GARE 2022
GARE 2021
Camp. Italiano ACSI Cronoscalata 2021 (Belluno)
Grazie a Ivan per la domanda quindi ne approfitto per una veloce analisi “tecnica”. Senza la pretesa di avvalorare alcuna prestazione straordinaria ma per dare una connotazione “scientifica”/non di marketing.
Premessa: prevedevo di percorrere la salita in ~28' "basso"- 27’ "alto" (fatto in 26'13'') a ~23Km/h di media.
Analizzandola -mai provata né vista prima del giorno della gara se non in video,
la seconda metà è stata infatti percorsa dal recente Giro U23- era evidente una
certa scorrevolezza accentuata anche da due tratti dove era possibile
sviluppare velocità >30-35 Km/h.
La pendenza media <6% + la previsione di velocità la pone anche, secondo questo ottimo “report”
Cannondale (LINK) sullo spartiacque perfetto tra prevalenza dell’aspetto
aerodinamico vs. "puro" peso. Ovviamente vanno viste le combinazioni associate di entrambe le variabili (% salita, watt potenzialmente esprimibili per il tempo previsto = velocità prevista).
Il tutto sia come valore medio totale MA anche considerando eventuali peculiarità, per esempio tratti significativi in cui la media oraria si alza.
Qui il grafico altimetria (grigio) - velocità (verde, la linea più discontinua) espresse evidenziando la linea di velocità media (linea verde orizzontale. La sottile linea in verde che invece parte dall'origine - 0 - è il dispendio in kJ che però ho omesso dalla scala Y).
Qui i 2 grafici principali dal PDF "Cannondale" di cui sopra:
Quindi come in molti casi vanno fatte delle scelte costo-beneficio.
- Bicicletta: la solita nelle gare in salita, guarnitura 50-35 (usato solo ed
esclusivamente il 50), cassetta 11-30. Ruote cerchi profilo 35 mm con tubolari. Fosse stata una
salita più ripida la scelta poteva optare su un profilo più basso (27 o 30 mm),
in alluminio ma con copertoncino o tubeless. Qui non ho dati concreti a
supporto della percezione che la leggerezza del cerchio tubolare sia ormai
quasi pareggiata da una maggiore scorrevolezza data da un profilo similare
(30mm) montato però tubeless o copertoncini+camere in lattice o superleggere
(~55-60g). E’ anche una tendenza che, per vari motivi, si è diffusa prima nelle
sole gare a cronometro e lentamente ora anche in quelle su strada “tradizionali”.
- Casco: sempre prendendo spunto da grafico di cui sopra e
dati salita ho optato per il Giro Aero Attack (penultima generazione). Molti
test non lo mettono in estremo vantaggio aerodinamico rispetto ad altri caschi
più recenti però…ha poche/minime (2) aperture sulla parte frontale/anteriore. Utilizzato senza
visiera che però avrei montato se a) vi fossero state temperature più basse E b)
la salita fosse stata ancora più veloce. Penso che qui venga spesso
sottostimato l’impatto di questo accessorio: caschi con molte feritoie MA “chiuse”
ossia senza un flusso in uscita (allo specchio controllare se si vede il “foro
in uscita”) creano un effetto “scolapasta” non indifferente. Bilancio costi-benefici: per 25-30 minuti di evento si può sopportare una leggera minore
ventilazione (in realtà non percepita) per avere un minor effetto “freno” in
una delle estremità del corpo e quindi maggiormente esposte alla resistenza aerodinamica.
- Copri scarpe: rimanendo sulle estremità qui è dove si può teoricamente
avere il massimo vantaggio in termini basilari di costi (€) - benefici. Qui un
link a riguardo https://www.cyclingweekly.com/news/product-news/aero-kit-gives-bang-buck-221256
Ovviamente si fa riferimento a ben più alte velocità ma per transitività tutti
questi concetti hanno appunto un senso, ovviamente riproporzionato su velocità
inferiori, anche su salite pedalabili (rimando a grafico e PDF Cannondale
White paper) e/o tratti in pianura.
Quindi copri scarpe usati perché con scarpe con 2 chiusure "BOA" queste sono un
elemento esposto oltre che costantemente in movimento. Nel (tentativo) di passare a
scarpe con lacci
o strap (Fizik Aeroweave R2) probabilmente non avrei usato copriscarpe ma…non riuscendo ad abbandonate le scarpe in uso da due anni…questa è stata la scelta.
Negli anni scorsi ho usato anche Velotoze, in realtà per quelli interi servono
temperature molto basse...o una buona predisposizione a far crescere le rane nelle scarpe 😁...vista l'umidità che si genera perché isolano completamente il piede. Il puntale a
coprire anche solo 1 dei 2 BOA potrebbe fare qualcosa e non influisce sulla
traspirabilità. Di contro è un prodotto che anche maneggiato con "cura" tende a rompersi anche solo se lo si guarda storto
- Sganci rapidi: confermo con chiusura a brugola e senza
leva, minimo vantaggio aero (ma su estremità bici, prioritaria nell’anteriore,
quasi ininfluente dietro) ma maggiore sicurezza di chiusura.
Non serviva una velocità di sgancio...avessi forato a)
la gara era finita b) non c’è ovviamente assistenza meccanica. Il vantaggio qui
è nell’ordine di qualche, forse singolo W, equivalente però agli ora tanto di
moda cavi integrati…senza però lo svantaggio di tale sistema. (NB recente video
dell’arrabbiatura di Cavendish col meccanico al Tour: lo sterzo non gira bene…con
una bici “normale” la sostituzione del cuscinetto avrebbe richiesto 5 minuti…con cavi
integrati che passano nel tubo di sterzo si deve smontare mezza bicicletta,
rifare idraulica freni a disco ecc ecc)
- Borraccia: qui la logica è solo di peso essendo un modello che pesa da 1/3 a
½ in meno rispetto a una “tradizionale”. Con il vantaggio non secondario di avere un’ottima
erogazione quando la si schiaccia e, con meno materiale plastico, anche un
minor impatto ambientale una volta smaltita/riciclata.
- Body: rimando ad articolo precedente di Cyclingweekly anche
qui è dove il rapporto costo (€) -beneficio è più facile. Più che la pendenza
salita qui è la temperatura a poter far optare per una scelta più “tradizionale” (es poter aprire maggiormente la zip della maglia).
GARE 2020
[Video+Telemetria] Presolana versante Dezzo 4/8/2020 | 23'08'' | 353W/63Kg
ELEMENTI DA CONSIDERARE E BENEFICI DELL’ATTIVITA’ INDOOR
Scoprendo forse l’acqua calda (o in inverno…allenamenti senza congelarsi).
Va ricordato infatti che la nostra attività del pedalare ha un’efficienza energetica del ~25% (comunque alta/superiore rispetto ad altri gesti, es. correre). Ossia per X quantità di energia chimica ossidata/utilizzata “solo” ¼ diventa lavoro meccanico (potenza*tempo) mentre ¾ di questa energia si disperde in calore.
A queste indicazioni vi possono essere e vi sono particolari eccezioni di adattamento SE, dopo un adeguato adattamento, si vuole inserire uno stressor termico per incrementare i volumi plasmatici (https://www.outsideonline.com/2098556/surprising-benefits-training-heat)
Dal libro “Breve storia del Corpo Umano”:
Il terzo aspetto riguarda un adattamento non periferico/superficiale e quindi non visibile ma che possiamo riscontrare osservando per esempio il battito cardiaco sotto sforzo: con l’adattamento questo parametro si ridurrà a parità di intensità e lavoro (potenza*tempo).
Perché avviene questo adattamento? Dalla raccolta di articoli di Seiler in “Exercise Physiology”
Un aspetto importante che personalmente ho riscontrato nelle sessioni indoor, soprattutto se particolarmente intense, riguarda quello che generalmente potremmo ancora chiamare come Central Governor (LINK).
A parità di intensità, rimane più elevata, sia pure marginalmente anche con i dovuti adattamenti, la percezione dello sforzo ma questo “allenamento” genera poi dei cambiamenti, in positivo, quando si tratta di trasporre queste intensità e gestione della fatica (percepita e “reale”) anche su strada.
Uno degli elementi più importanti che mi ha permesso anche questi risultati negli ultimi anni (LINK18 – LINK19) è indubbiamente anche l’aspetto mentale/psicologico di gestione della fatica allenata in situazioni indoor. Un “click” mentale che potrei banalmente descrivere come il “stai facendo fatica ma ti ricordi a novembre-dicembre-gennaio-febbraio sui rulli come stavi ‘facendo’ la stessa fatica se non di più!?”. Non scherzo dicendo, come ho fatto più volte, che certe sessioni/eventi/”gare” indoor sono brutalmente più intense e ostiche di certe gare “vere”. Ovviamente questa “dose” di intensità, come ogni carico allenante, per essere proficua deve seguire una logica di progressività, distribuzione e sostenibilità (recuperi).
Per eventi superiori alle 2h inserisco sempre anche cibo solido come frutta secca o banane (no barrette o gel si ha la comodità e praticità di avere supporti su cui appoggiare qualsiasi cosa).
Infatti anche altri sono i fattori positivi, elencandoli senza approfondirli:
Questo però andrebbe fatto, sempre e a prescindere.


































