI

 
massarob.info Copyright © 2009 Blogger Template Designed by Bie Blogger Template