FAVERO bePRO - IL TEST giorno per giorno

Similmente a quanto fatto in passato per i Garmin Vector (LINK) inizia da oggi la prova di questo nuovo misuratore made in Italy.

Ringrazio, come già fatto sulla mia pagina Facebook (LINK), tutti i ragazzi che mi hanno gentilmente segnalato come preparatore e "tester" e ovviamente un grosso ringraziamento anche a Favero (LINK UFFICIALE AL PRODOTTO) per la cortese e interessantissima opportunità!


DAY 0, l'arrivo e l'unboxing

L'unboxing parte ovviamente dalla scatola, "voluminosa" (40x16x10 cm) e decisamente "piena", fortunatamente di tutto l'occorrente. Nulla manca per poter montare i pedali (a differenza per esempio di Vector inizialmente sprovvisti di dinamometrica ad ago e zampa di gallo)



Al "primo piano" i pedali

Nei successivi scompartimenti i primi utensili e l'importante sticker contenente le informazioni per il pairing (fondamentale il codice da inserire a mano dovendo gestire più misuratori come farò nelle prove dei prossimi giorni)


Il corpo pedale, evidentemente prodotto da Xpedo


Reparto "elettronica" a sinistra con alimentatore a doppia uscita USB, 2 cavetti USB per il collegamento di alimentazione ai pedali, diversi plug per collegamento alla rete elettrica (utilissimi  in caso di viaggi all'estero). A destra il reparto "meccanico" con tacchette (sempre Xpedo), rondelle da dover inserire EVENTUALMENTE tra pedale e pedivella, sticker da applicare alle pedivelle per il corretto allineamento dei sensori di misurazione


Manualistica cartacea (online anche la versione scaricabile in PDF) e strumenti per l'installazione degli sticker su pedivella/e





4 sticker pedivella, 2 coperchietti USB già inclusi

Alcuni primi dettagli sulla "luce" tra tacchetta e sensore


L'inavvertito sgancio in senso inverso (es. caduta) probabilmente porta al contatto tra tacchetta e corpo sensore (?)



 Peso singolo pedale bePRO 156g
bePRO vs. Shimano DuraAce  +33g (x2 66g)

bePRO vs. Exustar attualmente in uso  +37g (x2 74g)

 Distanza centro pedale-pedivella bePRO, 53mm. Questa distanza può incrementare di qualche mm in funzione della posizione finale di avvitamento del controdato (il primo elemento visibile a sx nel pedale)


Distanza centro pedale-pedivella Shimano DuraAce, 52mm.




Concludo ora con le prime impressioni dopo aver per altro montato i pedali (in abbinamento a pedivella Stages DuraAce). Tutti i passaggi sono spiegati nei minimi dettagli, grande punto a favore l'aver fornito tutti gli strumenti "base" per poter installare i pedali. E' indubbiamente richiesta una certa dose di precisione della fase di corretto allineamento e chiusura della ghiera/controdado.
L'inserimento del codice ANT+ in modalità manuale (sempre consigliato comunque anche anche per scongiurare problemi di multipli misuratori...vedi per esempio partenze in griglie affollate nelle GF!) ha reso immediato il paring con entrambe i Garmin usati per prova e controprova. Lo stesso dicasi per la calibrazione STATICA, veloce e senza alcun intoppo. La calibrazione DINAMICA, necessaria dopo ogni installazione e consigliata anche dopo un successivo allenamento/uscita di assestamento (vale lo stesso per la regolazione degli angoli per i Garmin Vector) ha inizialmente dato alcuni grattacapi risolti però velocemente in quanto è necessario accedere alla procedura di calibrazione (identica procedura e sequenza di tasti per arrivare a quella STATICA) dovendo però pedalare alla cadenza richiesta. Problema risolto salendo su rulli "liberi"/tradizionali e arrivando a pedalare in anticipo alla cadenza richiesta prima di eseguire la calibrazione. Da una prima sommaria pedalata di 10' i valori (media 3'') sono risultati abbastanza/tendenzialmente in linea (~ -10W) con quanto misurato dallo Stages. Nessuna evidente differenza di lag o lentezza nella visualizzazione dei dati, ovviamente quelli comparabili.
Per quanto riguarda i metrics Cycling Dynamics non sono presenti Power Phase (PP) e Platform Center Offset (PCO). Sono correttamente visualizzabili e funzionanti invece i parametri di uniformità, bilanciamento ed efficienza coppia.
A domani con la prima prova "su strada".

 DAY 1, installation lap


Prendendo in prestito dal mondo motoristico questo termine, l'installation lap è un processo di verifica che serve a valutare se tutto è più o meno funzionante e regolare ossia senza avere poi sorprese inaspettate durante l'utilizzo. Inoltre questo strumento, al pari di altri non "plug&play" (Garmin Vector non è decisamente plug&play, Stages lo è) richiede, e viene consigliato anche dalle case produttrici, una o più uscita/e di assestamento proprio perché la misurazione localizzata nei pedali richiede anche una corretta procedura di allineamento e assestamento.
La prima e principale osservazione di oggi, prima di passare all'analisi e comparazione dei file è che...funzionano. Non è così scontato visto che molti produttori arrivano al 95% di un misuratore "quasi finito" ma poi "mancano" nel 5% finale ossia sulla ripetibilità e veridicità dei dati letti e registrati. Se funzioni effettivamente in modo corretto...serviranno più gg e file per valutarlo. Per ora posso dire che funziona e, solo osservando i dati sul display dei Garmin durante l'uscita, non ho notato particolari anomalie se non dei valori spesso inferiori allo Stages ma questo ovviamente può essere influenzato dal valore di bilanciamento (ci ritornerò...).
Seconda osservazione, utile per chi ha già avuto esperienza con i Garmin Vector: aspettatevi similari (5-10'), se non SUPERIORI, tempi per una corretta installazione, la procedura, ANCHE con questi pedali richiede una buona dose di precisione e pazienza. Sempre in termini di tempo la calibrazione DINAMICA richiede almeno 30'' (sempre per comparazione tra prodotti, questa dopo gli ultimi aggiornamenti FW non è più richiesta per i Garmin Vector).
Terza osservazione, non tutte le tacchette KEO sono compatibili con questo pedale ossia si rischia di toccare il corpo sensore/pod plastico. Look Keo originali, Xpedo (fornite col misuratore) sono per esempio perfettamente utilizzabili. Non vale lo stesso discorso per le (comodissime) Exustar (COMPATIBILI KEO) con tamponi anti scivolamento (es. quelle fornite con i Garmin Vector)...me ne sono accorto stamane dopo due belle strisciate sui pod (tutti di plastica).
Quarta osservazione: il perno filettato viene ridotto nella sua effettiva profondità di avvitamento poiché qualche mm viene "perso" (e aggiunto come fattore Q) nel momento in cui il controdado deve andare in serraggio contro la pedivella. Viene consigliato l'uso di una rondella tra controdado e pedivelle ma in questo scenario la parte di avvitamento al pedale viene ulteriormente ridotta!


3 scenari differenti 3 grafici (commento nelle prossime ore)

In ordine di visualizzazione, dall'alto verso il basso
3 tracciati
POTENZA
CADENZA
BILANCIAMENTO (linea continua = 50/50% come presupposto da misurazione monopodalica Stages)

Tracciati fucsia = bePRO
Tracciati azzurro= Stages

Nei prossimi gg anche nel pannello riassuntivo a fondo grafico utilizzerò due utenti differenti comunque è semplice da identificare qual'è lo Stages e qual'è il bePRO...il primo non ha valori di bilanciamento (0.0 nella corrispondente colonna).







45' pianura a basse intensità con alcune pause per calibrazione STATICA e più esecuzioni di calibrazione DINAMICA (ben distinguibili nel momento in cui la cadenza tracciato fucsia va a zero mentre lo Stages prosegue).
Osservazioni:
- i valori di bilanciamento A QUESTE INTENSITA' rispecchiano in modo coerente quanto già osservato con altri strumenti che permettono una misurazione diretta di questo parametro Wattbike e Garmin Vector (e non desunta come, es. , power2max). Era quindi prevedibile una differenza e una SOVRASTIMA da parte dello Stages, il delta però tra i due strumenti è, utilizzando il valore normalizzato (dominio > 20') ben superiore al raddoppio differenza bilanciamento (2.1% * 2) più errore strumentale. Ovviamente la LUNGA fase di calibrazione DINAMICA ha incrementato questa differenza però quasi sempre presente nei tracciati potenza. Anche togliendo questa fase dalla comparazione permane un delta del 12%. Sicuramente hanno influito in questa fase le calibrazioni.
- il tracciato potenza è quasi perfettamente parallelo, questo è sicuramente positivo in quanto indica una corrispondenza con altro misuratore "noto" (e settato, è nuovo, in casa madre solo poche settimane fa)
- il tracciato cadenza è perfettamente sovrapponibile, anche questo è rilevante ai fini di una corretta misurazione e per evitare errori che spesso mettono poi in crisi i software in sede di analisi (es. con cadenze a zero e valori fuori scala nella potenza)
- non sono presenti picchi anomali. Il picco/ripartenza a >600W è presente in entrambe i file







10' salita "flat out"
anche in questo caso il valore di bilanciamento, NECESSARIO per la comparazione di ogni grafico viste le caratteristiche differenti dei due strumenti rientra PERFETTAMENTE in linea con quanto già noto (n=1, ma vale per la maggioranza della popolazione indipendentemente da una maggiore o minore dominanza di un arto inferiore). Con l'incremento di intensità e di reclutamento muscolare, SE ciò avviene in assenza di fatica (elemento multifattoriale), in particolare fatica metabolica/per deplezione scorte glicogene, si osserva fino ad un determinato punto (~CP) un ri-allienamento nel bilanciamento, confermato anche in questo caso dal valore 50.6%. Questo parametro riporta e riavvicina anche i tracciati potenza in questo caso con una differenza/delta ancora presente (immagino lo sarà sempre) ma una sovrapponibilità dato potenza molto vicina. 
Sulla cadenza vale quanto sopra scritto.
Non si osservano particolare latenze o lag.






20' salita a ritmo regolare
L'obiettivo era mantenere ~290W e comparare la misurazione in una intensità "intermedia" rispetto ai due scenari precedenti.
Dopo la discesa (1/3 tracciati, calo potenza e incremento cadenze) si nota una evidente deriva nel valore bilanciamento difficilmente correlata ad uno stato di affaticamento (per compensazione anzi andrei in incremento spinta dx).
Effettivamente non so cosa possa essere successo se non, ipotizzo:
assestamento e piccola variazione nella chiusura pedali (o solo pedale dx?) come normale che possa avvenire appunto in una sessione post installazione e/o particolare condizione temperatura (dagli iniziali 26-27 a 34°C, pur arrivando > 800m s.l.m. su questa salita particolarmente esposta).

Le prime impressioni sul FUNZIONAMENTO sono, per ora, cautelativamente buone/discrete, è FONDAMENTALE completare la procedura di calibrazione DINAMICA finché compaiono i due numeri come da manuale di istruzione. In combinazione dei pedali bePRO uso un Garmin 510 così da avere tutti i metrics introdotti per i Vector e anche in questo caso funzionanti (tutti tranne PCO e PP), vedi commento di ieri. Confermo che sul 510 compaiono in sede di calibrazione DINAMICA i numeri come previsto, in futuro proverò la procedura anche con altri dispositivi (500, 800, IpBike) così da vedere il comportamento e cosa effettivamente compare perché, ripeto, questo passaggio è sicuramente fondamentale.
Le perplessità fondamentali riguardano a) il pod (NON SOSTITUIBILE) completamente di plastica e b) la lunghezza, che poi effettivamente va a ridursi, del perno filettato.
Nel primo caso (a petto poi di non avere problemi con la trasmissione dati?) forse era preferibile qualche grammo in più e una scocca metallica.

Nei prossimi giorni altre prove e uscite (forse non domani... in tal caso D2 slitterà). 

Day2 "assestamento" 
4 luglio, secondo giorno di utilizzo (ieri offroad con la bici da ciclocross, niente PM). Come sempre calibrazione STATICA per entrambe i sensori prima di partire, dopo 5 minuti ho effettuato una calibrazione DINAMICA per controllare che i parametri del bePRO fossero corretti: in questa fase sono necessari 30'' CONTINUATIVI nella cadenza richiesta (80 rpm +/-5 rpm). Sono comparse le 4 cifre (4045) che confermavano la corretta configurazione. Queste 4 cifre rappresentano un valore di settaggio in cui le prime 2 sono relative al pedale sinistro, la seconda coppia (terza e quarta cifra) al pedale destro. Ogni singola coppia di cifre dev'essere compresa tra 15 e 85. Quindi un valore 1250, per esempio, indica la necessità di reinstallare con maggior precisione il pedale sx.
Confermato questo passaggio ho ripetuto un'ulteriore calibrazione STATICA per entrambe gli strumenti.
Uscita tranquilla con una progressione di ~10' e 2' di allungo al termine di questa fase. L'intento era appunto quello di valutare un "discretamente ampio" spettro di intensità.
Si conferma la vicinanza/identici valori e comportamento rispetto ai Garmin Vector: un bilanciamento più spostato sull'arto NON dominante (sx) ad intensità basse e una inversione tanto più marcata quanto più aumenta reclutamento neuromuscolare e superamento di CP (critical power, LINK LINK articolo in 3 parti). Fenomeno del tutto normale già sviscerato nel test relativo ai Garmin Vector
Graficamente è quanto visibile qui sotto nella curva MMP. Un corretto valore di bilanciamento è una prova ulteriore della "bontà" della misurazione ed è necessario per la comparazione con lo Stages in quanto questo secondo misuratore, come ogni strumento "monopodalico" (Garmin Vector S, bePRO S) raddoppia semplicemente il valore misurato sul singolo arto andando a presupporre un bilanciamento sempre costante del 50-50%.

Primo grafico
asse x scala logaritmica TEMPO
asse y POTENZA

- ad intensità comprese tra 270-320W dove si assiste ad un GRADUALE maggior reclutamento è presente un maggior bilanciamento 50-50%. Risultato: le due curve sono sovrapponibili. Bene!
- a blande intensità <250W vi è una discrepanza poiché, fisiologicamente, siamo "programmati" a preservare l'arto dominante quando non è richiesto un grande output di potenza, in questo scenario Stages tenderà sempre a sovrastimare (in misura tanto più marcata quanto più marcato è il non bilanciamento).

Grafico scatterplot: all'aumentare di potenza tende progressivamente a ridursi lo sbilanciamento





- normale il fenomeno opposto ad intensità >CP, nel mio caso sui 340-345W....





....con una divergenza che supera la somma di differenza bilanciamento (x2) ed errore strumentale.
I valori comunque registrati dal bePRO sono coerenti e validi in quanto, a differenza della prima uscita di "installazione" non si presentano vistose anomalie o divergenze/derive. Le differenze sono PIENAMENTE GIUSTIFICATE dalla differente tipologia e caratteristiche degli strumenti e già "validate" e confermate dalle osservazioni e comparazioni con i Garmin Vector.
Nel confronto con questo prodotto infatti non vi sono differenze anche nelle misurazioni di efficienza e uniformità di pedalata.



Considerazioni dopo soli 2 gg 
Parto dalla domanda "diretta" e conseguente risposta che dovrà essere tale che alcuni mi hanno posto..."li compreresti?"
La mia risposta al momento (le prossime settimane potrebbero far risaltare problemi o aspetti che ovviamente 2 sole uscite e 3 giorni di utilizzo non hanno evidenziato) è tendenzialmente positiva ma con alcune considerazioni.

Il prodotto è, evidentemente per scelta e modalità/necessità di assemblaggio, impostato su una modularità che sacrifica la parte elettronica/pod.

Qui entra in gioco tutto il pragmatismo e praticità "bresciana" che è in me :)

A conti fatti su 749€ di misuratore abbiamo
99€ x2= 198€ corpi pedale, perno incluso
30€ controdadi M16
10€ tacchette
115€  kit installazione e ricarica
+ altre ed eventuali, tutti i prezzi sono comunque riferiti a prodotti presi separatamente (e quindi si presuppone più costosi del pacchetto "tutto incluso")

tot= ~400€ prezzo "nudo e crudo" dei due pod.
E non sono sostituibili (non ho trovato, al momento, dove questa possibilità venga indicata)

Problema 1 i "pod" non sono sostituibili
Problema 2 i "pod" sono di plastica

Al teorico (ma non solo...) problema 1, affinché non diventi un problema reale Favero dovrà sicuramente essere pronta ad attuare, se necessario, un customer service di alto livello (es. Stages Europe).

Il secondo problema è più realistico e tangibile. Sempre per confronto e comparazione con altri, molti sono stati e sono gli Stages che hanno avuto problemi con la scocca (plastica) eppure questa, per locazione, è meno esposta ad urti e impatti rispetto ai bePRO. Inoltre i materiali plastici sono più soggetti anche a deformazione e possibili infiltrazioni d'acqua (altro cruccio per i primi Stages...).
A meno di eventuali conflitti nella trasmissione radio del segnale, forse (mia personalissima opinione da utilizzatore, cumulando passato e presente,  di praticamente molti/tutti i PM attualmente in commercio...) era ottimale optare per una scocca di differente materiale. In questo scenario (pod non plastico) avrei meno dubbi su un prodotto in cui più del 50% del prezzo è dato da un componente non sostituibile.
Alla prossima.

Day3

Domenica ho gareggiato (LINK) non utilizzando i bePRO, lunedì uscita blanda di scarico sul "muletto" utilizzando altro misuratore già installato su quella bici (LINK). 
Nella giornata di lunedì ho avuto un colloquio telefonico interessante ed estremamente esauriente su più punti con il gentilissimo Marco, responsabile della progetto bePRO Favero.

Non posso "rivelare" tutto ma questi sono spunti decisamente utili e molto interessanti anche in rapporto alle mie considerazioni nei giorni precedenti:

Sul pod plastico:
la resina epossidica bicomponente riempie completamente l'interno del prodotto, scongiurando la rottura in caso di urti (cadute, colpi di catena, colpi con scarpe, urti contro altro) e la penetrazione di acqua dall'esterno. 
[...] la resina viene inserita con un macchinario in due giorni consecutivi: il primo giorno riempiamo il 95%; poi si lascia a temperatura ambiente per 12/24 ore in modo che tutti i vacuoli di aria tra i componenti interni se ne escano da soli; infine si riempie il rimanente e si lascia sempre a temperatura ambiente per altre 24 ore. 
Fatto questo, i pedali entrano in una camera climatica per 15 ore a 60° per eseguire il termoindurimento. La plastica esterna è stampata ad iniezione su stampo nostro: la sua forma garantisce il perfetto allineamento con la geometria del perno pedale; il materiale è PETG (polietilene tereftalato addivitato con gomma antiurto, materiale nuovo usato proprio perché molto resistente agli urti). 
Il connettore microUSB per la ricarica e l'aggiornamento è stagno, quindi puoi immergere il prodotto (prova fatta) e tutto funziona senza danni o malfunzionamenti, ovviamente i piedini del connettore non vanno in corto. 
Il coperchietto USB di protezione esterna serve solo per evitare che ci finiscano dentro fango e detriti ma se lo perdi non succede in realtà niente. 
Sulla/e batteria/e:
sono agli ioni di litio, interne, ricaricabili, realizzate su nostra specifica in cui è stata curata la stabilità della capacità nel tempo. L'autonomia iniziale minima garantita al cliente è di 30 ore. [...] c'è una ulteriore riserva di autonomia del 30%  che ci serve per non far scaricare mai la batteria e in questo si allunga decisamente la durata di vita della stessa: possiamo quindi garantire invece del classico 80% dopo 300 cicli di carica/scarica completa, almeno il doppio. Se poi il cliente ricarica senza arrivare sempre allo spegnimento completo del prodotto ma per esempio almeno quando vede il segnale di batteria scarica, allora i cicli aumentano esponenzialmente. 

Ho segnalato e confermato l'incompatibilità con le tacchette Exustar (COMPATIBILI KEO) anti scivolo (quelle fornite con i Garmin Vector, ossia altri pedali COMPATIBILI KEO) in quanto i tamponi laterali, sporgendo di pochi mm, possono andare in contatto con il pod nel momento in cui si utilizza la libertà laterale (6°) concessa da queste tacchette.

Ci sono poi altre novità di cui abbiamo parlato che sicuramente verranno introdotte sul sito ufficiale bePRO (LINK) nei prossimi giorni prendendo spunto anche da quanto ho scritto in precedenza.


Venendo a oggi, l'uscita non è comparativa perché la precedente uscita mi ha dato una piena confidenza sul prodotto. E' estremamente utile però puntualizzare che la calibrazione DINAMICA (magari ripetuta anche nei giorni successivi l'installazione) è importante ai fini di una corretta registrazione e soprattutto ripetibilità dei dati poiché legata all'angolo di installazione del pod rispetto all'asse passante per la pedivella.


Con la procedura attuale si DEVONO attendere i 30'' (circa, sono 40 pedalate a 80 +/-5 rpm) per VISUALIZZARE effettivamente le 4 cifre come sopra già indicato e come presente in maniera esplicita sul manuale.
Con il Garmin 510 (nei prossimi gg proverò con altri modelli) la procedura di calibrazione DINAMICA avviene
- avviando la registrazione dell'uscita, diversamente nel pannello calibrazione quando si pedala si visualizzeranno sì 4 cifre MA INTERVALLATE DA UN PUNTO, quella è la coppia istantanea e non rappresenta i 4 numeri di calibrazione dinamica richiesta dei bePRO!
- PEDALANDO andare su Calibrazione, confermare l'intenzione di svolgere la calibrazione il tutto SEMPRE pedalando (tanto che nel manuale viene consigliato, giustamente, di optare magari per l'esecuzione di questa procedura su rullo): raggiungendo 40 pedalate alla cadenza richiesta (80+/-5 rpm) compariranno 4 cifre CONTINUE SENZA PUNTO INTERPOSTO, questo è il valore da confrontare con i riferimenti corretti e indicano la compensazione/tolleranza di angolo di installazione. Se fuori dai parametri (coppie di 2 cifre <15 o >85) quel pedale o entrambe devono essere installati con un angolo più preciso rispetto al riferimento utilizzato come ausilio in fase di installazione.


Divido l'uscita odierna in 3 fasi (la prima parte, in verità simmetrica sia all'andata che al ritorno essendo praticamente tutta in pianura e svolta a medesime intensità, quindi non la riproporrò 2 volte):


prima parte 1h circa di riscaldamento (con 30°C già la mattina in realtà è stato quasi più refrigerante che riscaldante sfruttando l'aria in movimento!) a basse intensità totalmente in pianura; dopo una fase iniziale con calibrazione statica+dinamica+ancora statica questa è la parte registrata di avvicinamento alla salita che ho affrontato oggi (successive parti e grafici) con due marcatamente e volutamente differenti intensità e valori di sforzo/potenza



la variabilità nel bilanciamento, tracciato viola/vinaccio, con leggero sbilanciamento verso sx nel computo totale, motivato nelle precedenti considerazioni è un aspetto POSITIVO in quanto molto spesso (e chi ha avuto problemi con i Garmin Vector lo sa bene...o dovrebbe saperlo!) l'assenza totale di un valore variabile di bilanciamento è MOLTO spesso il segnale di una installazione incorretta. Trovare un tracciato con picchi solamente a sx (in Goldencheetah sopra la linea 50%) o all'opposto per il destro è in genere un "brutto segno"! Il bePRO al pari del prodotto appena citato è a tutti gli effetti un doppio misuratore e in quanto tale, per l'interazione corretta tra i 2 e la veridicità dei dati registrati è quanto mai necessaria una precisione di installazione che altri prodotti, per loro natura, non richiedono. Dopo diverse installazioni su differenti guarniture posso dire che ho preso una certa confidenza con l'allineamento richiesto e la procedura ora necessita anche meno di 5 minuti.


Salita a ritmi moderati (SST), cadenza obiettivo 85-90 rpm



~26' a 287W NP a 90 rpm cercando la massima fluidità e facilità di pedalata. L'avvicinarsi a valori di FTP (315-320W) comporta, come già visto, il ripetersi (BENE!) di quanto già osservato sia con altri misuratori ("bipodalici") che con il bePRO nei gg precedenti ossia un avvicinamento ad un bilanciamento 50/50. I valori potenza sono pienamente coerenti e attendibili. Ottima conferma.


Tratto finale salita con incremento intensità

~9' a 371W/383 NP a 80 rpm su un tratto che prevedeva fasi più ripide, anche >15%, alternate a brevi falsopiani: anche in questo frangente lo "shift" nel valore di bilanciamento è un'ottima conferma di quanto già descritto, al superamento di CP ossia con un reclutamento muscolare che coinvolge tutte le tipologie di fibre muscolari (parentesi, non esistono solo i sistemi energetici come determinanti della prestazione!) si ha un maggior apporto del (vero) arto dominante (51.5% dx) non così drastico ma che rientra perfettamente in quanto ho potuto osservare con altre strumentazioni nel corso degli anni. Questo avvalora la coerenza e ripetibilità dei dati con un avvicinamento (1-2%) o sovrapposizione/ritocco del profilo potenza MMP2015 in alcuni punti.  Anche questo è pienamente compatibile con uno sforzo di ~9' che ho interpretato in modo massimale.




Day4 a+...bis
4° gg di utilizzo in cui avevo in programma una lunga uscita per andare a provare una "semi" inedita salita che sarà gara nelle prossime settimane. Partenza con pioggia nella prima ora e temperature "fresche", poi nebbia in quota e finale ancora con sole e elevate temperature (>30°C). 5h meno qualche minuto di pedalata. Nonostante le mutevoli condizioni meteo i pedali non hanno avuto problemi. Quindi dove sono grafici e file? Dopo la prima ora ho notato subito dei valori anomali (sottostimati) e la non più coerenza dei metrics di uniformità ed efficienza: il pod destro si era leggermente ma visibilmente spostato dall'asse corretto, i dati quindi erano errati. 
Di positivo c'è appunto che oggi (9/7), ossia il giorno successivo questa lunga uscita con sbalzi termici e pioggia tutto ha funzionato correttamente e...questa volta ho dato una chiusura più vigorosa al pedale destro.




                                                    Day5


Sia ieri che oggi due prove massimali nell' "intorno" di Vo2max rispettivamente di 4'02'' e 4'22'' come "prova acuta" e sotto "sforzo" nella registrazione dati. Si confermano i valori di potenza e andamento bilanciamento come scritto nei giorni precedenti.

Nel confronto tra i 2 segmenti di ieri e oggi è molto valida anche la ripetibilità del dato:
la minima differenza 443W vs. 451W (siamo nell'orbita dei 6,9W/Kg per ~4' valore sovrapponibile a quanto recentemente ottenuto con altro misuratore) è data anche dalla differente conformazione del percorso con la salita odierna più ripida e regolare.




Un utile riferimento se non vi è un macroscopico e ben evidente disallineamento del pod è, durante l'uscita la visualizzazione dei valori di uniformità ed efficienza: se vanno letteralmente fuori scala l'asse/range di installazione è evidentemente perso (LINK IMPOSTAZIONI GARMIN CONSIGLIATE, usando i bePRO è ovviamente opportuno omettere i valori PPO e PP dall'ultima pagina). Questo ovviamente può essere svolto anche in analisi postuma come esemplificato dal grafico appena qui sopra.

Oggi dopo 18h di utilizzo "registrato" e almeno un paio di ore in cui i pedali sono rimasti accesi (installazioni e prove varie), è comparso il primo avviso di batteria scarica. Conteggiando quindi anche queste ore extra l'avviso è comparso dopo 22-23 ore in cui i pedali sono rimasti accessi.


Day6 (11/7/2015) e prima gara con i bePRO



In tutti questi giorni (sono passate 2 settimane dal report Day6) anche se un po' impegnato (soprattutto a fuggire dal caldo!) ho sempre utilizzato i pedali bePRO sia in allenamento che in gara (19/7, sempre in salita).

Di seguito le mie impressioni generali suddivise sinteticamente in PRO e CONTRO


PRO
- prezzo valido rispetto alla concorrenza nel medesimo settore e segmento (Garmin Vector e versione Vector S)
- Favero ha scelto un ottimo pedale per caratteristiche di peso, piattaforma e meccanica, in questo periodo e anche nonostante alcune uscite con meteo avverso i pedali non hanno subito alcun deterioramento nei cuscinetti (dopo 1600km circa)
- anche grazie ai chiarimenti che Marco mi ha fornito e che sopra ho riportato nella recensione non ho particolari dubbi sul materiale plastico del pod. Inoltre questo non ha una funzione strutturale "pura", essenzialmente i sensori potrebbero anche funzionare senza questa ulteriore protezione!
- nessun particolare problema generale nell'installazione, tutte le indicazioni fornite sono estremamente chiare ma va ovviamente mantenuta la procedura richiesta. Come già espresso nell'analisi sui Garmin Vector...il modo però più veloce per travasarli da una bici all'altra è rimuovendo completamente la guarnitura (OVVIAMENTE LASCIANDO INSTALLATI I PEDALI...), a patto di avere ovviamente medesimi o compatibili movimenti centrali. Diversamente va SEMPRE rifatta la procedura di installazione e calibrazione dinamica e statica
- nessun problema sulla batteria, nonostante ~20h (i pod ovviamente si accendono anche "muovendo" la bici e alle 16-17h di allenamento settimanale di questo periodo vanno ad aggiungersi i movimenti e spostamenti per pulire la bici, cosa che faccio quasi tutti i giorni) a settimana solo dopo la prima ho avuto l'avviso di batteria esaurita. I tempi dichiarati sono quindi perfettamente reali. Ho ricaricato i pod ESATTAMENTE a cadenza di 7 gg ossia ogni venerdì sera
- il fattore Q non cambia sostanzialmente (cambia in misura uguale ai Garmin Vector pre upgrade 2 poiché anche in questo caso va inserita una rondella tra pod e corpo pedale e lo spazio che il controdado "ruba" al filetto e comunque <1 mm, ossia paragonabile a quanto occupa il pod metallico Garmin versione 1)
- il prodotto non ha riportato alcun malfunzionamento e/o problemi di interferenze, non ho riscontrato alcun problema anche nell'uso in caso di maltempo né nei giorni successivi
- tutto il materiale fornito (sia elettronico ossia cavetteria e caricatore, che meccanico, strumenti di installazione) è utile e funzionale, oltre che indispensabile 
- prodotto Italiano ed assistenza Italiana, questo può sicuramente facilitare chi magari non ha dimestichezza con altre lingue e vuole un'assistenza/consulenza pre e post vendita nella propria lingua
- i pedali non hanno problemi di incompatibilità e/o interferenze con altri componenti bici (es Stages e freno integrato sotto mov. centrale e/o particolari telai).


CONTRO
- al pari di altri prodotti simili (PM integrato nei pedali) non è un prodotto plug&play ossia è richiesta una certa dose di tempo, pazienza e precisione in fase di installazione. Ancor più che con i Vector è richiesta una particolare attenzione sull'assestamento post installazione ed è quindi consigliato eseguire più calibrazioni dinamiche. Tale problema l'ho essenzialmente riscontrato soprattutto (e per essere sinceri SOLO) con il pedale destro in quanto la procedura di chiusura e avvitamento del controdato, a differenza del pedale sinistro, avviene con un movimento meno naturale che può comportare una minor forza di serraggio appunto nel pedale dx. Controllare bilanciamento e metrics ad esso associati (es uniformità ed efficienza di pedalata) è operazione essenziale ma anche veloce per poter "apprezzare" dei disallineamenti magari non visibili ad occhio (variazione tra riferimento presente sul pod e riferimenti da applicare alle pedivelle). E' quindi normale dover prendere un po' di dimestichezza con installazione, allineamento preciso e corrette coppie di serraggio per la chiusura
- ho notato rispetto ad altri PM in uso sia attualmente che in passato una certa tendenza a riportare valori sia picco (scatti e allunghi) che nelle fasi a maggior intensità (es >CP) superiori di un 2-4% rispetto a medesime/similari prestazioni misurate con altro strumento
- in realtà può essere anche un pro (vd problemi di interferenze Stages) dipende dallo strumento ricevente e, COME SEMPRE, dalle esigenze dell'utente finale, anche queste differenti per ognuno: visto il proliferare di console e dispositivi BTLE il solo protocollo di comunicazione ANT+ può forse essere, in ottica futura, un po' limitante.



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