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Decalogo (veloce) per un corretto utilizzo di un misuratore di potenza
Massa Roberto
dicembre 12, 2018
1) Annota/ricorda valore di riferimento slope/zero offset/taratura di fabbrica: molti produttori rilasciano questo valore, visualizzabile a termine di uno zeroing (impropriamente definito calibrazione) manuale. In molti casi è anche specificato un intervallo di questi valori, fuori dai quali si è in presenza di qualche anomalia (esempio).
Valori differenti per modelli identici non implicano alcuna maggiore o minore precisione dello strumento ma solamente il valore impostato in fabbrica rispetto a riferimenti standard, è un semplice valore di riferimento. La variazione di questo valore (punto numero 4) SE nell'intervallo riportato da casa madre è semplice compensazione rispetto a temperatura in cui avviene lo zeroing (LINK altro articolo su questo argomento). Altri strumenti non riportano un valore specifico ma zero o un valore oscillante attorno allo zero, in questo caso può rimanere l'incognita di una variazione rispetto a quanto impostato ad inizio "vita" dello strumento ( = avviene semplicemente uno zeroing senza riferimento a valore iniziale).
2) Qualsiasi misuratore ha un errore STRUMENTALE DICHIARATO: non sono strumenti "perfetti", in genere hanno, ANCHE SE UTILIZZATI CORRETTAMENTE, un margine di errore strumentale compreso tra +/-1 (raramente) e +/-2% (molto più spesso). Il che significa, banalmente, che 300W registrati/visualizzati/letti, implicando un errore strumentale ACCETTABILE, sono, agli estremi dell'errore dello strumento ~294 - 306 W. Molto spesso più che la completa accuratezza (che ovviamente deve rimanere nel margine d'errore dichiarato) è più rilevante l'attendibilità e ripetibilità del dato specialmente in condizioni meteo/temperature differenti (vedi ancora link precedente ad altro articolo). Misurazioni mono (solo su una pedivella o pedale) incrementano la possibilità di una deviazione tra reale e misurato tanto maggiore quanto più ampio è il divario tra quanto effettivamente applicato (forza) su quel lato e l'altro privo di misuratore. Lo strumento presuppone infatti che la spinta dell'altro arto sia perfettamente identica a quella del lato dove avviene la misura.
Altro caso è l'inflazione del dato in presenza di corone non circolari (qui un'ottima spiegazione).
Solo pochi misuratori - Favero Assioma, mozzi Powertap - perché la misurazione è a valle della combinazione corona+ricercata variazione della sua velocità angolare - e, per loro dichiarazione ma senza documentazione Power2max - sono compatibili con l'utilizzo di corone non circolari.
3) Validare i dati con calcoli indiretti e variabili. Vi sono varie opzioni, più o meno complesse (personalmente ho implementato un modello dinamico a 10 variabili per il calcolo e confronto diretto tra misurato e stimato, vedi immagine di seguito) che possono dare un primo indizio sulla veridicità dei dati. Tante più sono le variabili e la correttezza/coerenza del modello tanto più precisa sarà la stima e... viceversa. Motivo per cui stime dal solo valore MEDIO ascensionale lasciano il tempo che trovano ma modelli a più variabili (LINK) possono già dare un primo indizio non "raffinato" ( = spesso e comunque oltre l'errore strumentale tipico) della validità dei propri dati.
4) Zeroing ( = calibrazione) SEMPRE. Se necessario anche durante l'uscita/sessione. Come già scritto qui (LINK). Se si vuole usare correttamente uno strumento e non come ornamento alla propria bicicletta...lo si deve utilizzare secondo le procedure che ne indicano un buon utilizzo. Se la risposta è "sì ma perdo 10'' per la calibrazione..." bhe non mi stupirei che lo strumento E' totalmente un soprammobile su quella bici e che/perché sicuramente non si è data alcuna lettura alle più basiche indicazioni su come utilizzarlo.
5) Controlla carica/stato batterie. In genere è notificato con largo anticipo l'esaurimento di carica, sia essa da batteria ricaricabile o sostituibile. Nel primo caso è buona prassi "trattarla" come una batteria in qualsiasi altro dispositivo similare (es telefono cellulare) quindi non arrivare mai a completa scarica, non raggiungere, preferibilmente, una completa carica, privilegiare ricariche lente e senza eccessivi incrementi di temperatura. Nel secondo caso, ossia con quelle rimovibili, prestare sempre cura ad apertura e chiusura del vano batteria, spesso tallone d'Achille di molti misuratori. Come per tutte le batterie va sempre preventivato un maggiore esaurimento in presenza di basse temperature.
6) Controlla i valori di serraggio. Sia della bulloneria guarnitura per misuratori lì alloggiati che nella chiusura pedali/pedivella per i misuratori "nei" pedali. In entrambe i casi una chiusura sotto i valori previsti può comportare errati valori di misurazione in difetto.
7) Confronto con misuratore di altre persone. Già due misuratori di per sé anche della stessa marca e modello possono avere variazioni minime, se poi sono diversi per collocazione le differenze diventano ancora più marcate. Se a queste differenze aggiungiamo quelle di peso, posizione, impatto aerodinamico, stile di pedalata, ecc ecc di due soggetti....non se ne viene più fuori. E non serve a nulla. Più errori, sommandosi, non danno una risposta corretta (a meno di essere particolarmente fortunati...).
8) Aggiornare i firmware. Sempre o sempre...dopo un breve periodo (senza fare nomi). Gli aggiornamenti in genere apportano sempre valide e necessarie correzioni, vi sono piccole eccezioni (senza fare nomi) in cui magari è meglio rimanere alla metaforica finestra e attendere qualche giorno/settimana prima di compromettere magari il funzionamento o del misuratore...o dello strumento su cui si visualizzano i dati.
9) Corrette modalità di registrazione dati. No "registrazioni intelligenti", no autopause (preferibilmente NO neppure a pause e restart durante tutta la sessione). Sì a registrazione su campionamento temprale fisso (in genere 1''), sì a registrazione continua. Se la sessione ha più tempi morti/in pausa che in movimento....bhe...rivedere il significato di "allenamento". Tutto già indicato da 5+ anni (LINK).
10) Gestire, nel possibile, eventuali interferenze/drop dati indoor. Non ripeto quanto già specificatamente e sinteticamente indicato qui, buona lettura (LINK).
Valori differenti per modelli identici non implicano alcuna maggiore o minore precisione dello strumento ma solamente il valore impostato in fabbrica rispetto a riferimenti standard, è un semplice valore di riferimento. La variazione di questo valore (punto numero 4) SE nell'intervallo riportato da casa madre è semplice compensazione rispetto a temperatura in cui avviene lo zeroing (LINK altro articolo su questo argomento). Altri strumenti non riportano un valore specifico ma zero o un valore oscillante attorno allo zero, in questo caso può rimanere l'incognita di una variazione rispetto a quanto impostato ad inizio "vita" dello strumento ( = avviene semplicemente uno zeroing senza riferimento a valore iniziale).
2) Qualsiasi misuratore ha un errore STRUMENTALE DICHIARATO: non sono strumenti "perfetti", in genere hanno, ANCHE SE UTILIZZATI CORRETTAMENTE, un margine di errore strumentale compreso tra +/-1 (raramente) e +/-2% (molto più spesso). Il che significa, banalmente, che 300W registrati/visualizzati/letti, implicando un errore strumentale ACCETTABILE, sono, agli estremi dell'errore dello strumento ~294 - 306 W. Molto spesso più che la completa accuratezza (che ovviamente deve rimanere nel margine d'errore dichiarato) è più rilevante l'attendibilità e ripetibilità del dato specialmente in condizioni meteo/temperature differenti (vedi ancora link precedente ad altro articolo). Misurazioni mono (solo su una pedivella o pedale) incrementano la possibilità di una deviazione tra reale e misurato tanto maggiore quanto più ampio è il divario tra quanto effettivamente applicato (forza) su quel lato e l'altro privo di misuratore. Lo strumento presuppone infatti che la spinta dell'altro arto sia perfettamente identica a quella del lato dove avviene la misura.
Altro caso è l'inflazione del dato in presenza di corone non circolari (qui un'ottima spiegazione).
Solo pochi misuratori - Favero Assioma, mozzi Powertap - perché la misurazione è a valle della combinazione corona+ricercata variazione della sua velocità angolare - e, per loro dichiarazione ma senza documentazione Power2max - sono compatibili con l'utilizzo di corone non circolari.
3) Validare i dati con calcoli indiretti e variabili. Vi sono varie opzioni, più o meno complesse (personalmente ho implementato un modello dinamico a 10 variabili per il calcolo e confronto diretto tra misurato e stimato, vedi immagine di seguito) che possono dare un primo indizio sulla veridicità dei dati. Tante più sono le variabili e la correttezza/coerenza del modello tanto più precisa sarà la stima e... viceversa. Motivo per cui stime dal solo valore MEDIO ascensionale lasciano il tempo che trovano ma modelli a più variabili (LINK) possono già dare un primo indizio non "raffinato" ( = spesso e comunque oltre l'errore strumentale tipico) della validità dei propri dati.
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| In giallo il dato misurato, in rosso andamento stima dinamica da variabili esterne. Est power = valore medio calcolato |
4) Zeroing ( = calibrazione) SEMPRE. Se necessario anche durante l'uscita/sessione. Come già scritto qui (LINK). Se si vuole usare correttamente uno strumento e non come ornamento alla propria bicicletta...lo si deve utilizzare secondo le procedure che ne indicano un buon utilizzo. Se la risposta è "sì ma perdo 10'' per la calibrazione..." bhe non mi stupirei che lo strumento E' totalmente un soprammobile su quella bici e che/perché sicuramente non si è data alcuna lettura alle più basiche indicazioni su come utilizzarlo.
5) Controlla carica/stato batterie. In genere è notificato con largo anticipo l'esaurimento di carica, sia essa da batteria ricaricabile o sostituibile. Nel primo caso è buona prassi "trattarla" come una batteria in qualsiasi altro dispositivo similare (es telefono cellulare) quindi non arrivare mai a completa scarica, non raggiungere, preferibilmente, una completa carica, privilegiare ricariche lente e senza eccessivi incrementi di temperatura. Nel secondo caso, ossia con quelle rimovibili, prestare sempre cura ad apertura e chiusura del vano batteria, spesso tallone d'Achille di molti misuratori. Come per tutte le batterie va sempre preventivato un maggiore esaurimento in presenza di basse temperature.
6) Controlla i valori di serraggio. Sia della bulloneria guarnitura per misuratori lì alloggiati che nella chiusura pedali/pedivella per i misuratori "nei" pedali. In entrambe i casi una chiusura sotto i valori previsti può comportare errati valori di misurazione in difetto.
7) Confronto con misuratore di altre persone. Già due misuratori di per sé anche della stessa marca e modello possono avere variazioni minime, se poi sono diversi per collocazione le differenze diventano ancora più marcate. Se a queste differenze aggiungiamo quelle di peso, posizione, impatto aerodinamico, stile di pedalata, ecc ecc di due soggetti....non se ne viene più fuori. E non serve a nulla. Più errori, sommandosi, non danno una risposta corretta (a meno di essere particolarmente fortunati...).
8) Aggiornare i firmware. Sempre o sempre...dopo un breve periodo (senza fare nomi). Gli aggiornamenti in genere apportano sempre valide e necessarie correzioni, vi sono piccole eccezioni (senza fare nomi) in cui magari è meglio rimanere alla metaforica finestra e attendere qualche giorno/settimana prima di compromettere magari il funzionamento o del misuratore...o dello strumento su cui si visualizzano i dati.
9) Corrette modalità di registrazione dati. No "registrazioni intelligenti", no autopause (preferibilmente NO neppure a pause e restart durante tutta la sessione). Sì a registrazione su campionamento temprale fisso (in genere 1''), sì a registrazione continua. Se la sessione ha più tempi morti/in pausa che in movimento....bhe...rivedere il significato di "allenamento". Tutto già indicato da 5+ anni (LINK).
10) Gestire, nel possibile, eventuali interferenze/drop dati indoor. Non ripeto quanto già specificatamente e sinteticamente indicato qui, buona lettura (LINK).
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RIASSUNTO-"DIARIO"-VELOCE ANALISI 2016, INFO(GRAFICA) E POSSIBILI SPUNTI
Massa Roberto
gennaio 01, 2017
Questo articolo e breve analisi "annuale" prende spunto da quella scritta 12 mesi fa a fine 2015:
http://www.massarob.info/2015/12/riassunto-diario-analisi-di-fine-anno.html
Con l'aiuto di alcuni grafici analizzerò quest'anno appena conclusosi cercando di inserire alcuni possibili spunti.
Parto dalle premesse, che sono le medesime dell'articolo sopra menzionato, quindi rimando a quello per tale parte.
Procederò in via più "cronologica" e non per argomenti, con un procedimento quindi diverso rispetto a quello relativo al 2015.
Partendo dal riassuntivo VELOVIEWER il primo raffronto con il 2015 indica un incremento nella distanza totale (+12%), un parziale incremento del volume orario (+3%) e nel dislivello totale coperto
(+1,2%). Queste divergenze sono anche il frutto di quasi 2100Km indoor (~90% con Zwift, il rimanente con altri software) negli ultimi 2 mesi del 2016. Al contrario, nel 2015 ho cercato di ridurre al minimo l'attività indoor; quanto fatto invece in questa fase, lo ri sottolineerò in altri passaggi, è sto invece propedeutico ad una possibile anticipazione dell'attività agonistica 2017 partecipando, se e quando questo sarà possibile, a qualche gara ciclocross. Nell'inverno 2013, quando in USA, ho svolto alcune gare di questa tipologia e mi sono divertito molto. Da spettatore trovo poi che questa sia una se non la disciplina ciclistica più interessante e spettacolare, sia per la durata che per l'intensità delle gare stesse. Inoltre a livello condizionale le affinità con le gare in salita, mia attività principale negli ultimi anni, sono notevoli nonostante la logistica sia ovviamente differente: un evento gara ciclocross ha una elevata richiesta massimale aerobica oltre ad una notevole capacità di utilizzo e recupero W'. In misura minore sull'uso di W', ma spesso con intensità massimali aerobiche temporali più continuative, lo stesso avviene per gare in salita relativamente brevi (25-35').
Altra veloce comparativa con il 2015, divisa per mesi. Ho incrementato i volumi di carico > CP, questo grazie anche ad una maggiore freschezza data dalla ricerca, nelle fasi in cui l'obiettivo è stato di rimanere su una distribuzione 70-10-20, proprio di questa distribuzione. Gennaio, febbraio e marzo sono stati i mesi cruciali per questa tipologia di lavoro, con risultati in allenamento sempre soddisfacenti, su tutti:
http://www.massarob.info/2016/03/videotelemetria-salita.html
http://www.massarob.info/2016/03/videotelemetria-salita-cedegolo-valle.html
La riduzione di volume qualitativo ad aprile è stata anche condizionata da alcune difficoltà nella respirazione, che hanno compromesso le gare in questo periodo, sia pure poi con una parziale ripresa e rientro alla "normalità" già dalla Gimondi http://www.massarob.info/2016/06/gare-2016.html
Come precedentemente indicato poi il periodo di gare è stato caratterizzato dall'alternanza di alta intensità (gare stesse), brevi richiami con incremento anche carico anaerobico (grafico qui sotto) e combinazione di allenamenti ESTREMAMENTE blandi o con brevi richiami ad intensità "medie".
A fronte di un carico aerobico (aTISS e cTSS) abbastanza similare tra 2015 e 2016 sono incrementati nel raffronto i carichi (volume ma anche intensità) > CP. L'andamento sommatorio/cumulativo (stress) di Relative Intensity (RI= xPower/CP) lo conferma. L'impennata d questo ultimo parametro rientra nell'incremento intensità in previsione di possibili gare ciclocross (a breve) e, in ogni caso, la prova di alcuni carichi differenti con lavori sopra/sotto CP (motivo per cui anche la quota/volume "black hole" è incrementata a discapito di una polarizzazione che, in questa fase è meno stringente e anzi più orientata ad un carico "unimodale"). Il superamento 1.0 di RI è il risultato di attività particolarmente intense ma brevi, anche qui con un incremento sul fronte qualitativo ma marginale sullo stato di stress. Inoltre le due settimane a cavallo della fine ed inizio anno sono, per me, cruciali nello sfruttare il periodo vacanziero (scolastico) per incrementare intensità (quest'anno) e/o volume (come negli anni precedenti), sfruttando anche l'incremento delle ore d sonno (fino a 9-10/gg). Il riposo E' la parte principale dell'allenamento, l'unico strumento che permette il compimento del processo di carico. Non c'è adattamento (cronico), se allo stimolo/risposta (acuto/a) di carico non avviene un corretto processo di RIPOSO e RECUPERO.
Sul piano del profilo potenza, la curva p-t, grafico che rappresenta l' "impronta digitale" delle nostre prestazioni, il raffronto indica una sostanziale similitudine con due elementi però differenti, in positivo.
Il primo rappresenta il dominio al limite tra il massimale aerobico (4-8') e le intensità che, man mano si riducono come valori temporali, divengono più anaerobiche.
Rispetto al 2015 vi sono miglioramenti compresi tra il 4 ed il 10%, valori che sono tali anche nel valore normalizzato su peso (W/Kg) poiché tale dato non è variato (65,5+/-1 Kg).
Altro "dominio" in cui vi è stato un miglioramento, sia pure meno accentuato, è tra i 20 ed i 35'. Oltre ad essere una durata tipica delle gare in salita "in zona" rappresenta anche il dominio tempo, non fisso su un singolo valore temporale, della sostenibilità di CP, appunto tipicamente compresa tra 25 e 35'. Questo significa che il leggero incremento di CP è stato soprattutto "migliorato" nella sua sostenibilità.
http://www.massarob.info/2015/12/riassunto-diario-analisi-di-fine-anno.html
Con l'aiuto di alcuni grafici analizzerò quest'anno appena conclusosi cercando di inserire alcuni possibili spunti.
Parto dalle premesse, che sono le medesime dell'articolo sopra menzionato, quindi rimando a quello per tale parte.
Procederò in via più "cronologica" e non per argomenti, con un procedimento quindi diverso rispetto a quello relativo al 2015.
DAL GENERALE AL PARTICOLARE
Partendo dal riassuntivo VELOVIEWER il primo raffronto con il 2015 indica un incremento nella distanza totale (+12%), un parziale incremento del volume orario (+3%) e nel dislivello totale coperto
(+1,2%). Queste divergenze sono anche il frutto di quasi 2100Km indoor (~90% con Zwift, il rimanente con altri software) negli ultimi 2 mesi del 2016. Al contrario, nel 2015 ho cercato di ridurre al minimo l'attività indoor; quanto fatto invece in questa fase, lo ri sottolineerò in altri passaggi, è sto invece propedeutico ad una possibile anticipazione dell'attività agonistica 2017 partecipando, se e quando questo sarà possibile, a qualche gara ciclocross. Nell'inverno 2013, quando in USA, ho svolto alcune gare di questa tipologia e mi sono divertito molto. Da spettatore trovo poi che questa sia una se non la disciplina ciclistica più interessante e spettacolare, sia per la durata che per l'intensità delle gare stesse. Inoltre a livello condizionale le affinità con le gare in salita, mia attività principale negli ultimi anni, sono notevoli nonostante la logistica sia ovviamente differente: un evento gara ciclocross ha una elevata richiesta massimale aerobica oltre ad una notevole capacità di utilizzo e recupero W'. In misura minore sull'uso di W', ma spesso con intensità massimali aerobiche temporali più continuative, lo stesso avviene per gare in salita relativamente brevi (25-35').
ANCOR PIU' POLARIZZAZIONE
Il tema della polarizzazione di carico è discretamente dibattuto anche se, nei suoi principi e riferimenti basilari, è decisamente semplice: vanno evitate quelle intensità che non hanno né una funzione di carico "metabolico" (utilizzo substrati energetici di maggiore disponibilità, economia ed efficienza aerobica marcatamente submassimale) né un carico mirato e specifico a livello condizionale sull'incremento delle CAPACITA' massimali e submassimali, anche in relazione alla tipologia di reclutamento muscolare. Va quindi evitata, quando non strutturata, quella "terra di mezzo" che non rappresenta uno stimolo allenante/condizionale specifico affinché sia un reale stimolo (= deviazione stato omeostasi) condizionale e che, se protratta anche per lunghi periodi, non comporta benefici concreti a livello "metabolico" adducendo uno stato di affaticamento che, se cronicizzato, influisce negativamente anche sulla possibilità di ottenere un carico qualitativo più elevato. In parole povere è quell'intensità che non dà reali o concreti risultati nel rapporto costi/benefici poiché troppo blanda (intensità) per creare degli adattamenti condizionali, troppo elevata per dare degli effetti sull'utilizzo dei substrati energetici di ampia disponibilità (ossidazione grassi, efficienza fibre ossidative, ecc ecc...) e/o se troppo protratta (densità di carico) possibile fonte di stagnazione di carico e sicura perdita di volume specifico che viene sottratto a gli stimoli ed intensità superiori (riduzione qualità) ed inferiori (riduzione quantità) ad essa.
Nell'immagine comparativa (fucsia= 2016, azzurro scuro= 2015) è ben chiaro come già una stagione discretamente votata alla polarizzazione di carico (2015) sia stata ancora più accentuata nel 2016. Con una ridistribuzione delle intensità "intermedie" sia nei volumi (blandi) inferiori a 2,9-3 W/Kg che sopra i 5 W/Kg (~ sopra/inclusa CP media stagionale).
L'obiettivo di distribuzione GENERALE (macrociclo) è stato quindi di rimanere su valori del 70-10-20% tra tre "macro" zone: "metabolica", "black hole" e "qualitativa". Quest'ultima parte da un riferimento inferiore, ma non *eccessivamente* distante da CP.
I mesocicli hanno previsto graduali incrementi dei volumi qualitativi PRIMA della fase agonistica (fine aprile), intervallati da richiami (incremento valori picco tracciato rosso) e una sostanziale riduzione dei volumi (ma non delle intensità, vd grafici successivi) nei mesi "centrali" della stagione. In questa fase ho anche svolto alcuni richiami sulle intensità medie così da intervallare sia le gare (praticamente settimanali) che i relativi richiami di intensità. La fine della stagione (settembre) ha visto anche una graduale ripresa delle intensità medie come richiamo generale.
L'ASPETTO QUALITATIVO= VOLUMI > CP
http://www.massarob.info/2016/03/videotelemetria-salita.html
http://www.massarob.info/2016/03/videotelemetria-salita-cedegolo-valle.html
La riduzione di volume qualitativo ad aprile è stata anche condizionata da alcune difficoltà nella respirazione, che hanno compromesso le gare in questo periodo, sia pure poi con una parziale ripresa e rientro alla "normalità" già dalla Gimondi http://www.massarob.info/2016/06/gare-2016.html
Come precedentemente indicato poi il periodo di gare è stato caratterizzato dall'alternanza di alta intensità (gare stesse), brevi richiami con incremento anche carico anaerobico (grafico qui sotto) e combinazione di allenamenti ESTREMAMENTE blandi o con brevi richiami ad intensità "medie".
A fronte di un carico aerobico (aTISS e cTSS) abbastanza similare tra 2015 e 2016 sono incrementati nel raffronto i carichi (volume ma anche intensità) > CP. L'andamento sommatorio/cumulativo (stress) di Relative Intensity (RI= xPower/CP) lo conferma. L'impennata d questo ultimo parametro rientra nell'incremento intensità in previsione di possibili gare ciclocross (a breve) e, in ogni caso, la prova di alcuni carichi differenti con lavori sopra/sotto CP (motivo per cui anche la quota/volume "black hole" è incrementata a discapito di una polarizzazione che, in questa fase è meno stringente e anzi più orientata ad un carico "unimodale"). Il superamento 1.0 di RI è il risultato di attività particolarmente intense ma brevi, anche qui con un incremento sul fronte qualitativo ma marginale sullo stato di stress. Inoltre le due settimane a cavallo della fine ed inizio anno sono, per me, cruciali nello sfruttare il periodo vacanziero (scolastico) per incrementare intensità (quest'anno) e/o volume (come negli anni precedenti), sfruttando anche l'incremento delle ore d sonno (fino a 9-10/gg). Il riposo E' la parte principale dell'allenamento, l'unico strumento che permette il compimento del processo di carico. Non c'è adattamento (cronico), se allo stimolo/risposta (acuto/a) di carico non avviene un corretto processo di RIPOSO e RECUPERO.
ADATTAMENTI
Oltre ai risultati "agonistici", comunque relativi e già precedentemente postati in un link, l'anno conclusosi ha portato ad alcuni miglioramenti e ad altri "consolidamenti".Sul piano del profilo potenza, la curva p-t, grafico che rappresenta l' "impronta digitale" delle nostre prestazioni, il raffronto indica una sostanziale similitudine con due elementi però differenti, in positivo.
Il primo rappresenta il dominio al limite tra il massimale aerobico (4-8') e le intensità che, man mano si riducono come valori temporali, divengono più anaerobiche.
Rispetto al 2015 vi sono miglioramenti compresi tra il 4 ed il 10%, valori che sono tali anche nel valore normalizzato su peso (W/Kg) poiché tale dato non è variato (65,5+/-1 Kg).
Altro "dominio" in cui vi è stato un miglioramento, sia pure meno accentuato, è tra i 20 ed i 35'. Oltre ad essere una durata tipica delle gare in salita "in zona" rappresenta anche il dominio tempo, non fisso su un singolo valore temporale, della sostenibilità di CP, appunto tipicamente compresa tra 25 e 35'. Questo significa che il leggero incremento di CP è stato soprattutto "migliorato" nella sua sostenibilità.
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Rullo ELITE RAMPA, il test giorno per giorno
Massa Roberto
ottobre 28, 2016
PREMESSA
E' indubbio che tutti, o quasi tutti, preferiamo un allenamento all'aperto rispetto ad uno indoor. E' però anche altrettanto vero che la resa -tempo effettivo/tempo pedalato- nel condensare una seduta indoor è estremamente efficace nel ridurre i tempi morti.Negli ultimi anni la mia "flotta" di rulli era costituita da vari sistemi magnetici, in pratica rulli acquistati negli ultimi 10 e 15 anni, spesso usati come alternativa estrema (es maltempo mentre in montagna), da un sistema roller e da un rullo "interattivo".
Il roller è un prodotto Elite con cilindri parabolici a cui ho aggiunto un'unità resistente esterna a ventola (Kreitler) che permette un notevole innalzamento delle resistenze in gioco.
Due sono però essenzialmente i problemi con questo "sistema": l'elevata rumorosità della ventola all'incremento delle intensità (di vantaggioso c'è che si può convogliare il flusso d'aria...direttamente in faccia) e non secondariamente il fatto che le vibrazioni del sistema, specie quando si superano determinati wattaggi, rende la situazione un po' "instabile"!
L'altro sistema in uso è un rullo Tacx Vortex che ho dal 2012. Questo prodotto può essere interfacciato, con una pennetta ANT+ e il software proprietario TACX (TTS) con decine di percorsi e video interattivi: all'incremento e variare delle pendenze cambierà la resistenza del sistema frenante.
In tal senso TACX ha anticipato (con un protocollo chiuso e proprietario) quello che è l'attuale sistema ANT+ FE-C (rimando qui per i dettagli). E' un sistema valido e solido, più a livello hardware che software dove invece TSS lascia spesso a desiderare..., ma appunto un sistema "chiuso".
Ovviamente il rullo funziona anche in modalità ergometro, come unità di gestione di potenza e/o potenza anche senza l'utilizzo del software e pc. Vi sono decine di DVD Tacx e altrettanti percorsi, più o meno "amatoriali"da poter abbinare e utilizzare e questo è stato un punto di forza per questo prodotto fino appunto all'avvento di FE-C. Quest'ultimo ha portato negli ultimi 2/3 anni ad un incremento dei software "di terze parti" che permettono un'interattività multimediale con percorsi reali (es. BKOOL, Virtual Training) o immaginari (es. su tutti ZWIFT). Proprio la "voglia" di utilizzare altri sistemi e software -prenderò in considerazione tra i molteplici proprio gli ultimi tre menzionati- è stata una spinta all'acquisto del rullo in "recensione".
Un altro aspetto è stata la necessità di "potenziare" l'unità frenante. E' spesso un aspetto sottovalutato ma la curva VELOCITA'-POTENZA sostenibile dal sistema è spesso più rilevante della pendenza massima che il sistema stesso può "simulare". Un esempio, mi capitava spesso di surriscaldare (e il sistema va in cut-off automatico) il Vortex su determinate salite e pendenze poiché le velocità scendevano, sia pur di poco, sotto quelle sostenibili dall'unità frenante. Spesso era infatti impossibile pedalare a >300W se non mantenendo ALMENO 20-22 Km/h. Questo comportava che alcuni video erano di difficile simulazione se non riducendo di un fattore di scala (es. -33%) la pendenza reale (es un 9% "reale" poteva essere ridotto di un 33% ad un effetto frenante del 6%).
Nel raffronto tra i vari prodotti attualmente in commercio e filtrando da subito i rulli "abilitati " FE-C, scartando quindi i non FE-C, poche erano rimaste le alternative nel mio "budget" (~400€): Elite Digital Qubo + (da non confondere con il quasi omonimo Qubo Power che NON e' FE-C) e appunto il Rampa in recensione. Il Digital aveva in tutto e per tutto simili caratteristiche "meccaniche" (volano, curva velocità-potenza) all' attuale Tacx Vortex Smart (quindi FE-C) ad un prezzo sostanzialmente inferiore di un 10%. Le differenze meccaniche tra Vortex "NON Smart" e Smart sono essenzialmente nel chip ANT+ (ampliamento del numero di canali) e quindi...avrei avuto i medesimi "problemi" di non sufficiente resistenza in determinate situazioni di potenza/velocità come in passato.
L'Elite Rampa rientra nel segmento, anche per prezzo di listino (~500€), del Tacx Bushido e simili sono tra i due anche le caratteristiche delle unità frenanti. Avendo trovato questo Rampa a meno di 400€ la scelta è stata quasi immediata.
GIORNO ZERO, unboxing
Il rullo arriva corredato di un manuale di montaggio in stile "Ikea" cioè con immagini descrittive del montaggio. Sono inoltre presenti 2 chiavi "gratuite": un mese di Zwift e 12 mesi di funzionalità complete con l'app Elite my E-Training.
Nel manuale cartaceo non tutti i passaggi sono forse ben illustrati ma in una decina di minuti tutto si può facilmente montare. Vengono fornite le chiavi a brugola per le differenti viti ma non le chiavi aperte necessarie per il montaggio dell'unità frenante (dadi di fissaggio da 13mm) e dell'eventuale sostituzione dei distanziali per variare l'altezza da terra (per ruote 29''). Quest'ultimo passaggio, come evidenziato in altre recensioni su questo prodotto, non è effettivamente chiarissimo ma in sostanza...a meno di usare una MTB con ruote da 29'' non è necessario cambiare questi distanziali.
Decisamente "largo" per diametro e pesante (6Kg) il volano che rende discretamente realistica (ben più del Vortex) l'inerzia della ruota quando gira senza trazione della catena...quindi a ruota libera.
Per ora ho provato il rullo per 3 minuti (di numero) su Zwift per valutare l'effettivo funzionamento del cambio pendenza. Il pairing è stato immediato così come anche appare abbastanza semplice e intuitiva l'app (su Android) fornita da Elite. Interessante in tal senso la possibilità di calibrare il rullo, che, da solo, offre una STIMA di potenza, con un misuratore effettivamente montato sulla bici. Sono tutte prove che affronterò nei prossimi giorni. Rimando quindi il "giorno 1" di prova...alla prima giornata di maltempo (nel possibile...anche io preferisco pedalare all'aperto)!
PRIME IMPRESSIONI
In questo inizio novembre ho avuto modo di provare il rullo in 5-6 sessioni indoor, tutte eseguite con Zwift per poter apprezzare e valutare le funzionalità FE-C. Semplificando un rullo con questa caratteristica permette di sincronizzare le variazioni di pendenza (da software) con la resistenza dell'unità frenante: un incremento di pendenza renderà più impegnativa la pedalata e viceversa una situazione a zero pendenza o addirittura negativa. Tale combinazione era permessa in passato abbinando specifico rullo con specifico software, due esempi su tutti i passati modelli "smart" Tacx ed Elite.
Il "vantaggio" di un sistema aperto a software di terze parti permettere di POTER SCEGLIERE quale piattaforma utilizzare SE si intende sfruttare questa possibilità in un ambiente "interattivo" e di "gamefication" dell'attività. Di "gamefication" si tratta in particolare quando si parla di Zwift, per esempio, perché i percorsi che scorrono non sono dei video ma una ricostruzione di tracciati reali (ultime edizioni mondiali su strada) o immaginari in cui viene dato maggior risalto alla multimedialità e "socialità" dell'allenamento (o della gara!) che ad altri aspetti tecnici.
Il "vantaggio" di un sistema aperto a software di terze parti permettere di POTER SCEGLIERE quale piattaforma utilizzare SE si intende sfruttare questa possibilità in un ambiente "interattivo" e di "gamefication" dell'attività. Di "gamefication" si tratta in particolare quando si parla di Zwift, per esempio, perché i percorsi che scorrono non sono dei video ma una ricostruzione di tracciati reali (ultime edizioni mondiali su strada) o immaginari in cui viene dato maggior risalto alla multimedialità e "socialità" dell'allenamento (o della gara!) che ad altri aspetti tecnici.
Come si è comportato il rullo quindi in queste situazioni?
Sostanzialmente in maniera sempre adeguata se non con alcuni piccoli limiti che poi tratterò. Premetto che in tutte le sedute svolte (di seguito alcuni grafici), il setup era il seguente:
- potenza da misuratore montato su bici (BePro o Stages)
- dato cadenza trasmesso da misuratore potenza
- variazioni percorso/pendenza gestito dal rullo
Quindi le potenze registrate non sono quelle (STIMATE) dal rullo e non ho ancora svolto una prova comparativa tra questo ed uno o più sensori bici. Sinceramente non mi attendo una grande sovrapponibilità tra stima potenza rullo e valore letto da un sistema più "preciso" (nonchè più prossimo al punto di applicazione delle forze). Discorso che si può estendere a tutti questi sistemi ossia bici intera SU rullo.
Altri, in cui il rullo diventa a tutti gli effetti un sistema integrato nella bici, tanto da sostituirne la ruota posteriore e diventare una specie di "Powertap" (es Wahoo Kickr) hanno decisamente una maggior sensibilità e sono a tutti gli effetti dei misuratori. Ma questa è innanzitutto una (banale) conseguenza delle differenze tra questi due sistemi i quali, essendo diversi, hanno ovviamente di pro e dei contro.
Altri, in cui il rullo diventa a tutti gli effetti un sistema integrato nella bici, tanto da sostituirne la ruota posteriore e diventare una specie di "Powertap" (es Wahoo Kickr) hanno decisamente una maggior sensibilità e sono a tutti gli effetti dei misuratori. Ma questa è innanzitutto una (banale) conseguenza delle differenze tra questi due sistemi i quali, essendo diversi, hanno ovviamente di pro e dei contro.
Il rullo non si è mai dimostrato in difficoltà né su "pendenze" > 10% né nei tratti più "spinti" (che non sono mancati, rimando a grafici successivi) senza particolari incertezze se non una tendenza ad una certa latenza di qualche secondo tra cambio pendenza a video e "feedback" percepito nella variazione di resistenza. Questo aspetto può essere per altro configurato (tramite l'app Elite) ma per ora l'ho lasciato di default.
La rumorosità del rullo è decisamente buona ma sicuramente vi sono modelli ancora più silenziosi per chi ha necessità, magari abitando in un appartamento e non in una casa isolata, di ridurre al minimo questo fattore.
Anche sulla "durata" (es un allenamento di 100+ Km e quasi 3 ore, per un evento benefico) il rullo non ha mai avuto incertezze né sul segnale/gestione resistenze né di surriscaldamento.
Due, per ora, le nota negative: la prima è l'evidente consumo del rullino (in
materiale "Elastogel" e non metallico) dove appoggia la gomma. Dopo una
sola settimana presenta già un solco visibile e ben percepibile al tatto
di circa 0.5-1 mm.
L'altra, ma era nota nelle "caratteristiche tecniche", è una certa difficoltà a reggere wattaggi da intensità "neuromuscolare" ossia tutta quella gamma di accelerazioni brevi e intense inferiori a 20-25'' e superiori a 700-800W. Ma per chi ha questa necessità vi sono altre tipologie di rullo e prodotti. Sulla gestione di 300-400W (nel mio caso un range ~4,5-6,1 W/Kg) sono pienamente soddisfatto anche della sensazione di inerzia trasmessa dal volano.















